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Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 7689 - Bufo 2

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Bufo 2
Nome principale sloveno
Numero catasto 7689
Numero catasto storico 4673FR
Numero totale ingressi 4

Scopritori
Data scoperta 30-09-2009
Scopritore Simonutti - Venicio
Gruppo scopritore GS PRADIS - Gruppo Speleologico Pradis

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Prealpi Carniche
Provincia Pordenone
Comune Travesio
Tipo carta
Carta CTRN 1:5.000 048154 - Monte Ciaurlec
Tipo posizione Prima Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS
Latitudine Gauss-Boaga 5122757,0
Longitudine Gauss-Boaga 2353064,0
Latitudine WGS-84 46° 14' 15,6378" (46,23767717)
Longitudine WGS-84 12° 50' 5,0775" (12,83474375)
Latitudine UTM WGS-84 5122734,3
Longitudine UTM WGS-84 333060,2
Quota ingresso 1010
Data esecuzione posizione 31-05-2010
Affidabilità posizione
Stato ingresso Agibile
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 15.1
Autore posizione Concina Giorgio
Gruppo appartenenza GS PRADIS - Gruppo Speleologico Pradis
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 68.5
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 43.8
Dislivello totale 43.8
Quota fondo 957.2
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso No
Prosecuzioni Non visibili prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso Salire da Meduno fino alla località Forchia e procedere poi fino alla Forchia Piccola. Da qui scendere verso Campone. Dopo aver percorso poche centinaia di metri, sulla destra , si incrocia la pista forestale che conduce verso la casera Manarac'. Vi si arriva anche salendo dalla Sp. 57, da Campone.
Su questa pista si prosegue quasi fino alla fine, fermandosi a circa 150 metri dalla costruzione denominata malga Manarac'.
Da qui, a piedi, si imbocca un sentiero che sale in direzione di Fontana Rugat fino a raggiungere un'area soprastante costituita da estese formazioni rocciose con evidenti fenomeni di erosione carsica.
Salendo in detta area, con profonde scanalature e passaggi tra formazioni rocciose, troviamo una lunga frattura sull'asse N/S. Si tratta di Bufo 2 così chiamato per il rinvenimento di un rospo, vivo e in buona salute, alla base del pozzo D.
Descrizione dei vani interni della cavità La zona attorno è caratterizzata da profondi fenomeni di erosione, scanalature, pozzetti e formazioni rocciose.
Partendo dal lato Nord, alla base di una dolina, troviamo il pozzo A (P-7,7), sul fondo del quale sono presenti detriti vegetali e pietrame.
Il pozzo B (P-8,2) è largo circa 2 metri con il fondo costituito da pietre e detriti.
Il pozzo C è il più profondo di Bufo 2. Dopo aver disceso il pozzo di partenza (P-15,1) si arriva ad un ripiano (p4) e da qui, dopo aver superato alcuni gradini, si continua la discesa(P-8,6)in una stretta fessura che porta ad un fondo levigato. Da qui, attraverso un impegnativo passaggio stretto (p7), ci si trova sulla verticale del pozzo finale (P-12,4). Una volta scesi, troviamo una stanza di circa 2x5m, caratterizzata da un solco profondo circa 70 centimetri, che parte circa al centro della stessa e poi prosegue in direzione Nord. Il solco forma un meandro che si approfondisce fino a divenire impraticabile.
I pozzi A, B, C sono uniti tra di loro da un meandro percorribile tenendosi a circa 2-3 metri dal fondo.
Dal pozzo C si passa poi al pozzo D. Una volta sceso il primo tratto (P-5,8) si arriva al punto 10 dove il meandro abbandona la frattura principale e continua sulla sinistra con una stretta fessura fino ad arrivare sul bordo del pozzo (p11). Effettuata la discesa del pozzo (P-9,8), le pareti appaiono lisce e scampanate, e il fondo è formato da residui organici compattati in presenza di acqua.
Risalendo al punto 10, si prosegue, lungo la frattura, con passaggi stretti a cielo aperto, fino ad arrivare al punto 16.
Quest'ultimo punto è assai più largo, il fondo è formato da detriti vegetali e resti di crolli, con alte pareti laterali (5/7 mt.) incise da profonde scanalature che confluiscono le acque meteoriche dei dintorni.
Rilievo Parziale - Effettuato in data: 31-05-2010