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Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 7457 - Grotta nella Breccia di Sistiana

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Grotta nella Breccia di Sistiana
Nome principale sloveno
Numero catasto 7457
Numero catasto storico 6431VG
Numero totale ingressi 2

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta Si
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Duino-Aurisina / Devin - Nabrežina
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 109042 - Sistiana
Tipo posizione Prima Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS
Latitudine Gauss-Boaga 5068868,0
Longitudine Gauss-Boaga 2415026,0
Latitudine WGS-84 45° 45' 54,6815" (45,7651893)
Longitudine WGS-84 13° 38' 59,7646" (13,64993461)
Latitudine UTM WGS-84 5068845,2
Longitudine UTM WGS-84 395020,2
Quota ingresso 104
Data esecuzione posizione 28-10-2003
Affidabilità posizione Corretto
Stato ingresso Agibile
Dimensione stimata ingresso 1 x 1,6
Tipo ingresso Cunicolo
Profondità pozzo d'accesso
Autore posizione Marini Dario
Gruppo appartenenza FLONDAR - Gruppo Speleologico Flondar
Autore posizione Lanza Giorgio
Gruppo appartenenza FLONDAR - Gruppo Speleologico Flondar
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 44
Sviluppo spaziale 48
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 8
Dislivello totale 8
Quota fondo 95
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso No
Prosecuzioni Non visibili prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso I due imbocchi della cavità si aprono sul fianco Ovest di una dolina di medie dimensioni situata a lato di una stradina sterrata che figura nell'edizione del 1976 della CTR e non più in quella del 1990. Nella dolina si notano terrapieni e muri eretti durante la 1a Guerra Mondiale.
Descrizione dei vani interni della cavità E' questa una dolina molto interessante da un punto di vista morfologico, essendo scavata quasi interamente in un esteso deposito di breccia calcarea, i cui elementi sono stati ben consolidati da acque ricche di carbonato di calcio; in molti punti interni la volta ha un aspetto impressionante, essendo tuttavia di sicura solidità. Risulta tuttavia inspiegabile come l'Esercito austro-ungarico abbia deciso di allestire un ricovero sotterraneo in un suolo di problematica consistenza, probabilmente indotto a ciò dall'esistenza di un vano naturale di cui oggi è impossibile stabilire l'entità e l'ubicazione. Sono sicuramente naturali alcuni tratti di volta ben concrezionati, in particolare nella parte più profonda, purtroppo interessata dallo scarico di un'ingente quantità di detriti anche di grosse dimensioni che hanno ostruito sicuramente un'importante prosecuzione della cavità.
Tale convinzione deriva dall'osservazione fatta nel mese di febbraio 2003, allorché si verificò un lungo periodo di clima rigido. Da entrambi gli ingressi una forte corrente d'aria di temperatura al di sotto dello zero confluiva nella galleria centrale, per precipitare quindi nei vani inferiori dove veniva assorbita dal riempimento di frana. Durante i quindici giorni della durata di questo fenomeno –a causa del quale lo stillicidio ha formato a terra uno strato di ghiaccio– si può calcolare che la grotta abbia inghiottito molte migliaia di metri cubi d'aria, senza che nelle immediate vicinanze ne sia stata notata qualche fuoriuscita. Un caso analogo è stato osservato negli anni ′80 alla Grotta degli Austriaci (5169 VG), dove la marcatura dell'aria entrante in quantità ben maggiore non ha permesso di rilevare alcun punto di emissione. Vi è ancora da segnalare che da un breve cunicolo aperto nel camino Sud usciva nel periodo suddetto una sensibile corrente d'aria avente la temperatura propria delle grotte di questa zona (circa 12°) e quindi di provenienza profonda.
I lavori fatti dai militari sono limitati ai portali ed alle scale in calcestruzzo in corrispondenza dei due ingressi, nonché a qualche modesta muratura a secco la cui funzione non ha una spiegazione certa, in special modo per quella più profonda. Anche l'assenza di qualsiasi reperto dell'epoca fa ritenere che la cavità non sia stata mai utilizzata perché forse in allestimento nell'ottobre del 1917, come varie altre di questo settore del fronte.
Il rinvenimento di alcune ossa di cavallo –presenti in notevole quantità nel vicino Pozzo ad ESE di Sistiana 4379 VG– fa ritenere che nella dolina sia stata attiva una cucina da campo.
Rilievo Completo - 1:150 - Effettuato in data: 28-10-2003
Foto
Data dello scatto: 24-05-2014

Tipo inquadratura: Targhetta o numero identificativo

Autore foto: Lanza Luca

Gruppo di appartenenza: FLONDAR - Gruppo Speleologico Flondar

Descrizione inquadratura: Ingresso A
Data dello scatto: 24-05-2014

Tipo inquadratura: Ingresso con numero identificativo

Autore foto: Lanza Luca

Gruppo di appartenenza: FLONDAR - Gruppo Speleologico Flondar

Descrizione inquadratura: Ingresso 1
Data dello scatto: 24-05-2014

Tipo inquadratura: Targhetta o numero identificativo

Autore foto: Lanza Luca

Gruppo di appartenenza: FLONDAR - Gruppo Speleologico Flondar

Descrizione inquadratura: Ingresso 1
Data dello scatto: 24-05-2014

Tipo inquadratura: Ingresso con numero identificativo

Autore foto: Lanza Luca

Gruppo di appartenenza: FLONDAR - Gruppo Speleologico Flondar

Descrizione inquadratura: Ingresso A
Tipo inquadratura: Ingresso

Gruppo di appartenenza: CAT - Club Alpinistico Triestino