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Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 7780 - Dobra P

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Dobra P
Nome principale sloveno
Numero catasto 7780
Numero catasto storico 4751FR
Numero totale ingressi 1

Scopritori
Data scoperta 01-01-1996
Scopritore Zamparo - Giacomo
Gruppo scopritore FJ - Associazione Speleologica Forum Julii Speleo
Data scoperta 01-01-1996
Scopritore Dorigo - Moreno
Gruppo scopritore GS SACILE - Gruppo Speleologico Sacile

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Alpi Giulie
Provincia Udine
Comune Chiusaforte
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 050024 - Stretti
Tipo posizione Prima Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS
Latitudine Gauss-Boaga 5137302,0
Longitudine Gauss-Boaga 2399760,0
Latitudine WGS-84 46° 22' 42,1967" (46,37838797)
Longitudine WGS-84 13° 26' 11,0464" (13,43640177)
Latitudine UTM WGS-84 5137278,3
Longitudine UTM WGS-84 379755,6
Quota ingresso 1835
Data esecuzione posizione 01-01-2011
Affidabilità posizione Corretto
Stato ingresso Agibile
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso Fessura
Profondità pozzo d'accesso
Autore posizione Mosetti Alessandro
Gruppo appartenenza GTS - Gruppo Triestino Speleologi
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 4570
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo 4
Dislivello negativo 934
Dislivello totale 938
Quota fondo 901
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso Si
Prosecuzioni Prosecuzioni certe (accessibili)
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Appartenente al complesso Complesso del Foran del Muss
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso L'ingresso della grotta è costituito da una stretta e alta fessura verticale che si apre a 1835 m di quota ai piedi della bastionata rocciosa orientata SW-NE che segna il confine orientale del Foran del Muss alla base della quale corre il sentiero CAI n645
Descrizione dei vani interni della cavità Dall'ingresso alle grandi gallerie dei collegamenti:
la prima parte della grotta si sviluppa lungo un sistema di strette e alte fessure verticali intervallate da alcuni brevi pozzi e scivoli ghiacciati con orientamento ESE-WNW Alla profondità di 30 metri in corrispondenza di un laghetto ghiacciato confluisce da un camino l'ultimo pozzo dell'Abisso a SE del Picut (6141/3528 Fr)
Superata una strettoia segue un ambiente fortemente inclinato largo una decina di metri e alto circa trenta il cui fondo è occupato da un imponente scivolo di ghiaccio dello spessore di qualche decina di metri Nel corso degli ultimi 15 anni il livello del ghiacciaio è calato di circa 5 metri
Segue un pozzo di 105 m che dopo poche decine di metri comunica direttamente con la vasta caverna sottostante i cui assi principali misurano circa 70 m per 30 m
Una strettoia alla base della parete opposta a quella di discesa immette nel successivo pozzo di 27 m Alla sua base superato un basso passaggio con il pavimento di fine terriccio si sbuca nelle seguenti ampie gallerie fossili che misurano circa 5 m di larghezza e 3-4 di altezza incise sul fondo dall'antico approfondimento In una nicchia laterale sono visibili delle rare formazioni eccentriche
Le gallerie orientate sempre rettilinee verso WNW dopo qualche centinaio di metri intersecano un caratteristico specchio di faglia che le ha dislocate di qualche decina di metri verso l'alto
Questa zona molto complessa e labirintica costituisce il nodo di collegamento con l'Abisso Comici (2009/856 Fr) l'Abisso Mornici WZ8 (3636/1979 Fr) l'Abisso Mornig E10 (3511/1899 Fr) e l'Abisso Kropka Piec (non catastato)

Dalla base del P27 (-236m) al P40 (-574m):
superato il basso passaggio alla base del P27 (-236 m dall'ingresso) all'inizio delle grandi gallerie fossili sprofonda un primo salto verticale di 12 m a cui segue un ampio pozzo cascata profondo 68 m In questo pozzo confluisce una diramazione che parte dalla base del P10 a metà delle grandi gallerie fossili dei collegamenti
Alla base del P68 segue una ampia e complessa struttura verticale orientata prima verso SE e quindi verso NE che si può percorrere sia lungo lo stretto meandro del fondo sia risalendo gli ampi vani soprastanti spesso interessati da crolli La via più agevole percorre gli ambienti alti fino a raggiungere un comodo terrazzo a 320 m di profondità dove è stato allestito un piccolo campo interno
Dal campo interno risalendo una R18 e la successiva breve galleria si sfocia nella parte alta di un'ampia caverna larga una trentina di metri e alta una decina che si sviluppa fra i 1570 m e i 1470 m di quota e il cui pavimento è ingombro di grossi massi e detrito
Dal campo interno si ridiscende nella forra che con diversi salti verticali e una breve risalita porta fin sulla sommità di un ampio pozzo profonda 40 m la cui base si trova a 574 m di profondità
Sotto al campo interno in un disagevole e stretto passaggio lungo la forra è stato ritrovato il teschio di una beccaccia

Dalla base del P40 (-574m) al terrazzo prima dei fondi:
dalla base del P40 la grotta cambia morfologia e punta decisamente a Nord percorrendo un sistema di condotte freatiche attive spesso molto ripide che si sviluppano seguendo l'inclinazione degli strati Dopo un salto di 25 m e uno di 50 m si arriva sul terrazzo a 574 m di profondità

Dal terrazzo prima dei fondi al fondo del Complesso:
dal terrazzo a -574 le condotte freatiche attive sprofondano in un pozzo di 44 m cui seguono altre condotte molto ripide o quasi verticali Dopo aver superato una sequenza di scivoli molto inclinati tra i quali un P 60 si entra nella dolomia e dopo pochi metri un piccolo sifone segna il punto più profondo del Complesso a 902 m di quota sul livello del mare (marzo 2000)

Dal terrazzo prima dei fondi alle risalite:
superando il terrazzo a -574 le condotte ora non più percorse dall'acqua puntano verso ENE fino ad arrestarsi a 1097 m di quota alla base di un ampia frattura verticale dalla quale proviene una forte circolazione d'aria e un arrivo d'acqua che si perde tra i detriti del pavimento
Una serie di risalite ha permesso di superare circa 260 m di dislivello percorrendo delle condotte freatiche attive in alcuni tratti Nel punto più alto raggiunto a 1360 m di quota le esplorazioni si sono arrestate a metà di un vasto pozzo attivo la cui base dovrebbe riconfluire attraverso un passaggio impraticabile a metà della R23
A 1270 m di quota si sviluppano circa 200 m di antiche condotte freatiche il cui pavimento è ingombro di detriti e sedimenti In un punto sono state ritrovate alcune ossa lunghe appartenenti a qualche piccolo mammifero Le gallerie che si sviluppano prevalentemente verso NE terminano a 1265 m di quota in un piccolo sifone d'acqua alimentato da un modesto stillicidio Nel corso di un'esplorazione nel febbraio del 2012 il livello del sifone era sceso di alcuni metri liberando un passaggio inesplorato dal quale entrava una forte corrente d'aria Sulle sponde del sifone sono stati ritrovati piccoli pezzi di legno e un seme germogliato
Rilievo Pianta - Primo rilievo - Effettuato in data: 31-12-2002
Foto
Tipo inquadratura: Ingresso

Autore foto: Non specificato

Gruppo di appartenenza: GTS - Gruppo Triestino Speleologi

Tipo inquadratura: Esterno

Autore foto: Non specificato

Gruppo di appartenenza: GTS - Gruppo Triestino Speleologi

Tipo inquadratura: Ingresso

Autore foto: Non specificato

Gruppo di appartenenza: GTS - Gruppo Triestino Speleologi

Descrizione inquadratura: particolare ingresso