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Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 5275 - Abisso Omega 3

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Abisso Omega 3
Nome principale sloveno
Numero catasto 5275
Numero catasto storico 2912FR
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Prealpi Giulie
Provincia Udine
Comune Resia
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 049081 - Monte Musi
Tipo posizione
Metodo rilevamento GRAFICO -> Riconoscimento su carta
Latitudine Gauss-Boaga 5132051,0
Longitudine Gauss-Boaga 2390181,0
Latitudine WGS-84 46° 19' 45,776" (46,32938222)
Longitudine WGS-84 13° 18' 48,0575" (13,31334931)
Latitudine UTM WGS-84 5132027,5
Longitudine UTM WGS-84 370176,7
Quota ingresso 1495
Data esecuzione posizione
Affidabilità posizione Corretto
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 10
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 146
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 105
Dislivello totale 105
Quota fondo 1390
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni Prosecuzioni inaccessibili
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso La cavità si apre a quota 1495m s.l.m, ai bordi di una vasta conca nivale. L'ingresso non è facilmente visibile in quanto è nascosto da una selva di pini mughi. La strada più breve per raggiungere l'imbocco è quella che, percorrendo le tracce di sentiero segnate con vernice rossa, conduce dal campo base a quota 1430m s.l.m., lungo il sentiero dei cacciatori, alla conca nivale sopra a quota 1500m s.l.m..
Descrizione dei vani interni della cavità Dall'ingresso della cavità si sprigiona una forte corrente d'aria fredda in uscita.
La cavità, fino alla profondità di 48 m, ha un andamento di tipo verticale, con una successione di pozzi ed angusti terrazzi. Quindi si sviluppa lungo i giunti di stratificazione, assumento un'inclinazione variabile fra i 30° ed i 40°. A 60 m di profondità si incontra una galleria di raccordo suborizzontale che sbocca in un'ampia sala. Qui, enormi blocchi di pietra caduti al suolo, impediscono un avanzamneto veloce.
Da un'analisi della sua ubicazione topografica e della particolare morfologia si può supporre che questa cavità sia il collettore di trasfluenza che convoglia le acque pluvio-nivali delle conche glaciali sovrastanti l'Abisso Pahor - Grotta dell'Uragano.
Osservando le profonde erosioni prodotte dal drenaggio delle acque di scorrimento lungo le condotte inclinate (aventi sezioni ad ala di gabbiano) appare evidente che nei periodi di scioglimento delle nevi in occasione di temporali estivi, il regime idrico di smaltimento deve assumere portate anche considerevoli. Trovarsi in questi luoghi, in quei particolari momenti può essere pericoloso.
Sul fondo dei pozzi, al termine delle condotte forzate, dove si disperdono le acque, sono stati operati degli scavi per individuare qualche possibilità di prosecuzione, ma purtroppo, grossi accumuli di materiale lapideo precludono ogni possibilità di prosecuzione.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 31-12-1993