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Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 6527 - Corona 2

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Corona 2
Nome principale sloveno
Numero catasto 6527
Numero catasto storico 3794FR
Numero totale ingressi 1

Scopritori
Data scoperta 31-12-1989
Scopritore Brunetti - Sandro
Gruppo scopritore NN - Sconosciuto
Data scoperta 31-12-1989
Scopritore Macuglia - Elio
Gruppo scopritore NN - Sconosciuto

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta Si
Area geografica Prealpi Carniche
Provincia Udine
Comune Cavazzo Carnico
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 049013 - Cavazzo Carnico
Tipo posizione
Metodo rilevamento GRAFICO -> Riconoscimento su carta
Latitudine Gauss-Boaga 5135165,0
Longitudine Gauss-Boaga 2367250,0
Latitudine WGS-84 46° 21' 9,4054" (46,35261261)
Longitudine WGS-84 13° 0' 52,5309" (13,01459193)
Latitudine UTM WGS-84 5135141,8
Longitudine UTM WGS-84 347246,2
Quota ingresso 598
Data esecuzione posizione
Affidabilità posizione Corretto
Stato ingresso Agibile
Dimensione stimata ingresso 1,5m x 0,5m
Tipo ingresso Cunicolo
Profondità pozzo d'accesso
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 79
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo 14
Dislivello negativo
Dislivello totale 14
Quota fondo 598
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni Segnalate prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso Dalla circonvallazione di Cavazzo si prende la strada che risale, costeggiandolo, il Torrente Faeit. Dopo un paio di chilometri, giunti ad un trivio, si prende a destra la stradina che, attraversato il torrente, porta a Cesclans. Dove la strada svetta, si prende, a destra, la stradina prima asfaltata e poi bianca, che porta dopo circa 2Km, ad un rudere di stavolo. (q.556).
Subito dopo si incontra un altro bivio: da qui si imbocca la carrareccia di destra, si superano due tornanti, il letto asciutto di un ruscello, ed infine due curve a sinistra.
Dalla seconda curva, prima di un ulteriore tornante, si imbocca a destra la traccia di una pista lungo la quale si prosegue sempre dritti, senza perdere quota, superando un primo canale, quindi, dopo circa 50m, un secondo canale. Dopo una cinquantina di metri si supera una macchia erbosa (residuo di un bosco tagliato), attraversando poco dopo un canalone poco marcato, distante solo un centinaio di metri dal ciglio del torrente.
A questo punto ci si abbassa di una settantina di metri, tenendosi al centro del canalone; ai piedi di una minuscola paretina semi nascosta da un cumulo di pietre, si trova l'ingresso della grotta (alla stessa quota, una cinquantina di metri a NW della Grotta Corona).
Descrizione dei vani interni della cavità Disceso il modesto deposito iniziale si entra, tramite un pertugio, in una bassa galleria scavata a pressione (morfologia che si trova solo nel tratto iniziale della grotta), quindi si può seguire una bassa galleria sulla sinistra oppure innalzarsi su un gradino roccioso sulla destra, raggiungendo presto, in entrambi i casi, una galleria più ampia dal fondo occupato da clasti. La galleria progressivamente si restringe; uno stretto passaggio tra i massi permette di raggiungere, in alto, una prima saletta concrezionata (p.to 10 del rilievo), avente il pavimento occupato da livelli di clasti in apparente stratificazione.
Da qui in avanti la grotta prosegue piuttosto stretta; si deve superare un altro scomodo passaggio tra i massi (p.to 12), quindi un tratto dai caratteristici gradoni rocciosi, adornato da stalattiti, incontrando in seguito un ulteriore bivio (p.to 18).
A destra si va in uno slargo cieco; a sinistra una bassa galleria porta in una graziosa saletta concrezionata (p.to 20). Un minuscolo foro al fondo, allargato artificialmente, porta in un ulteriore ambiente, dalla volta costituita da una poderosa frana.
Nel corso delle visite non è mai stata riscontrata presenza d'acqua, se non in forma di isolati stillicidi o veli percolanti sulle pareti nei periodi piovosi. La grotta è comunque una risorgiva fossile, o meglio una delle risorgive che si aprivano in passato all'incirca a questa quota, come dimostrano i depositi di rocce arrotondate presenti nel canalone, deposito che si diparte proprio all'ingresso della cavità.
Tutta la grotta è percorsa da una forte corrente d'aria fredda, con una temperatura di poco superiore agli 8°.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 29-04-2000
Foto
Data dello scatto: 16-09-2012

Tipo inquadratura: Ingresso con numero identificativo

Autore foto: Schiavon Claudio

Gruppo di appartenenza: GORTANI - Gruppo Speleologico Carnico M. Gortani

Data dello scatto: 16-09-2012

Tipo inquadratura: Targhetta o numero identificativo

Autore foto: Schiavon Claudio

Gruppo di appartenenza: GORTANI - Gruppo Speleologico Carnico M. Gortani