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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 6800 - Grotta Impossibile

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Grotta Impossibile
Nome principale sloveno
Numero catasto 6800
Numero catasto storico 6300VG
Numero totale ingressi 2

Scopritori
Data scoperta 30-11-2004
Scopritore Non specificato -
Gruppo scopritore COMUNE TS - Comune di Trieste

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta Si
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Trieste
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 110154 - Basovizza
Tipo posizione Prima Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS
Latitudine Gauss-Boaga 5054392,5
Longitudine Gauss-Boaga 2430110,2
Latitudine WGS-84 45° 38' 13,3869" (45,63705192)
Longitudine WGS-84 13° 50' 47,5916" (13,84655322)
Latitudine UTM WGS-84 5054369,7
Longitudine UTM WGS-84 410103,9
Quota ingresso 368
Data esecuzione posizione 01-12-2007
Affidabilità posizione Corretto
Stato ingresso Agibile
Dimensione stimata ingresso 0.90x0.90
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso
Autore posizione Mikolic Umberto
Gruppo appartenenza CGEB - Commissione Grotte Eugenio Boegan
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 2200
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 161
Dislivello totale 161
Quota fondo 207
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso Si
Prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso Si apre sul lato Est della “Canna Venezia” del tunnel di Cattinara, a quota 275 metri e a circa 430 metri dall'ingresso dello stesso.
Descrizione dei vani interni della cavità Si tratta di una cavità ad andamento misto scoperta durante i lavori per la realizzazione della Grande Viabilità Triestina.
L'accesso si presentava inizialmente come uno stretto pertugio poi allargato artificialmente e liberato dai massi che lo ingombravano. Un pozzo profondo 25 metri conduce ad un'ampia galleria larga in media 20 metri ed alta altrettanto, interrotta da restringimenti della sezione in cui si avverte una notevole corrente d'aria. Alla base del primo pozzo d'accesso si dipartono alcune diramazioni laterali di cui una in pozzo ed altre di dimensioni più modeste in risalita. Alla base del secondo pozzo si percorre una sala di discrete dimensioni (la prima sala), dalla quale si dipartono due gallerie, di cui una pensile e posta a circa 6 metri dal piano di calpestio. La seconda alla base della parete Est è una vera e propria bocca di circa 2 metri per 1 di altezza: è un passaggio obbligato di medie dimensioni che a causa della fortissima corrente d'aria in aspirazione è stato chiamato “passaggio Venturi”. Tramite questo si accede ad una seconda sala di discrete dimensioni caratterizzata da una grande vaschetta carsica in regime di “secca”, che presenta impressi sulle pareti i segni degli antichi livelli dell'acqua. A questa segue un'altra sala dalle caratteristiche inusuali (la prima grande sala): l'antico soffitto della galleria si perde nel buio, con una certa forma sinuosa a “meandro”: sulla sinistra una vasta cengia termina sul fianco della stessa sotto l'arrivo di un altro ramo. Ritornando indietro e disceso un piano molto inclinato costituito da una liscia colata di calcite si arriva sul fondo della sala, che presenta sulla destra una rientranza con bellissime formazioni eccentriche e un passaggio che porta ad una galleria laterale di circa 60 metri.
Sulla destra senza discontinuità con la sala si imbocca una grande galleria dalle notevoli dimensioni in altezza e ingombra da grossi massi dovuti ad antichissimi giganteschi crolli: le alte pareti in questo punto sono distanti mediamente 15 m ed alte 40 m.
I primi 400 metri della grotta si sviluppano verso Est e terminano con un ampio salone di metri 130 x 80, altezza non definita (ma oltre gli ottanta metri), dove culmina una grande stalagmite circondata da altre minori a forma di tanti piatti sovrapposti. Questa sala presenta una galleria alta a Ovest verso il punto più basso della caverna e una galleria bassa a Nord – Ovest, che rappresenta la prosecuzione: fangosa e concrezionata è raggiungibile lungo un passaggio leggermente esposto a circa una ventina di metri dal fondo della caverna. Dopo un primo tratto in condotta con un pozzo di 20 m si arriva ad un sala con varie diramazioni alte.
Una lunga fessura meandro in leggera risalita estremamente regolare e con due effimere ma rugose cenge dalle pareti coperte di cristalli di calcite conduce ad un breve pozzo con una infida lama di roccia semi-staccata. Segue una sala-camino di più cospicue dimensioni, interessata da una frana dall'aspetto alquanto recente.
La cavità continua lungo una galleria a meandro diretta a Nord – Ovest fino ad arrivare ad un pozzo di 37 metri (pozzo Aldo Calice), alla base del quale si trova un quadrivio formato dall'incrocio di due caverne principali. Entrambe continuano sia “a monte“ che “a valle” e compenetrano tra loro nella parte più estesa: a destra una splendida galleria di alcuni metri di sezione occhieggia in un tripudio di concrezioni; a sinistra tra i massi ed una breve e comoda risalita sprofonda un ulteriore salto; al centro in un ambiente immacolato si risale una colata di una decina di metri entrando nella così chiamata “Bocca del pescecane Pinocchio”, attraverso la quale si accede alla caverna annessa. Da qui si dipartono due diramazioni e la più eclatante si trasforma ben presto in una grande forra-galleria fossile, che prosegue attraverso un nuovo sprofondamento di 22 metri.
Da questo punto una breve risalita su un pendio fangoso conduce ad un'altro bivio, che discende a destra fino a raggiungere un caratteristico meandro concrezionato. Procedendo dopo un saltino ed alcune anse si apre il pozzo profondo 50 metri, che presenta una partenza spettacolare: la campana sprofonda regolare ed il fondo è piatto circondato da pareti regolari con roccia pulita. Un passaggio scomodo posto alla base accede tramite un ulteriore pozzo, p. 19, piuttosto viscido, ad un ambiente considerevolmente più vasto e di una particolare bellezza. Il successivo sprofondamento assomiglia ad un ambiente a forra, dove un lato del fondo è ingombro da sassi e fango in posizione instabile. La parete presenta uno viscido colatoio fangoso saturo di argilla plastica.
Ritornando alla galleria posta presso il bivio vicino alla base del p. 22., dopo 50 metri di slalom su colate e tra grosse stalagmiti si accede ancora ad una vasta sala, interessata sulla sinistra da notevoli fenomeni di crolli. A Ovest Nord-Ovest ci sono alcuni arrivi ed una galleria più articolata con breve risalita, mentre a Nord si intravede al di là di un larga cengia forse una ennesima prosecuzione. Sulla parete ad Est si apre una splendida galleria ad andamento sub-orizzontale, che dopo alcune centinaia di metri immette in un nuovo settore della cavità, chiamato galleria delle “Canocie sgionfe de Barcola” per l'abbondanza esplorativa.

NB: LA CAVITA' E' IN ESPLORAZIONE. I dati metrici sono stati forniti da Luca Visintin (profondità) e Riccardo Corazzi (sviluppo) in data 14/12/2005.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 30-11-2004
Foto
Data dello scatto: 20-03-2016

Tipo inquadratura: Ingresso con numero identificativo

Autore foto: Gherlizza Franco

Gruppo di appartenenza: CAT - Club Alpinistico Triestino

Descrizione inquadratura: La botola dell'ingresso superiore.
Data dello scatto: 20-03-2016

Tipo inquadratura: Ingresso con numero identificativo

Autore foto: Gherlizza Franco

Gruppo di appartenenza: CAT - Club Alpinistico Triestino

Descrizione inquadratura: L'ingresso inferiore. chiuso da una porta metallica. all'interno della galleria stradale
Data dello scatto: 20-03-2016

Tipo inquadratura: Targhetta o numero identificativo

Autore foto: Gherlizza Franco

Gruppo di appartenenza: CAT - Club Alpinistico Triestino

Descrizione inquadratura: Targhetta sull'ingresso superiore
Data dello scatto: 20-03-2016

Tipo inquadratura: Targhetta o numero identificativo

Autore foto: Gherlizza Franco

Gruppo di appartenenza: CAT - Club Alpinistico Triestino

Descrizione inquadratura: Targhetta sull'ingresso in galleria (inferiore).