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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 526 - Grotta Vittoria

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Grotta Vittoria
Nome principale sloveno
Numero catasto 526
Numero catasto storico 2744VG
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta Si
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Duino-Aurisina / Devin - Nabrežina
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 110013 - San Pelagio
Tipo posizione Aggiornamento Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS differenziale
Latitudine Gauss-Boaga 5067675,0
Longitudine Gauss-Boaga 2417984,0
Latitudine WGS-84 45° 45' 17,6296" (45,75489711)
Longitudine WGS-84 13° 41' 17,5766" (13,68821573)
Latitudine UTM WGS-84 5067652,2
Longitudine UTM WGS-84 397978,2
Quota ingresso 175
Data esecuzione posizione 31-12-2000
Affidabilità posizione 2° gruppo riposizionamento regionale GPS (2000)
Stato ingresso Agibile
Dimensione stimata ingresso 2,2 x 0,7
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 20.5
Autore posizione Non specificato
Gruppo appartenenza GSSG - Gruppo Speleologico S. Giusto
Autore posizione Manzoni Marco
Gruppo appartenenza RIP.REG. - Riposizionamento Regionale
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 334
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 122
Dislivello totale 122
Quota fondo 53
Vincolo paesaggistico No
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni Prosecuzioni certe (accessibili)
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso La grotta si apre a 150m dalla stazione ferroviaria di Aurisina, nelle immediate vicinanze di una cava.
Descrizione dei vani interni della cavità La grotta venne scoperta casualmente nel corso di lavori di sbancamento in una piccola cava e siccome l'esplorazione fu eseguita lo stesso giorno della scoperta, il 4 novembre 1922, le fu attribuito il nome di Grotta Vittoria.
Alla base del pozzo d'accesso una strettoia immette in una successione di gallerie e corridoi, molto interessanti per la loro morfologia; la grotta e la sua genesi sono state oggetto di uno studio approfondito (Maucci 1953) nel quale sono state analizzate alcune particolari strutture derivate dall'azione erosiva dell'acqua che scorre a pelo libero. Analoghe sezioni si notano in altri inghiottitoi fossili ed è ormai invalso l'uso di indicare tali morfologie con il nome di "gallerie tipo Vittoria".
Nella grotta si apre un profondo pozzo, la cui discesa è resa difficile dalla friabilità delle pareti e dalle numerose asperità che ostacolano la sistemazione ed il ritiro delle attrezzature.
Nel 1969, quasi alla fine del ramo alto della Galleria della Voragine (punti 10-24 del rilievo), è stata scoperta una diramazione che ha inizio con un pozzo di 10m. Questo si trova in un punto interessato da un notevole fenomeno di ringiovanimento, al quale probabilmente è legata la sua apertura, ed alla sua base intercetta una galleria, ostruita dopo pochi metri ad ambedue le estremità. Qui le morfologie primarie sono discretamente conservate ed in più punti sono stati trovati dei sedimenti. Questa galleria è da mettere in relazione con i relitti di meandri sovrapposti situati all'inizio del ramo alto. Lungo quasi tutto il lato SW si nota una rientranza, la cui volta è costituita dal letto di uno strato. Dalla parte opposta un vano, piuttosto largo e con evidenti tracce di erosione, porta, con una ripida china argillosa, ad un'altra galleria, piuttosto stretta ed alta appena un paio di metri, al cui termine si trova un piccolo pozzo cieco. Alla fine della china argillosa c'è l'ingresso di un ultimo vano, formatosi in una frattura con direzione EW.
Nel 1983, sul fondo della grotta, salita una china di massi instabili e fango, fu notato un foro che immette in una cavernetta lunga 7m e riccamente concrezionata. Poco prima ha inizio un meandro molto fangoso, esplorato per circa 5m.
Nel marzo del 1986 Roberto Pahor scoperse la prosecuzione laterale del pozzo profondo 90m, compiendo una traversata a circa 40m dal fondo. Dopo la traversata, una finestra di 1m x 60m dà in una fessura verticale, lunga 8,60m e larga in media 1m, ricoperta da una colata calcitica; percorsi i primi 3m, un pozzetto di eguale misura porta, dopo uno stretto passaggio, ad una stanzetta, nella quale una piccola finestra dà su di un pozzo di grandi dimensioni, raggiungibile tramite un by-pass alto, che altro non è che il ramo superiore di questa lunga fessura; esso sbocca a circa 13,5m dal medesimo pozzo.
Il pozzo largo 25m x 6m, è caratterizzato da un ringiovanimento delle pareti e dai residui di colate calcitiche e colonne, smantellate dalla corrosione in atto, che giacciono sul fondo assieme ad un abbondante accumulo di detriti; l'altezza stimata del pozzo è di 60m, ma bisognerebbe effettuare una risalita in artificiale per scoprire prosecuzioni, più probabili nella direzione 240°-60° la quale attraversa sia il pozzo profondo 90m sia il pozzo in questione che ne rappresenta la continuazione impostata in una discontinuità di grandi dimensioni.

NOTA Segnalata presanza rifiuti
Rilievo Completo - Effettuato in data: 25-10-1987
Foto
Data dello scatto: 23-01-2012

Tipo inquadratura: Targhetta o numero identificativo

Autore foto: Slama Paolo

Gruppo di appartenenza: AXXXO - Associazione XXX Ottobre

Data dello scatto: 25-01-2012

Tipo inquadratura: Ingresso con numero identificativo

Autore foto: Germanis Roberto

Gruppo di appartenenza: AXXXO - Associazione XXX Ottobre

Tipo inquadratura: Ingresso