Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - Aquila
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - Testo
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - Home
Proteo
Proteo
entra/registrati
Il catasto grotte
Elenco grotte
Ricerca semplice
Ricerca su mappa
Segnala cavità
Aggiorna cavità
Conversione coordinate

Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

Home » Il catasto grotte

Cavità n° 589 - Caverne nel Cret di Bastian di Gonan

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Caverne nel Cret di Bastian di Gonan
Nome principale sloveno
Numero catasto 589
Numero catasto storico 279FR
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Alpi Carniche
Provincia Udine
Comune Prato Carnico
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 031052 - Monte Vinadia
Tipo posizione
Metodo rilevamento GRAFICO -> Riconoscimento su carta
Latitudine Gauss-Boaga 5155394,0
Longitudine Gauss-Boaga 2345892,0
Latitudine WGS-84 46° 31' 45,7289" (46,52936913)
Longitudine WGS-84 12° 43' 46,782" (12,72966167)
Latitudine UTM WGS-84 5155370,9
Longitudine UTM WGS-84 325888,8
Quota ingresso 1385
Data esecuzione posizione
Affidabilità posizione
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso
Profondità pozzo d'accesso
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 10
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo
Dislivello totale
Quota fondo 1385
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso Si tratta di quattro antri grossolanamente allineati che si aprono alla base d'una bassa parete rocciosa ad oriente del Rio Tul.
Descrizione dei vani interni della cavità Fino a qualche decennio fa queste grotte servivano per il ricovero del bestiame durante la stagione del pascolo e non presentano speciali caratteristiche morfologiche degne di nota; i loro rispettivi sviluppi misurano 10m, 9m, 8m e 7m.
Di un certo interesse è lo sfruttamento di dette caverne da parte di temporanei abitatori.
La prima di esse, la più orientale, doveva essere adibita a dimora del personale di sorveglianza del bestiame e infatti si riconoscono i resti del focolare e avanzi di pasti frugali.
La seconda cavità doveva esser adibita a deposito di fieno, la terza invece a stalla, e nella stessa si notano ancora tracce delle mangiatoie d'un tempo.
Nell'ultima cavernetta, distante una quindicina di metri dalla precedente, è conservata ancora oggi una robusta tinozza di legno destinata alla raccolta delle scarse acque di infiltrazione che continuano a percolare in minima quantità sulla parete di fondo della grotta. Queste caverne venivano abitate ogni anno per parecchi mesi da intere famiglie.
Poco lontano dalle caverne descritte, adibito a temporaneo deposito di fieno, si trova un piccolo antro nel cosiddetto "Cre di Scioti", antro che si addentra per pochi metri nella parete. Più ad occidente si apre una bassa cavernetta a sezione circolare o quasi, che costituisce un ricovero per i montanari.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 10-08-1931