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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 7923 - Abisso Luca Kralj

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Abisso Luca Kralj
Nome principale sloveno
Numero catasto 7923
Numero catasto storico 6520VG
Numero totale ingressi 1

Scopritori
Data scoperta 01-01-2006
Scopritore Filippi/Filipas - Luciano
Gruppo scopritore CGEB - Commissione Grotte Eugenio Boegan

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Sgonico / Zgonik
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 110064 - Rupinpiccolo
Tipo posizione Prima Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS
Latitudine Gauss-Boaga 5066225,3
Longitudine Gauss-Boaga 2423865,5
Latitudine WGS-84 45° 44' 33,6987" (45,74269407)
Longitudine WGS-84 13° 45' 50,7885" (13,76410792)
Latitudine UTM WGS-84 5066202,4
Longitudine UTM WGS-84 403859,6
Quota ingresso 355
Data esecuzione posizione 16-09-2007
Affidabilità posizione Corretto
Stato ingresso Agibile
Dimensione stimata ingresso 1 x 2 m
Tipo ingresso Pozzetto
Profondità pozzo d'accesso 4.3
Autore posizione Mikolic Umberto
Gruppo appartenenza CGEB - Commissione Grotte Eugenio Boegan
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 413.5
Sviluppo spaziale 665
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 307
Dislivello totale 307
Quota fondo 41
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso Si
Prosecuzioni Prosecuzioni possibili
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso L’ingresso, aperto con paziente lavoro di scavo, è ubicato pressoché sul fondo di una grande dolina a SSW della Vetta Grande.
Descrizione dei vani interni della cavità Disceso il pozzetto iniziale, s’imbocca un cunicolo fangoso e dopo altri due pozzetti si giunge in una prima saletta sormontata, sul lato destro, da un alto camino concrezionato. Si scende quindi un pozzo eroso di 12 m e dopo altri due restringimenti, un pozzo a campana di 13 m, caratterizzato da infiltrazioni di calcite su pareti erose che formano talvolta concrezioni curiose. Alla sua base un breve saltino porta ad un laghetto. La prosecuzione però è data da un foro posto a 3,5 m dal fondo raggiungibile tramite un pendolo. Dopo un salto di 4 m ci si trova in una saletta fangosa, dalla quale verso NE si visita un ramo in salita di poco più di 20 metri, sormontato da alti camini. Verso SW la cavità prosegue con un cunicolo che originariamente era molto stretto e semiallagato. Un’enorme lavoro di scavo, protrattesi per quasi due anni, ha permesso di percorrere questo cunicolo, lungo complessivamente una trentina di metri e interrotto a metà da un pozzetto di 2,6 m, fino a sboccare in una sala sormontata da due alti camini, la quale sprofonda ben presto in un ampio pozzo di 33 m. Alla profondità di 11 metri si nota una curiosa cornice calcitica che contorna tutta la circonferenza del pozzo, mentre a -25 vi è un ponte naturale eroso alto circa 3 metri. Si atterra in una saletta con un laghetto, si risale e poi si ridiscendente in una seconda saletta ben concrezionata, s’imbocca un meandrino di 6 metri che dopo una strettoia sbocca in un pozzo eroso di 30 m. Dopo un saltino di 3 metri si può visitare sulla destra un ramo stretto e fangoso che dopo una ventina di metri conduce in una saletta sormontata da un alto camino. A sinistra invece, superato un cunicolo in lieve salita e una strettoia con un caratteristico passaggio a U, si giunge sul pozzo più grande di tutta la cavità, fondo 59 m e con dimensioni medie di 4 x 12 m. Dopo un meandro discendente intervallato da brevi pozzetti, si giunge in una sala concrezionata dalla quale parte un pozzo di 30 m con forte stillicidio. Dopo una breve galleria si prosegue in meandro, tenendosi per una ventina di metri fino ad una cavernetta in discesa con delle colonne. Dopo un pozzetto di 5,3 m, ci si alza in un secondo meandro, anche questo di una ventina di metri e nel quale occorre fare attenzione a mantenersi perlopiù a metà altezza. Si sbocca su uno scivolo ben concrezionato che sprofonda in un pozzo di 8 m. Alla sua base si può visitare un rametto in salita di una quindicina di metri che torna al di sotto della zona relativa al secondo meandro, oppure si può proseguire scendendo l’ultimo grande pozzo di 54 m. Quest’ultimo presenta diverse finestre che sono state accuratamente esplorate. L’unica che ha dato qualche risultato è posta a -9 e non è tanto semplice da raggiungere essendo collocata sulla parete opposta a quella di discesa. Questa finestra permette di accedere ad un rametto di 10 m che con alcuni saliscendi sbocca nel mezzo di una sala di 3 x 12 m riccamente adorna di spaghetti. Alla base del pozzo di 54 m, dopo una breve saletta, occorre superare un basso cunicolo semiallagato che richiede molta attenzione se si vuole restare asciutti. Dopo un passaggio basso si giunge in una sala sabbiosa e concrezionata. Con due pozzetti paralleli s’imbocca un cunicolo di 6 m e si scende in arrampicata un pozzo eroso di 7 m, raggiungendo il punto più fondo di tutta la grotta. Un cunicolo in lieve salita, nel quale, con lavori di allargamento, si è proseguiti per circa 5 metri, potrebbe costituire la probabile prosecuzione, tutt’altro che facile da rendere accessibile.
Rilievo Pianta - Primo rilievo - 1:500 - Effettuato in data: 01-01-2008