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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 576 - Abisso di Samatorza

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Abisso di Samatorza
Nome principale sloveno
Numero catasto 576
Numero catasto storico 2781VG
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Sgonico / Zgonik
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 110012 - Samatorza
Tipo posizione Aggiornamento Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS differenziale
Latitudine Gauss-Boaga 5067826,0
Longitudine Gauss-Boaga 2420068,0
Latitudine WGS-84 45° 45' 23,617" (45,75656027)
Longitudine WGS-84 13° 42' 53,9028" (13,714973)
Latitudine UTM WGS-84 5067803,2
Longitudine UTM WGS-84 400062,1
Quota ingresso 244
Data esecuzione posizione 11-08-1999
Affidabilità posizione Corretto
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 73
Autore posizione Sgambati Alessandro
Gruppo appartenenza ISP FOR - Ispettorato Ripartimentale Foreste
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 92
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 196
Dislivello totale 196
Quota fondo 48
Vincolo paesaggistico No
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni Prosecuzioni inaccessibili
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Descrizione dei vani interni della cavità Fino al 1964, l'unico tratto noto di questo interessante abisso era il pozzo iniziale. Infatti dopo la scoperta della via che ha permesso di raggiungere la profondità di 197m, la cavità ha assunto una ben maggiore importanza, inserendosi al settimo posto tra gli abissi del Carso triestino.
L'ingresso, dai bordi terrosi, si apre in un prato presso il paese di Samatorza ed è abitualmente chiuso con ramaglie per scongiurare possibili disgrazie. Il pozzo d'accesso è alquanto complesso per la presenza di due enormi camini e di alcuni ripiani situati a varie altezze; il fondo è poco inclinato e sul lato Sud, tra i detriti e la roccia, si apre un piccolo salto franoso. Oltrepassati una cavernetta ed un angusto cunicolo, si giunge in un vano assai alto dove, risalito un gradino di due metri, si incontra un'esigua fenditura, dalla quale inizia il secondo pozzo che porta in un ambiente molto simile al precedente. Qui il suolo è costituito da massi incastrati e cementati, tra i quali si aprono vari fori; si scende per il più ampio facendo attenzione al materiale pericolante che si trova in questa prima parte del pozzo, il quale si allarga ben presto in una larghissima frattura. Dopo venti metri, con un piccolo pendolo, si tocca un ripiano a schiena d'asino che digrada verso Nord, in un salto cieco di pochi metri, mentre dalla parte opposta si apre la bocca franosa dell'ultimo grande baratro. In questo pozzo l'abisso assume un aspetto veramente imponente, non tanto per la profondità dello stesso, ma per l'ambiente orrido e severo. Si scende infatti lungo pareti tetre, segnate da lunghe fenditure frastagliate e, dopo una trentina di metri, la roccia rientra in un enorme tetto; altre bocche si aprono nel lato opposto al baratro, creando un vano tanto vasto da rendere a stento visibili le sue pareti.
Al fondo della cavità il piede affonda in un piano fangoso chiuso da muraglie costituite da breccia a grossi elementi, mentre l'acqua che cola da vari solchi si perde in una fessura impraticabile.

RAMO 8 9 10 11 12 13:
sceso il pozzo di 7m (punti 8 e 9 nel rilievo), si deve compiere una risalita di 6m in arrampicata; da qui un breve meandro conduce ad un pozzo cieco di 3m (punto 10). Sulla sinistra il meandro prosegue per alcuni metri fino a giungere ad una frana che impedisce di proseguire.
Tornati indietro,(punto 12), sulla destra, una strettoia in salita immette in un vano superiore di ridotte dimensioni, dove ogni possibile prosecuzione è compromessa da materiali instabili. Il ramo, infine, chiude con una fessura impraticabile (punto 13): qui non si avvertono correnti d'aria e l'aria condensa quasi immediatamente.

RAMO 15 16 17 18 19 R30:
attraversato il pozzo di 84m, mediante una facile ferrata si raggiunge una saletta (punto 15) costituita da un camino concrezionato alto 30m. Sulla parete ad Est una finestra conduce, dopo pochi metri, in un ambiente, sul fondo del quale si è individuato un angusto passaggio. Dopo diverse giornate di lavoro la strettoia è stata resa accessibile, permettendo così l'esplorazione dell'ambiente sottostante, il quale è costituito da un pozzo di 8m, in fase di completa corrosione, intervallato da un ponte naturale. Da qui si aprono due pozzetti: uno è
strettissimo e continua sulla verticale del pozzo di 8m, l'altro invece immette in una nicchia dove c'è una fessura soffiante, che però per essere allargata richiederebbe tempi troppo lunghi per lo scavo.

NOTA segnalata presenza di rifiuti alla base del pozzo di accesso.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 31-12-1992
Foto
Data dello scatto: 24-11-2012

Tipo inquadratura: Ingresso

Autore foto: Miglia Andrea

Gruppo di appartenenza: FANTE - Gruppo Speleologico Monfalconese Amici del Fante