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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 560 - Pozzo 2° presso Rupingrande

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Pozzo 2° presso Rupingrande
Nome principale sloveno
Numero catasto 560
Numero catasto storico 2704VG
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Monrupino / Repentabor
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 110064 - Rupinpiccolo
Tipo posizione
Metodo rilevamento GRAFICO -> Riconoscimento su carta
Latitudine Gauss-Boaga 5064560,0
Longitudine Gauss-Boaga 2425657,0
Latitudine WGS-84 45° 43' 40,6395" (45,72795541)
Longitudine WGS-84 13° 47' 14,8404" (13,78745568)
Latitudine UTM WGS-84 5064537,1
Longitudine UTM WGS-84 405651,0
Quota ingresso 347
Data esecuzione posizione
Affidabilità posizione
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 9.6
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 26
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 35
Dislivello totale 35
Quota fondo 312
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Descrizione dei vani interni della cavità Quasi al centro di una piccola valle che scende verso Rupingrande, trasversalmente, si apre un solco muscoso che si approfondisce rapidamente: superati due piccoli gradini si giunge all'ingresso della cavità, un salto dal quale si scende sfiorando dapprima un masso posto su di un ripiano e poi una parete formata da breccia che si sgretola facilmente. Si giunge così in un vano allungato, dalla volta molto alta, chiuso all'altra estremità da una barriera di detriti in parte concrezionati. Al di sotto di questa si apre lo stretto imbocco di un pozzo a forma di fenditura, la cui discesa richiede una certa cautela per la grande quantità di pietrame e massi trattenuti nei punti dove le pareti si accostano. Un passaggio orizzontale, che si riduce ad una fessura impraticabile, chiude la cavità, la quale funge tuttora da inghiottitoio temporaneo; il calcare arenaceo presenta infatti presso il fondo i segni lasciati dal ruscellamento delle acque piovane e la corrosione ha messo in evidenza delle intrusioni nerastre di roccia molto dura.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 28-09-1969