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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 542 - Grotta dell'Elmo

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Grotta dell'Elmo
Nome principale sloveno
Numero catasto 542
Numero catasto storico 2696VG
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta Si
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Monrupino / Repentabor
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 110062 - Monrupino
Tipo posizione Aggiornamento Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS differenziale
Latitudine Gauss-Boaga 5062491,0
Longitudine Gauss-Boaga 2427863,0
Latitudine WGS-84 45° 42' 34,6827" (45,70963409)
Longitudine WGS-84 13° 48' 58,2937" (13,81619269)
Latitudine UTM WGS-84 5062468,1
Longitudine UTM WGS-84 407856,9
Quota ingresso 314
Data esecuzione posizione 31-08-2000
Affidabilità posizione 2° gruppo riposizionamento regionale GPS (2000)
Stato ingresso Agibile
Dimensione stimata ingresso 10 x 2,6m
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 78
Autore posizione Manzoni Marco
Gruppo appartenenza RIP.REG. - Riposizionamento Regionale
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 70
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 100
Dislivello totale 100
Quota fondo 214
Vincolo paesaggistico Non definito
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso La grotta si trova nei pressi della strada che da Fernetti conduce a Monrupino, vicino ad una dolina.
Descrizione dei vani interni della cavità Il pittoresco imbocco della grotta, verdeggiante di muschi ed altre piante, ha la forma di una larga fenditura, interrotta all'estremità SE da un piccolo ponte di roccia. La discesa del pozzo, le cui pareti sono accidentate da numerose nicchie nelle quali nidificano i colombi selvatici e che è senza dubbio uno dei più belli del Carso triestino, da qualunque punto la si faccia partire avviene sempre nel vuoto. Negli ultimi metri si apre la volta di una spaziosa caverna e dopo un piccolo ed erto cono detritico ricco di humus il suolo è occupato da grandi massi di crollo coperti di concrezioni; più avanti appaiono numerosi e suggestivi gruppi di stalagmiti e di colonne di grandi proporzioni. A ridosso delle pareti e tra gli enormi massi si aprono alcuni stretti pozzi verticali. La caverna termina con un piano d'argilla asciutta, ma in tutto il resto della cavità lo stillicidio è abbondante.
Nel corso della prima esplorazione, nel 1929, ai piedi del cono detritico venne trovato un elmo di bronzo risalente al IV-V secolo, in parte ricoperto da una crosta di calcite e analogo a quello raccolto nella Grotta delle Mosche nei pressi di S. Canziano (Slovenia).
Nel 1979 è stato esplorato un pozzo, scoperto due anni prima, che si trova sul lato destro della base della china detritica e precisamente a 230° dalla base del pozzo.
Un primo pozzetto di 3m porta in una cavernetta concrezionata, sul fondo della quale si aprono alcune fessure; nei pressi della base di tale pozzo, tra alcune stalattiti e stalagmiti, si apre un secondo pozzo interno che scende per 6,30m e finisce su di un grande ponte naturale. Da qui, sceso un altro pozzo, profondo 10m, si raggiunge una ripida china che porta in una vasta sala molto concrezionata. Ritornati alla base del pozzo di 10m, con una piccola arrampicata si giunge in una cavernetta di crollo, la cui visita però è alquanto pericolosa a causa di alcuni enormi massi pericolanti incastrati nel soffitto argilloso, che si chiude in una breve galleria riccamente concrezionata.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 16-09-1979
Foto
Data dello scatto: 05-07-2014

Tipo inquadratura: Ingresso con numero identificativo

Autore foto: Gherlizza Franco

Gruppo di appartenenza: CAT - Club Alpinistico Triestino

Data dello scatto: 05-07-2014

Tipo inquadratura: Targhetta o numero identificativo

Autore foto: Gherlizza Franco

Gruppo di appartenenza: CAT - Club Alpinistico Triestino