Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - Aquila
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - Testo
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - Home
Proteo
Proteo
entra/registrati
Il catasto grotte
Elenco grotte
Ricerca semplice
Ricerca su mappa
Segnala cavità
Aggiorna cavità
Conversione coordinate

Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

Home » Il catasto grotte

Cavità n° 980 - Grotta ad ESE di Basovizza

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Grotta ad ESE di Basovizza
Nome principale sloveno
Numero catasto 980
Numero catasto storico 3470VG
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Trieste
Tipo carta
Carta CTRN 1:5.000 110151 - Grozzana
Tipo posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS
Latitudine Gauss-Boaga 5054463,9
Longitudine Gauss-Boaga 2432574,2
Latitudine WGS-84 45° 38' 16,8316" (45,63800877)
Longitudine WGS-84 13° 52' 41,3379" (13,87814942)
Latitudine UTM WGS-84 5054441,1
Longitudine UTM WGS-84 412567,9
Quota ingresso 436
Data esecuzione posizione
Affidabilità posizione 5° gruppo riposizionamento regionale GPS (2006)
Stato ingresso Parzialmente ostruito
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 20.8
Autore posizione Grillo Barbara
Gruppo appartenenza RIP.REG. - Riposizionamento Regionale
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 28
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 40.8
Dislivello totale 40.8
Quota fondo 395.2
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso L'ingresso della grotta si apre ai piedi del Monte Cocusso, presso il limite della pineta che fiancheggia la strada Basovizza-Pese, sul fianco di una piccola dolina incolta.
Descrizione dei vani interni della cavità Dopo una strettoia iniziale il pozzo si allarga notevolmente e le sue pareti appaiono rivestite da spesse concrezioni; alla sua base scende una ripida, e tuttavia stabile, china detritica, ai piedi della quale si apre un altro salto, diviso in due da un diaframma di roccia, che in questo punto diventa un vasto crepaccio con le pareti franose. Alla base del salto è necessario usare molta precauzione, in quanto ci si trova sopra un pendio di sfasciume fangoso, il quale si insinua più in basso in un'esigua apertura. Qui ricompaiono le colate che ricoprono le pareti. Superata tale apertura vi è un vano sormontato da un alto camino, mentre un piccolo sperone costituisce l'orlo di un ultimo breve pozzo, franoso e sporco, chiuso da argilla e pietrame. Questa ultima parte della grotta, situata sotto il punto più depresso della dolina, è ricca di segni di corrosione in atto e di fanghiglia argillosa.
La grotta, già segnalata da Buffolini ed esplorata dalla Associazione XXX Ottobre, è stata rilevata per la prima volta nel 1958.
Nel 1969 la cavità è stata nuovamente rilevata nella sua totalità dal Gruppo Grotte "C. Debeljak" che, forzando una fessura che si trova alla sommità della ripida china detritica, ha scoperto un nuovo ramo laterale che consiste in due cavernette abbastanza ampie dopo le quali scende un pozzo, di circa 9m, dalla base ingombra di grosso pietrisco.

NOTA SULLA POSIZIONE DEL 24/08/2006:
l'ingresso è parzialmente ostruito da un copertone
Rilievo Completo - Effettuato in data: 09-02-1969