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Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 4817 - Buse da Neif

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Buse da Neif
Nome principale sloveno
Numero catasto 4817
Numero catasto storico 2685FR
Numero totale ingressi 3

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Alpi Carniche
Provincia Udine
Comune Treppo Carnico
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 032052 - Casera Tersadia
Tipo posizione Prima Posizione
Metodo rilevamento GRAFICO -> Riconoscimento su carta
Latitudine Gauss-Boaga 5152119,0
Longitudine Gauss-Boaga 2372288,0
Latitudine WGS-84 46° 30' 22,3975" (46,50622152)
Longitudine WGS-84 13° 4' 28,8248" (13,07467356)
Latitudine UTM WGS-84 5152095,5
Longitudine UTM WGS-84 352284,3
Quota ingresso 1870
Data esecuzione posizione 05-02-1990
Affidabilità posizione Da verificare
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 13
Autore posizione Cella Gian Domenico
Gruppo appartenenza GG. NOVARA - Gruppo Grotte CAI Novara
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 30
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 25
Dislivello totale 25
Quota fondo 1845
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni Segnalate prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso La grotta s'apre sul vasto altipiano sommitale della Tersadia, altipiano tormentato da un'intensa azione carsica superficiale: pozzi, doline e campi solcati sono presenti con una frequenza non comune. Il litotipo interessato è costituito da un calcare abbastanza puro di colore grigio, riferibile all'Amisico Superiore che Selli colloca nella formazione “ a facies dolomitica” (Selli 1963).
Da Rivalpo si percorre la carrareccia che porta alla Casera Valmedan Alta (Q: 1566m) e, da questa, si prosegue lungo un sentiero di guerra che con ampi tornanti s'innalza in direzione del Monte Tersadia. Poco oltre una cavernetta, quando la mulattiera valica il filo di cresta, in prossimità di vecchi accantonamenti militari ora ridotti a ruderi, si prende il sentiero che si diparte sulla destra e che raggiunge la vetta. Questo costeggia dapprima una lunga trincea scavata nella roccia e, dopo qualche centinaio di metri, compie un'ampia svolta a destra.
L'ingresso si trova poco prima della svolta, in una marcata depressione che si affaccia sulla Valle del But, a 5-10 minuti dal bivio.
Descrizione dei vani interni della cavità La cavità s'apre con un P13 (“P1” del rilievo) che termina su un ampio ripiano di neve ghiacciata oltre al quale è possibile scendere ancora qualche metro in una fessura che s'apre tra neve e roccia.
In direzione E s'apre un altro pozzetto (“P2” del rilievo) che può essere raggiunto scendendo un ripiano di neve coperto da clasti. La volta sembra chiudersi a 6-7m d'altezza. Sul pavimento si osserva un caratteristico foro circolare che perfora tutto il manto nevoso, scendendo fino a quota –25m. Continuando a scendere, si giunge infine ad una graziosa saletta, decorata da belle stalattiti e stalagmiti di ghiaccio. Sia il pavimento sia le pareti, sono ricoperte da uno spesso strato di ghiaccio trasparente.
Adiacente al “P1” s'apre un pozzo profondo 13m (“P3” del rilievo) caratterizzato da pareti che non sono verticali; quella N presenta pure dello sfasciume instabile. Anche qui, sul fondo, si trova una grande massa di neve con uno spessore sondato per circa 6m. Sulla parete E si notano delle piccole colate di concrezione in fase di disgregazione.
Proseguendo verso S si passa sotto un grande arco roccioso oltre al quale s'innalza un camino alto una decina di metri che riporta nuovamente all'esterno (“P4” del rilievo).

NOTA
La grotta è nota da sempre agli abitanti del fondo valle; come si evince dal nome, al suo interno vi si trova un deposito nivale che si conserva per tutto l'anno. Ciò non desta meraviglia se si considera l'altitudine (temperatura media annuale di 1°C) e la particolare forma della cavità che determina la formazione di una trappola d'aria fredda. La cavità risulta impostata lungo un fascio di fratture NE-SE, E-W e forse anche NE-SW. Le pareti dei pozzi esposti agli agenti esterni presentano una tipica morfologia di crollo con superfici lisce ed irregolari e presenza di clasti alla base. All'interno le pareti presentano numerose scannellature parallele d'ordine centimetrico, caratteristiche dei fenomeni di dissoluzione per percolazione di acque. Le concrezioni, se si eccettuano alcuni resti delle colate in “P3”, sono del tutto assenti.
Il livello della neve è alquanto variabile nel corso dell'anno giungendo fino ad occludere completamente i pozzi nella stagione primaverile. Sarebbe pertanto opportuno rivedere la grotta nel tardo autunno.
Nel corso dell'esplorazione non sono state sentite correnti d'aria.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 05-02-1990