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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 731 - Grotta della Fornace

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Grotta della Fornace
Nome principale sloveno
Numero catasto 731
Numero catasto storico 3913VG
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta Si
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Duino-Aurisina / Devin - Nabrežina
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 110013 - San Pelagio
Tipo posizione Aggiornamento Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS differenziale
Latitudine Gauss-Boaga 5067346,0
Longitudine Gauss-Boaga 2418757,0
Latitudine WGS-84 45° 45' 7,3809" (45,75205024)
Longitudine WGS-84 13° 41' 53,5951" (13,69822087)
Latitudine UTM WGS-84 5067323,2
Longitudine UTM WGS-84 398751,1
Quota ingresso 212
Data esecuzione posizione 31-08-2001
Affidabilità posizione 3° gruppo riposizionamento regionale GPS (2001)
Stato ingresso Agibile
Dimensione stimata ingresso 6,80m x 4,20m
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 7
Autore posizione Manzoni Marco
Gruppo appartenenza RIP.REG. - Riposizionamento Regionale
Autore posizione Rucavina Paolo
Gruppo appartenenza RIP.REG. - Riposizionamento Regionale
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 450
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 61
Dislivello totale 61
Quota fondo 151
Vincolo paesaggistico Non definito
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso Il vasto ingresso della grotta si apre in una bella posizione panoramica, sul versante meridionale di una collina, ed è delimitato da affioramenti calcarei minutamente incisi.
Descrizione dei vani interni della cavità Ad Aurisina, questa cavità era conosciuta da tempo con il nome di Grotta degli Austriaci, per quanto non vi si siano riscontate tracce di adattamenti bellici, frequenti invece in grotte vicine.
Nel 1963, durante un sopralluogo per la revisione del rilievo, venne individuata e forzata una strettoia che chiudeva il ramo Ovest, oltre la quale si scoperse una successione di vaste caverne ricche di concrezioni.
La cavità assunse così un maggior valore, sia per la sua considerevole lunghezza, che la pone tra le più estese del Carso triestino, sia per il fatto che, in certi punti, sono ancora chiaramente visibili le tracce di un antico alveo sotterraneo. Purtroppo, a pochi mesi dalla scoperta delle nuove diramazioni, molte tra le più belle concrezioni calcitiche furono asportate o danneggiate.
La nuova diramazione si trova nella parte terminale del ramo vecchio. Un paziente lavoro di scavo ha permesso di allungare, seppure in maniera breve, lo sviluppo di questa già estesa cavità, con la scoperta di un proseguimento ascendente, lungo una quindicina di metri, piuttosto angusto e franoso, che termina in un piccolo vano, molto irregolare ed accidentato, ostruito da materiale di frana concrezionato. La nuova diramazione però, nonostante i lavori di disostruzione effettuati, non prosegue ulteriormente.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 18-04-1980
Foto
Data dello scatto: 28-03-2013

Tipo inquadratura: Ingresso con numero identificativo

Autore foto: Vianello Sergio

Gruppo di appartenenza: CAT - Club Alpinistico Triestino

Data dello scatto: 28-03-2013

Tipo inquadratura: Targhetta o numero identificativo

Autore foto: Vianello Sergio

Gruppo di appartenenza: CAT - Club Alpinistico Triestino