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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 690 - Grotta Fantasma

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Grotta Fantasma
Nome principale sloveno
Numero catasto 690
Numero catasto storico 4061VG
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Sgonico / Zgonik
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 110012 - Samatorza
Tipo posizione
Metodo rilevamento GRAFICO -> Riconoscimento su carta
Latitudine Gauss-Boaga 5067825,0
Longitudine Gauss-Boaga 2421845,0
Latitudine WGS-84 45° 45' 24,4995" (45,75680543)
Longitudine WGS-84 13° 44' 16,1389" (13,73781635)
Latitudine UTM WGS-84 5067802,1
Longitudine UTM WGS-84 401839,1
Quota ingresso 370
Data esecuzione posizione
Affidabilità posizione 1° gruppo riposizionamento regionale su CTR 1:5000 (1999)
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 19.8
Autore posizione Premiani Furio
Gruppo appartenenza GSSG - Gruppo Speleologico S. Giusto
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 275
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 74.5
Dislivello totale 74.5
Quota fondo 295.5
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Descrizione dei vani interni della cavità Grazie al Club Touristi Triestini che visitò la prima parte di questa grotta nel secolo scorso sono state raccolte le prime notizie ad essa inerenti.. Nella breve relazione apparsa sul "Tourista" l'ubicazone dell'ingresso era però indicata in modo approssimativo e la grotta non venne più rintracciata fino al 1959, grazie soprattutto alla sua singolare posizione. Per questo motivo è ora conosciuta come "Grotta Fantasma".
Si trova a 77m in direzione NW dalla vetta del Monte Coste, sul ripido fianco che digrada verso il confine di stato e l'ampia bocca è mascherata da carpini e piccole querce; da questa inizia un pozzo cilindrico dalle pareti nude e nerastre che porta alla sommità di un esteso e ripidissimo cono detritico, molto ricco di terreno organico. Alla sua estremità vi è un salto concrezionato, dopo il quale la galleria, altissima, continua con uno scivolo ed un tratto occupato da grandi massi cementati, al quale segue una caverna pianeggiante con il suolo costituito da un sottile crostello e adorna sui lati di stalagmiti e colonnette; qui, ai tempi dell'esplorazioni, la volta si abbassava fino a sfiorare il terreno e una lieve corrente d'aria rilevava la presenza di altri vani. Il passaggio è stato forzato nel maggio del 1960, dopo un lungo lavoro, ed ora si passa attraverso un laminatoio lungo circa 4m, che è uno dei tratti più ardui che si possano incontrare nelle grotte del Carso; al di là si apre una vasta caverna, dove convergono da ogni lato colate scintillanti costellate di vaschette, mentre la volta è ricca di sottili cannelli. Due strettoie, la più bassa delle quali è meno agevole, portano in un angusto corridoio con delle vasche asciutte, il quale scende con moderata inclinazione, facendosi via via più ampio. Lasciata sulla sinistra una sala con grandi crolli concrezionati, si giunge ad un ultimo salto, alla base del quale la cavità ha termine in una piccola caverna dal suolo acquitrinoso.
Per la facilità di accesso e la varietà degli ambienti sotterranei la grotta è meta di molte visite e purtroppo e purtroppo molte concrezioni sono state asportate o distrutte. Essa rimane tuttavia una delle più belle cavità della fascia collinosa che limita il Carso triestino.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 01-05-1960