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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 626 - Pozzo del Monte Franco

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Pozzo del Monte Franco
Nome principale sloveno
Numero catasto 626
Numero catasto storico 3224VG
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Trieste
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 110114 - Monte Franco
Tipo posizione Aggiornamento Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS differenziale
Latitudine Gauss-Boaga 5058708,0
Longitudine Gauss-Boaga 2429796,0
Latitudine WGS-84 45° 40' 33,0449" (45,67584581)
Longitudine WGS-84 13° 50' 30,2047" (13,84172353)
Latitudine UTM WGS-84 5058685,1
Longitudine UTM WGS-84 409789,8
Quota ingresso 400
Data esecuzione posizione 31-08-2001
Affidabilità posizione 3° gruppo riposizionamento regionale GPS (2001)
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso Pozzetto
Profondità pozzo d'accesso 1.5
Autore posizione Restaino Marco
Gruppo appartenenza RIP.REG. - Riposizionamento Regionale
Autore posizione Manzoni Marco
Gruppo appartenenza RIP.REG. - Riposizionamento Regionale
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 30
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 54.5
Dislivello totale 54.5
Quota fondo 345.5
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Descrizione dei vani interni della cavità Nel 1935 un contadino di Trebiciano si accorse che sul fondo di una dolina di sua proprietà talvolta scaturiva, tra i sassi, una forte corrente d'aria e così, nella convinzione di trovare la via che portava all'acqua sotterranea, effettuò un vasto scavo, raggiungendo l'imbocco di un pozzo. La Commissione Grotte, avvertita del fatto, forzò alcune strettoie e giunse al fondo della cavità, chiusa da materiale detritico. Venne iniziato quindi il lavoro di disostruzione, ammassando il pietrame su di un ripiano arginato con sassi e si individuò, in parete, una strettissima apertura che si tentò di allargare con alcune mine, ma il pericolo costante di crolli consigliò l'abbandono del lavoro, che venne ripreso vent'anni più tardi, senza però raggiungere migliori risultati, a causa dell'impossibilità di allargare con i soliti mezzi il pertugio. Il passaggio venne forzato nel 1966 con potenti cariche di esplosivo, ma dopo breve sviluppo una caverna con enormi ammassi di frana precluse nuovamente ogni possibilità di procedere più oltre.
In tal modo inspiegata l'origine della corrente d'aria che però non venne più osservata dopo il 1936, forse in seguito a qualche crollo in profondità causato dalle scosse delle mine. L'ingresso della grotta è delimitato da una botola in cemento.

AGGIORNAMENTO DEL 1998:
nel corso del 1998 la cavità è stata disostruita accumulando il materiale entro delle dighe di contenimento alla profondità di 28m ed il rilievo è stato rifatto.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 18-10-1998
Foto
Tipo inquadratura: Ingresso