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Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 6114 - Magico Alverman

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Magico Alverman
Nome principale sloveno
Numero catasto 6114
Numero catasto storico 3509FR
Numero totale ingressi 1

Scopritori
Data scoperta 04-04-1964
Scopritore Cantale - Roberto
Gruppo scopritore PRIVATO - Nessun gruppo di appartenenza
Data scoperta 04-04-1964
Scopritore Giorgini - Faustino
Gruppo scopritore PRIVATO - Nessun gruppo di appartenenza

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Prealpi Carniche
Provincia Udine
Comune Verzegnis
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 048044 - Assais
Tipo posizione
Metodo rilevamento GRAFICO -> Riconoscimento su carta
Latitudine Gauss-Boaga 5139046,0
Longitudine Gauss-Boaga 2361389,0
Latitudine WGS-84 46° 23' 10,2144" (46,38617067)
Longitudine WGS-84 12° 56' 13,7441" (12,93715113)
Latitudine UTM WGS-84 5139022,9
Longitudine UTM WGS-84 341385,3
Quota ingresso 746.5
Data esecuzione posizione
Affidabilità posizione Corretto
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso
Profondità pozzo d'accesso
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 1084
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo 27
Dislivello negativo 36
Dislivello totale 63
Quota fondo 710.5
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso Si
Prosecuzioni Segnalate prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso Si segue la strada asfaltata che da Assais conduce agli Stavoli Chiampaman fino al ponte che supera il Rio Muart ed a questo punto si risale il letto del rio superando lastroni orizzontali e risalite a gradino.
La forra, che intaglia profondamente la faggeta, si restringe progressivamente divenendo più tortuosa; dopo circa 15 minuti si incontra un saltino anch'esso gradinato, alto circa 6-7m. Immediatamente dopo la forra gira bruscamente a sinistra ed in corrispondenza di un piccolo bacino, prosegue con un salto strapiombante incassato insuperabile.
Alla base di questo salto ha inizio il Magico Alverman. L'avvicinamento nella forra richiede 15- 20 minuti ed il superamento di passaggi di 1° e 2° grado.
Nei periodi piovosi, a causa della scivolosità della roccia, può essere conveniente seguire, lungo il bosco, il margine sinistro idrografico del rio fino al saltino gradinato di 7m; una traccia abbastanza comoda, che comunque conviene attrezzare con una corda di 40m, permette di scendere fino alla base del saltino.
Descrizione dei vani interni della cavità RAMO PRINCIPALE:
La grotta inizia con una galleria squadrata larga 3m ed alta circa 2m dapprima in leggera salita e poi discendente, che progressivamente si riduce in sezione fino a risultare completamente intasata da ciottoli e ghiaie frammisti a legno marcescente. Un collegamento "a voce" ha dimostrato che il tratto finale della galleria dista solo pochi metri dalla sorgentella sita nel cunicolo delle "Buone Speranze". Sulla sinistra, uno stretto passaggio permette di accedere ad un pozzettino circolare, dal diametro di circa 3m, con volta a campana alta 5-7m.
Ad una decina di metri dall'ingresso, sulla sinistra, ha inizio uno stretto e malagevole cunicolo (Fuga da Alcatraz). Dopo alcune curve, al di là di una pozza d'acqua (Il Sifoncino), il cunicolo è interrotto, in alto, da una strettoia angusta che porta in una saletta circolare dal diametro di 3-4m. Questa piccola sala è la base di un camino alto 18m, facilmente arrampicabile, (2°-3° grado) diviso a metà da un ponte di roccia, che chiude in frana. Nella sala è presente un forte stillicidio. Ad una decina di metri di altezza, una finestrella, sul lato Ovest, porta in una minuscola condotta, dal fondo fangoso, ricoperto da un livello di concrezione e con alcune pozze che rendono penoso il procedere. Dopo una decina di metri la condottina sbuca in un'altra saletta, nella quale si trova una venuta d'acqua, che chiude con fessure impenetrabili. Tutto il settore, nel quale è avvertibile una discreta corrente d'aria, è concrezionato. Un lastrone di roccia, verticale, nasconde un minuscolo saltino che immette in un cunicolo discendente, alto mediamente 80-120cm (Buone Speranze). In questo tratto della cavità, dall'andamento abbastanza regolare, si trovano degli strani crostoni costituiti dall'unione di più dischi concentrici; alcune di queste formazioni si trovano anche a livello delle pareti.
Dopo una quarantina di metri, sulla sinistra, uno slargo molto ricco di micro-vaschette è interessato da in copioso stillicidio proveniente da uno stretto camino circolare; in questa zona dovrebbe innestarsi la galleria ingombra di ghiaia dell'ingresso.
La condotta si riduce ora progressivamente in sezione e dopo una ventina di metri sbuca in una sala circolare concrezionata, di circa 5m di diametro ed alta 12m, chiamata "Sala dell'Eco ". Sulla parete opposta, una larga fessura permette l'accesso ad uno stretto e basso meandrino, ingombro di lame e ciottoli, che dopo pochi metri porta in una saletta concrezionata, senza possibilità di prosecuzione.
Pochi metri prima della Sala dell'Eco, sul lato sinistro della galleria, un basso passaggio discendente tra ghiaia e massi di crollo (di tanto in tanto questo tratto viene semi ostruito dalla ghiaia) permette di raggiungere il sistema di grandi gallerie della cavità.
La comoda galleria di sinistra, nella quale sono presenti crolli vari e fine detrito, termina, dopo una ventina di metri, oltrepassato un vistoso punto di assorbimento, con uno spesso tappo di ghiaie cementate, dove un pertugio fa intravedere una prosecuzione impercorribile. Non è da escludere che anche questo tratto un tempo fosse in collegamento con la galleria ghiaiosa iniziale.
Con la galleria di destra ha inizio, invece, il ramo principale della cavità, che presenta dapprima accumuli di sabbia e ghiaia e due sifoni fossili; il fondo del secondo dei due è ricoperto da uno strato di fango di un discreto spessore. Nei pressi, si può notare come una delle pareti della galleria sia in realtà uno specchio di faglia. Poco prima del sifone fangoso una profonda spaccatura sul suolo della galleria raccoglie una venuta d'acqua.
La galleria inizia ora a risalire: superata la base di un camino con forte stillicidio, si risale una ripida china pietrosa raggiungendo un vasto ambiente con grandi massi, improvvisamente ostruito da una frana. Uno scavo sulla destra raggiunge, dopo qualche metro, la sommità della frana, in una vasta sala crollo.
La sala, che misura approssimativamente 20m X 8m ed è alta circa 6m, è una delle più ampie della grotta: in leggera salita, è ovunque ricoperta di massi spigolosi di ogni dimensione. Verso l'alto sono presenti alcune caratteristiche macchie bianche; sul pavimento si trovano alcune grandi spaccature cieche.
Andando in direzione dell'ingresso, un basso cunicolo porta alla sommità del camino, dall'andamento obliquo, incontrato dove la galleria comincia a salire e che porta poco oltre al sifone di fango; la galleria chiude qualche metro dopo il pozzo.
Risalita la sala e superata una brusca strozzatura, la cavità prosegue con una larga galleria dalla sezione inclinata, che sulla destra presenta un inghiottitoio e che dopo una quarantina di metri finisce in una grande sala, tra le più belle della grotta, caratterizzata da numerose stalagmiti rosse alte fino ad un metro; il soffitto è tappezzato da esilissime stalattiti.
In corrispondenza della sala, sulla destra diparte una condotta a pressione in leggera discesa, dal fondo argilloso, che termina in corrispondenza di una saletta-camino cieca.
Proseguendo lungo il ramo principale si superano, in salita, vari ammassi di crollo e la galleria diventa ampia. Sulla volta si trovano alcune anguste fratture. In seguito la galleria si fa discendente e svolta verso destra; il suolo è costituito da un'unica colata concrezionale che in alcuni punti ha bloccato, in posizione verticale, delle sottili lame di roccia cadute dalla volta (si tratta di alcuni piani di strato molto sottili).
Lasciato sulla sinistra un basso laghetto arginato da una diga di calcite (inizio del Ramo delle Vaschette), la cavità prosegue con alcune rampe in discesa, in un ambiente riccamente concrezionato; un minuscolo rigagnolo originato dal laghetto si getta, dopo una ventina di metri, in un inghiottitoio fangoso. Avanzando lungo la galleria si incontra, sulla sinistra, un grande salone senza prosecuzioni, dal suolo in salita arricchito da numerose stalagmiti alte oltre 1m; in questo tratto, come in quello immediatamente precedente, il soffitto è arricchito da stalattiti attive: di colore marrone, spugnose e molto tozze nella prima parte, tubolari, fragili e trasparenti nella seconda. Sulla destra la discesa continua, oltrepassando un bacino lungo una decina di metri. Poco più avanti la galleria viene tagliata ortogonalmente da una grandiosa frattura, generando un alto camino; la parete è ricoperta da numerose colate e delicati arabeschi di calcite. La frattura è in evidente relazione col pozzo della "Falsa Eco".
Una ripida china, con belle stalagmiti porta ora alla Sala del Quadrivio, caratterizzata dalla presenza di un grosso punto di assorbimento tra i massi del fondo. La sala dà origine a due interessanti diramazioni: il Ramo dei Pozzi ed il Pozzo della Falsa Eco.
Nella galleria principale, che si riduce un po' di sezione, dopo una decina di metri si incontra un laghetto dal livello piuttosto variabile; subito dopo un restringimento, la galleria prosegue in leggera salita, concrezionatissima. La sezione della galleria, che nel frattempo ha subito un'ulteriore riduzione, presenta una brusca svolta a destra, in corrispondenza della quale, sul lato opposto, si trova uno sprofondamento da cui diparte una minuscola condotta in discesa, ostruita dopo pochi metri.
Poco più avanti, sulla sinistra, si incontra un basso ramo laterale di una ventina di metri, il cui pavimento è un unico lastrone di calcite che termina con un piccolo laghetto. Ancora nei pressi, ma sul lato opposto della galleria principale, si sviluppa un secondo piccolo ramo, che termina con la consueta pozza d'acqua. In una galleria parallela a quella principale è possibile osservare una grossa colonna fratturata orizzontalmente: i piani di frattura sono cementati da concrezione dopo una traslazione di parecchi centimetri.
Dopo una breve discesa, tralasciato un pozzetto cieco, profondo pochi metri, impostato su una marcata frattura, la galleria riprende in salita, fino ad incontrare una saletta sbarrata da una frana. A partire dal laghetto seguente al Quadrivio, tutto il ramo è interessato da un massiccio fenomeno di concrezionamento ancora attivo, estremamente vario, che rende l'ambiente molto suggestivo: stalattiti, stalagmiti, colonne, veli, colate, gours dalle pareti ricoperte da cristalli, si susseguono ininterrottamente creando scenari sempre diversi. La posizione di alcune concrezioni evidenzia diverse età di concrezionamento.
È possibile proseguire nella bassa galleria fino ad entrare nella frana, innalzandosi tra i massi cementati fino a sbucare in un'ampia sala, oppure imboccare, qualche metro prima, in alto, sulla sinistra, una condottina circolare. Dopo un giro elicoidale, si sbuca nella stessa sala, a pochi metri dallo sbocco del passaggio in frana. La cavità continua oltre ad alcuni grossi blocchi. Sulla sinistra, prosegue con una galleria dal fondo argilloso, che si riduce progressivamente di sezione fino a raggiungere, dopo una trentina di metri, una nicchia allagata, dove una stalattite ad andamento zigzagante si è saldata ad una stalagmite emergente dall'acqua (Laghetto degli Incantesimi). In direzione opposta, sempre oltre ai grossi massi della sala, un'ampia galleria discendente, dal suolo alabastrino, prosegue con modesti saliscendi oltre ad alcune piccole pozze, in prossimità di numerosi gours.
In corrispondenza di una curva a gomito, uno slargo sulla destra nasconde un saltino, alla cui base un piano inclinato, di ghiaia cementata, porta ad un bacino di acqua sifonante.
Proseguendo in salita lungo la galleria principale, sempre più interessata da materiale di crollo, si incontra una saletta dove massi e lastre di roccia giungono al soffitto. Sulla destra, un pozzetto allagato preclude ogni possibilità di prosecuzione; andando dritti è possibile infilarsi in un cunicolo tra gli strati rocciosi della sommità della frana ed avanzare una decina di metri, fino ad un grosso masso che impedisce ogni prosecuzione ed oltre al quale la cavità potrebbe continuare.
A partire dalla sala con i massi, tutti i vari ambienti sono sempre molto concrezionati; purtroppo un leggero velo di argilla ricopre uniformemente questo tratto della cavità, a conferma della sua età senile. Al contrario del resto della grotta, in questo settore è da notare l'assenza di corrente d'aria.

RAMO DELLE VASCHETTE:
il ramo ha inizio una ventina di metri dopo la grandiosa galleria di crollo, in corrispondenza di un basso laghetto originato da una diga di concrezione.
(Volendo evitare un fastidioso bagno, conviene svuotare la vasca sifonando via l'acqua; usando due tubi lunghi 7-8m e con diametro interno di 15mm, l'operazione richiede meno di due ore: tubi in loco, al termine della galleria di crollo, nei pressi di un grosso masso).
Attraversato (a carponi) questo tratto un po' fangoso, si risale, su colata, una galleria concrezionata, ricca di nicchie, fino ad una bella saletta apparentemente cieca, battuta da forte stillicidio. Da qui la cavità prosegue con un ambiente basso e concrezionato, con pozzette d'acqua; oltrepassata una strettoietta si raggiunge un corridoio in forte salita, dal suolo concrezionato con inglobato del fine ghiaietto, che porta ad una selletta. Tutto questo settore è concrezionatissimo e molte delle formazioni hanno colore rosso acceso.
Dalla selletta si continua in discesa lungo una fessura dalle pareti e dal fondo coperti da colate multicolori; una facile traversata porta ad una nicchia concrezionatissima. L'ultimo tratto della discesa è praticamente verticale: può tornare utile uno spezzone di corda da 20m.
Alla base, un breve corridoio orizzontale porta in uno slargo, con un grosso masso al centro ed un nicchione sulla destra; subito dopo la galleria riparte, inclinatissima, divisa in due da un diaframma di roccia. Al fondo vi converge una terza galleria in comunicazione con l'ambiente alla base della colata.
Dopo un breve tratto pianeggiante, si incontra una cortina di calcite che delimita una saletta molto concrezionata occupata da un laghetto di acqua verde e trasparentissima.
Per la visita, si tenga presente che praticamente tutte le superfici del ramo sono ricoperte da un velo d'acqua.

POZZO DELLA FALSA ECO
il nome di questo ramo deriva dal fatto che lanciando una pietra dalla sommità del ramo, la si sente rotolare per almeno 6-8 secondi, ricavandone l'impressione di un pozzo profondissimo.
Dalla grande sala del Quadrivio, a fianco dell'inghiottitoio, ma nascosto da un grosso masso, diparte un meandro discendente, che dopo pochi metri si affaccia su di un pozzo verticale profondo una ventina di metri.
Alla base del pozzo, sulla sinistra, si trova l'imbocco di una stretto cunicolo, presto impraticabile sia per dimensioni che per la presenza di un piccolo bacino d'acqua.
Seguendo invece la china detritica sabbiosa si raggiunge, dopo una quindicina di metri, sulla destra, un meandrino che si segue, superando presto un'altra pozza d'acqua. Si raggiunge così la base di una frana, inoltrandosi nella quale si sbuca alla base di un ampio meandro cieco che scampana. Sul lato opposto della frana, un basso cunicolo prosegue per pochi metri, divenendo presto impraticabile a causa di un crollo. Tornando al termine della china sotto al pozzo, è ancora possibile infilarsi, in alto a sinistra, in un piccolo cunicolo, anche lui con la sua pozza d'acqua, che chiude dopo qualche metro con una colata concrezionale.

RAMO DEI POZZI:
Dalla sala del trivio, si prende, sulla destra, una bassa galleria ellittica con alcune piccole pozze all'inizio; dopo una trentina di metri la galleria gira bruscamente a sinistra. Sceso un pozzetto di 7m, si raggiunge un piccolo ambiente di crollo, dove sono stati trovati i resti di alcuni pipistrelli. Risalitolo in direzione opposta alla galleria, si sbuca in una sala discretamente concrezionata, dal fondo ricoperto di ciottoli, bagnata da un leggero stillicidio. Sulla destra si innalza uno spettacolare camino, arrampicabile per 26m con difficoltà di 4° e 5° grado, fino a raggiungere il soffitto a cupola, senza prosecuzioni visibili. Sulla sinistra si apre, invece, un pozzo piuttosto stretto, impostato lungo una grande frattura; dopo un disagevole passaggio iniziale, ci si cala in un ambiente che scampana, raggiungendo la china detritica presente al fondo e pochi metri più in là, il pozzo chiude inesorabilmente su detrito. Proseguendo, invece, in discesa, dritti di fronte, si raggiunge presto una finestra che dà su di un ulteriore pozzo, di una quindicina di metri, sulle pareti del quale sono presenti numerose colate e sul cui fondo si trovano grossi massi di crollo.
In questo tratto il detrito è ricoperto da un sottile velo di fango, indice di allagamento.
Rilievo Pianta - Effettuato in data: 31-12-1997
Foto
Tipo inquadratura: Interno

Autore foto: D'Andrea Adalberto

Gruppo di appartenenza: CSIF - Circolo Speleologico Idrologico Friulano

Tipo inquadratura: Interno

Autore foto: D'Andrea Adalberto

Gruppo di appartenenza: CSIF - Circolo Speleologico Idrologico Friulano

Tipo inquadratura: Interno

Autore foto: D'Andrea Adalberto

Gruppo di appartenenza: CSIF - Circolo Speleologico Idrologico Friulano