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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 703 - Abisso Silvano Zulla

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Abisso Silvano Zulla
Nome principale sloveno
Numero catasto 703
Numero catasto storico 3873VG
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta Si
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Trieste
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 110062 - Monrupino
Tipo posizione Aggiornamento Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS differenziale
Latitudine Gauss-Boaga 5061562,0
Longitudine Gauss-Boaga 2426455,0
Latitudine WGS-84 45° 42' 3,9084" (45,70108568)
Longitudine WGS-84 13° 47' 53,832" (13,79828668)
Latitudine UTM WGS-84 5061539,1
Longitudine UTM WGS-84 406448,9
Quota ingresso 306
Data esecuzione posizione 31-08-2000
Affidabilità posizione 2° gruppo riposizionamento regionale GPS (2000)
Stato ingresso Agibile
Dimensione stimata ingresso 0,6m x 0,7m
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 15
Autore posizione Manzoni Marco
Gruppo appartenenza RIP.REG. - Riposizionamento Regionale
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 42
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 206
Dislivello totale 206
Quota fondo 100
Vincolo paesaggistico No
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni Prosecuzioni inaccessibili
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Descrizione dei vani interni della cavità L'abisso è stato scoperto nel 1947 dal Gruppo Escursionistico "E.Comici", che la esplorò fino alla caverna situata alla profondità di circa 200m, dove si apriva la fessura, allora impraticabile, dell'ultimo pozzo. All'importante cavità venne dato il nome di Silvano Zulla, speleologo che faceva parte del Nucleo Rastrellatori, perito per lo scoppio di residuati bellici.
L'imbocco della grotta è piuttosto esiguo e si apre quasi al fondo di una dolina. Il primo pozzo mantiene una sezione ridotta, sboccando in un vano concrezionato, dove si trova l'imbocco di un altro salto più profondo, che si allarga a campana; alla base di questo una breve risalita porta all'inizio del grande pozzo interno, che, dopo un primo tratto alquanto stretto, si allarga improvvisamente in un vasto vano di forma allungata i cui limiti non sono sempre visibili e nel quale, a varie altezze, sono posti numerosi ponti naturali. In questo grande pozzo, durante periodi piovosi, si forma una notevole cascata d'acqua la quale proviene dalla dolina soprastante che funge da inghiottitoio; l'acqua scorre lungo i salti che seguono e va a perdersi in un'ultima fessura impenetrabile, situata all'estremità del breve tratto di meandro con il quale la grotta ha termine. Ogni tentativo di forzare questo passaggio terminale per scoprire vani più profondi sono stati vani.
Nel 1949 in questo abisso perse la vita il giovane speleologo Carlo Debeljak, travolto da un masso precipitato nel secondo pozzo.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 30-04-1982
Foto
Data dello scatto: 15-11-2012

Tipo inquadratura: Ingresso con numero identificativo

Autore foto: Vianello Sergio

Gruppo di appartenenza: CAT - Club Alpinistico Triestino

Descrizione inquadratura: Ingresso con targa
Data dello scatto: 15-11-2012

Tipo inquadratura: Targhetta o numero identificativo

Autore foto: Vianello Sergio

Gruppo di appartenenza: CAT - Club Alpinistico Triestino