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Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 7477 - Luftloch

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Luftloch
Nome principale sloveno
Numero catasto 7477
Numero catasto storico 6442VG
Numero totale ingressi 1

Scopritori
Data scoperta 05-02-2000
Scopritore Restaino - Marco
Gruppo scopritore SAS - Società Adriatica di Speleologia
Note scoperta Lo scavo della cavità è iniziato nell'anno 2000.

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta Si
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Trieste
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 110101 - Villa Opicina
Tipo posizione Prima Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS
Latitudine Gauss-Boaga 5060415,7
Longitudine Gauss-Boaga 2428658,6
Latitudine WGS-84 45° 41' 27,8313" (45,69106425)
Longitudine WGS-84 13° 49' 36,4875" (13,82680207)
Latitudine UTM WGS-84 5060392,8
Longitudine UTM WGS-84 408652,5
Quota ingresso 312
Data esecuzione posizione 05-02-2000
Affidabilità posizione Corretto
Stato ingresso Agibile
Dimensione stimata ingresso 0.8 x 0.8m
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 19.5
Autore posizione Restaino Marco
Gruppo appartenenza SAS - Società Adriatica di Speleologia
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico
Sviluppo spaziale 106
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 94
Dislivello totale 94
Quota fondo 218
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso Si
Prosecuzioni Prosecuzioni possibili
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata Si
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso Dalla Stazione Sperimentale Ipogea di Trebiciano, si svolta verso l’ex discarica comunale. Prima di giungere a questa, in prossimità della cisterna della Protezione Civile, si svolta a destra e si segue il sentiero che corre parallelamente alla ferrovia per circa 500 m, sino ad arrivare al bordo di una dolina piuttosto grande: sul fondo di questa si può scorgere la botola metallica di ingresso della cavità. La grotta si apre sul fondo della dolina detta “delle cloce”, luogo storicamente già segnalato e conosciuto per la presenza di fenomeni correlati alle piene timaviche.
Descrizione dei vani interni della cavità I primi 20 m che costituiscono il pozzo d’accesso sono formati da una successione di elementi auto costruiti in cemento armato delle dimensione interne di 80 x 80 cm. Segue un percorso formato da una serie di brevi pozzi che scendono per ulteriori 30 m di dislivello, creato artificialmente scavando nella frana instabile. Alla profondità di 50 m si apre una sequenza di pozzi di importanti dimensioni (di cui alcuni non ancora rilevati strumentalmente) che attualmente conducono alla profondità di 230 m.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 15-11-2012
Foto
Data dello scatto: 22-09-2013

Tipo inquadratura: Ingresso con numero identificativo

Autore foto: Restaino Marco

Gruppo di appartenenza: SAS - Società Adriatica di Speleologia

Data dello scatto: 22-09-2013

Tipo inquadratura: Targhetta o numero identificativo

Autore foto: Restaino Marco

Gruppo di appartenenza: SAS - Società Adriatica di Speleologia

Data dello scatto: 26-12-2010

Tipo inquadratura: Ingresso

Autore foto: Guglia Paolo

Gruppo di appartenenza: SAS - Società Adriatica di Speleologia

Descrizione inquadratura: Fotografia della botola metallica che chiude l'ingresso.