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Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 6485 - Grotta dei Manzi

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Grotta dei Manzi
Nome principale sloveno
Numero catasto 6485
Numero catasto storico 6192VG
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta Si
Area geografica Carso Goriziano
Provincia Gorizia
Comune Sagrado
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 088112 - Marcottini
Tipo posizione Aggiornamento Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS
Latitudine Gauss-Boaga 5080400,8
Longitudine Gauss-Boaga 2406927,6
Latitudine WGS-84 45° 52' 3,648" (45,86768)
Longitudine WGS-84 13° 32' 35,232" (13,54312)
Latitudine UTM WGS-84 5080378,0
Longitudine UTM WGS-84 386922,2
Quota ingresso 102
Data esecuzione posizione 11-01-2020
Affidabilità posizione Corretto
Stato ingresso Agibile
Dimensione stimata ingresso 2 x 0.5 m
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 6
Autore posizione De Lorenzo Michele
Gruppo appartenenza TALPE - Jamarski klub Kraški krti/Gruppo Speleologico Talpe del Carso
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 14
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 16.7
Dislivello totale 16.7
Quota fondo 85.3
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso Da San Martino del Carso si segue la strada asfaltata in direzione di Marcottini per 750m, fino ad una curva a 90 gradi a sinistra, quindi si prosegue ancora per 170m e si esce in direzione Sud, per ulteriori 50m, arrivando così nella dolina in cui si apre la cavità.
Descrizione dei vani interni della cavità Secondo le testimonianze degli anziani di San martino del Carso, la cavità, prima della Prima Guerra Mondiale, si presentava come una voragine molto profonda, riempita dall'esercito Austro-Ungarico con il materiale di scavo di alcune caverne artificiali adiacenti.
Il nome " Grotta dei Manzi" deriva dalla tradizione popolare che racconta di una coppia di buoi che precipitarono nella cavità durante i lavori nei campi circostanti. Si racconta anche che nell'800 un uomo vi gettò la propria moglie e che durante il recupero del corpo si sentiva il rumore di un corso d'acqua sotterraneo.
Questa leggenda è in parte convalidata dal fatto che, durante la Prima Guerra Mondiale, un comando dell'esercito Austro Ungarico qui insediatosi, costruì una vasca per la raccolta dell'acqua con un tubo di pompaggio che scendeva tra i detriti. Una parte del tubo fu ritrovata negli anni'70.
Dopo tanti anni si è fatto un primo tentativo di riportare alla luce la cavità, scoprendone però, solo una parte: un pozzo laterale di circa 11m.
Per l'occasione sono state rilevate anche le caverne artificiali.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 14-10-2000
Foto
Data dello scatto: 11-01-2020

Tipo inquadratura: Esterno

Autore foto: Tringali Luca

Gruppo di appartenenza: TALPE - Jamarski klub Kraški krti/Gruppo Speleologico Talpe del Carso

Data dello scatto: 11-01-2020

Tipo inquadratura: Ingresso con numero identificativo

Autore foto: Tringali Luca

Gruppo di appartenenza: TALPE - Jamarski klub Kraški krti/Gruppo Speleologico Talpe del Carso

Data dello scatto: 11-01-2020

Tipo inquadratura: Targhetta o numero identificativo

Autore foto: Tringali Luca

Gruppo di appartenenza: TALPE - Jamarski klub Kraški krti/Gruppo Speleologico Talpe del Carso

Tipo inquadratura: Interno

Gruppo di appartenenza: CAT - Club Alpinistico Triestino

Descrizione inquadratura: Caverna artificiale