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Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 6871 - Grotta del Genetliaco

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Grotta del Genetliaco
Nome principale sloveno
Numero catasto 6871
Numero catasto storico 6323VG
Numero totale ingressi 1

Scopritori
Data scoperta 31-12-2000
Scopritore Polli - Elio
Gruppo scopritore CGEB - Commissione Grotte Eugenio Boegan

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Carso Goriziano
Provincia Gorizia
Comune Doberdò del Lago / Doberdob
Tipo carta
Carta CTRN 1:5.000 088112 - Marcottini
Tipo posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS
Latitudine Gauss-Boaga 5080941,0
Longitudine Gauss-Boaga 2410412,0
Latitudine WGS-84 45° 52' 23,172" (45,87310334)
Longitudine WGS-84 13° 35' 16,3496" (13,5878749)
Latitudine UTM WGS-84 5080918,1
Longitudine UTM WGS-84 390406,5
Quota ingresso 184
Data esecuzione posizione
Affidabilità posizione
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso Pozzetto
Profondità pozzo d'accesso 4.85
Autore posizione Marini Dario
Gruppo appartenenza FLONDAR - Gruppo Speleologico Flondar
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 9
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 7
Dislivello totale 7
Quota fondo 177
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni Prosecuzioni inaccessibili
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso L'ampio ingresso si apre al margine di una rada pineta 10 metri a Nord di un muretto soprastante una dolina boscosa.
Descrizione dei vani interni della cavità Si tratta di una modesta e semplice cavità ad andamento verticale. Consiste essenzialmente in un pozzo di 4 metri che conduce ad una unica caverna venuta alla luce in seguito al crollo di un ampio settore della volta. Il materiale franato ha ostruito probabilmente ulteriori sviluppi dell'antro. Sulla parete Sud una massiccia colata che arriva quasi in superficie testimonia che la cavità era chiusa in tempi relativamente recenti. Le estremità delle concrezioni a canne d'organo appaiono tutte troncate, forse per opera dei militari italiani, che hanno lasciato numerose tracce della loro presenza in questa zona, conquistata nel settembre del 1916 ed abbandonata un anno dopo. Una baionetta corrosa dalla ruggine e pochi resti di recipienti in latta rappresentano quanto è rimasto di quella epoca, mentre è strano che questa spaziosa caverna non sia stata adibita a ricovero. Un tentativo di scavo tra il cono detritico e la volta del lato meridionale è stato presto abbandonato per la difficoltà di estrarre i blocchi calcarei, nei quali si notano frammenti di Rudiste.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 20-03-2004