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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 836 - Cavernetta presso Slivia

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Cavernetta presso Slivia
Nome principale sloveno
Numero catasto 836
Numero catasto storico 3991VG
Numero totale ingressi 1

Scopritori
Data scoperta 31-12-1956
Scopritore Marini - Dario
Gruppo scopritore FLONDAR - Gruppo Speleologico Flondar

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Duino-Aurisina / Devin - Nabrežina
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 110013 - San Pelagio
Tipo posizione
Metodo rilevamento GRAFICO -> Riconoscimento su carta
Latitudine Gauss-Boaga 5068545,0
Longitudine Gauss-Boaga 2416749,0
Latitudine WGS-84 45° 45' 45,1522" (45,76254229)
Longitudine WGS-84 13° 40' 19,759" (13,67215528)
Latitudine UTM WGS-84 5068522,2
Longitudine UTM WGS-84 396743,2
Quota ingresso 144
Data esecuzione posizione
Affidabilità posizione
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso
Profondità pozzo d'accesso
Autore posizione Marini Dario
Gruppo appartenenza FLONDAR - Gruppo Speleologico Flondar
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 15.5
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 7.5
Dislivello totale 7.5
Quota fondo 136.5
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni Prosecuzioni inaccessibili
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso La cavità si trova sul declivio che dal Castelliere di Slivia scende verso il pianoro dove si aprono la Caverna Pocala (173/91VG) e la Grotta Pettirosso (148/260VG). L'esiguo ingresso, si trova sei metri ad Ovest di un muricciolo che segnava l'antico confine tra i comuni censuari di Slivia e San Pelagio, in una piccola depressione, ai piedi di una roverella di media grossezza.
Descrizione dei vani interni della cavità Da un ingresso a cunicolo una ripidissima china detritica scende in un vano che si allarga gradatamente; due brevi ed acuti camini forano la volta ricca di piccoli cannelli e si notano molte radici che penetrano dall'esterno. Il pendio si esaurisce in un breve piano argilloso, chiuso dalla parete di fondo, nella quale si apre una stretta fessura impraticabile che qualcuno ha tentato di disostruire aprendo un breve cunicolo ed erigendo un muretto di sassi. Qui è stato abbandonato un grosso rotolo di filo elicoidale, provenendo dalla vicina cava dimessa del Monte Jakovec.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 12-03-2003