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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 724 - Grotta Costantino Doria

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Grotta Costantino Doria
Nome principale sloveno
Numero catasto 724
Numero catasto storico 3875VG
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Sgonico / Zgonik
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 110063 - Borgo Grotta Gigante
Tipo posizione Aggiornamento Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS
Latitudine Gauss-Boaga 5062067,8
Longitudine Gauss-Boaga 2424498,8
Latitudine WGS-84 45° 42' 19,3335" (45,70537042)
Longitudine WGS-84 13° 46' 23,0339" (13,77306497)
Latitudine UTM WGS-84 5062045,0
Longitudine UTM WGS-84 404492,8
Quota ingresso 280
Data esecuzione posizione 18-08-2006
Affidabilità posizione 5° gruppo riposizionamento regionale GPS (2006)
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 20
Autore posizione Grillo Barbara
Gruppo appartenenza RIP.REG. - Riposizionamento Regionale
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 388
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 50
Dislivello totale 50
Quota fondo 230
Vincolo paesaggistico Si
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Appartenente al complesso Sistema della Grotta Doria
Descrizione
Descrizione dei vani interni della cavità L'ingresso della grotta, individuato e liberato dai massi che l'ostruivano, nel 1950, dà su di un pozzo d'accesso di 20m, il cui fondo è costituito da un ammasso di detriti. Da qui si dipartono due gallerie le quali si sviluppano una in direzione Est e l'altra in direzione Ovest. La prima, il cui suolo è costituito da un'enorme quantità di terriccio misto ad argilla che, nell'ultimo tratto, arriva a toccare la volta non permettendo di procedere oltre, è in salita. Il pavimento della seconda galleria invece dapprima scende occupato da un cumulo di detriti, per alcuni metri, e poi continua fino a raggiungere un banco argilloso perfettamente orizzontale. In tutto questo tratto la grotta è ben concrezionata. La galleria poi piega verso SW, allargandosi ed innalzandosi in una caverna concrezionata dal suolo in discesa, al cui termine si erge un gruppo stalagmitico che forma una serie di fitti colonnati riuniti tra loro. Da questo punto la grotta continua riprendendo la direzione EW in una galleria dal suolo orizzontale, costituito da un altro banco d'argilla dove si raggiunge la massima profondità della grotta. Quest'ultima galleria finisce in una caverna occupata per la maggior parte da una colossale frana, oltre la quale c'è ancora una piccola caverna, la cui volta si abbassa repentinamente chiudendo la cavità, in quanto i massi franati arrivano a toccare la volta. E' probabile che un tempo, in questo punto, sia esistito un passaggio verso la Grotta delle Geodi (29/21VG). Nel 1951 questa grotta è stata catastata con il nome di Costantino Doria, insigne figura di pioniere della speleologia triestina e di fervido esponente dell'irredentismo giuliano.
La Commissione Grotte, che già da molti anni stava effettuando delle rilevazioni di meteorologia ipogea nella Grotta Gigante, decise di installare in questa grotta una serie di strumenti, per la raccolta dei dati sul clima sotterraneo e su altri fenomeni che si manifestano nelle grotte, considerata la sua favorevole ubicazione e le caratteristiche del suo sviluppo interno. Acquistato il fondo dove si trova l'ingresso, la bocca della cavità venne allargata e delimitata da una cordonata di cemento, mentre 4 scale metalliche, fissate sulle pareti ed intervallate da ripiani, rendono più comodo il superamento del pozzo di 20m.
Ultimati i lavori, con la costruzione di brevi gradinate nei punti più ripidi, il 16 settembre 1956 la grotta venne inaugurata come stazione sperimentale, e così per vari anni, con una complessa strumentazione disposta in vari punti della galleria, è stata rilevata una quantità di dati che, assieme a quelli raccolti nella Grotta Gigante e nella Grotta di Padriciano (1/12VG), hanno permesso di acquisire nuove cognizioni sul clima ipogeo. Inoltre, in un bacino naturale, situato in una nicchia, vivono da molti anni alcuni esemplari di Proteus anguinus e Niphargus sp., raccolti in altre località , che però qui non hanno trovato, purtroppo, le condizioni necessarie per la riproduzione.
La grotta, oltre a rivestire un notevole interesse per le ricerche scientifiche che vi si svolgevano, costituisce, assieme alle vicine Grotta delle Geodi e Grotta II ad Est di Borgo Grotta Gigante (1151/ 3876VG), un esteso sistema sotterraneo, residuo di un più vasto inghiottitoio che nel tempo è stato limitato nel suo sviluppo da fenomeni di crollo e riempimento; l'abbondante concrezionamento maschera per gran parte i profili originari delle pareti e delle volte, le quali perciò conservano ancora solo in alcuni tratti i modellamenti dovuti all'antica attività idrica.

NOTA SUL RILIEVO DEL 03 MAGGIO 2006:
Negli anni 2002, 2003 e 2004 è stata effettuata una campagna di scavi da parte della CGEB diretta da L. Filipas, che ha permesso di collegare la Grotta Doria 724/3875VG con la 1151/3876VG (tramite un passaggio impercorribile), nonché di aprire un complesso di cunicoli e pozzetti nella parte finale della Grotta delle Geodi 29/21VG.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 03-05-2006