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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 689 - Caverna presso Basovizza

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Caverna presso Basovizza
Nome principale sloveno
Numero catasto 689
Numero catasto storico 3477VG
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Trieste
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 110113 - Padriciano
Tipo posizione Aggiornamento Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS differenziale
Latitudine Gauss-Boaga 5056196,0
Longitudine Gauss-Boaga 2430910,0
Latitudine WGS-84 45° 39' 12,184" (45,65338445)
Longitudine WGS-84 13° 51' 23,3415" (13,85648374)
Latitudine UTM WGS-84 5056173,2
Longitudine UTM WGS-84 410903,8
Quota ingresso 371
Data esecuzione posizione 31-08-2001
Affidabilità posizione 3° gruppo riposizionamento regionale GPS (2001)
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso
Profondità pozzo d'accesso
Autore posizione Manzoni Marco
Gruppo appartenenza RIP.REG. - Riposizionamento Regionale
Autore posizione Rucavina Paolo
Gruppo appartenenza RIP.REG. - Riposizionamento Regionale
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 82.5
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 24
Dislivello totale 24
Quota fondo 347
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso L'esiguo imbocco della cavità si apre a poca distanza dalla strada Basovizza-Gropada, all'orlo di una dolina allungata.
Descrizione dei vani interni della cavità Il primo tratto della grotta è costituito da una stretta galleria, parzialmente ostruita in due punti da alcuni massi, la quale sbocca bruscamente in un'ampia caverna, divisa a metà da uno scoscendimento formato da una frana concrezionata. Più avanti si incontrano dei grandi blocchi caduti dalla volta, oltre ai quali la grotta prosegue con una serie di piccoli vani separati da brevi gradini e da bassi colonnati che celano qualche cavernetta laterale. Dopo un'ultima strozzatura ed un ripido scivolo si giunge in una saletta dal suolo fangoso, dove ogni proseguimento è stato bloccato da poderose colate calcitiche.
La caverna è nota con il nome di Grotta dei Partigiani, essendo stata usata come nascondiglio durante l'ultima guerra mondiale.
Alla prima esplorazione il ramo nuovo (punti da A a C e da A ad H nel rilievo) era ricco di stalattiti a forma di fungo ed eccentriche di colore bianco latte, che purtroppo, nell'intervallo di tempo tra la scoperta e l'uscita per il rilievo, sono state devastate dai vandali.
L'unica parte ancora intatta risulta al momento il pozzo di 10m (punti E H).
Al ramo nuovo si accede attraverso un angusto passaggio in salita che si restringe fino a misurare al punto minimo 25cm di altezza, poi il soffitto s'innalza, ma non tanto da consentire di alzarsi in piedi.
Il pozzo di 10m (punti E-H) porta ad una saletta dove si apre un altro pozzo che, essendo impenetrabile, pone fine alla cavità.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 14-10-1973
Foto
Tipo inquadratura: Ingresso