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Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 4508 - Pozzo presso la 4512 VG

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Pozzo presso la 4512 VG
Nome principale sloveno
Numero catasto 4508
Numero catasto storico 5467VG
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta Si
Area geografica Carso Goriziano
Provincia Gorizia
Comune Monfalcone
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 088152 - Monfalcone-Stazione
Tipo posizione Aggiornamento Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS
Latitudine Gauss-Boaga 5073115,8
Longitudine Gauss-Boaga 2409126,6
Latitudine WGS-84 45° 48' 8,9605" (45,80248904)
Longitudine WGS-84 13° 34' 23,2218" (13,57311716)
Latitudine UTM WGS-84 5073093,0
Longitudine UTM WGS-84 389121,0
Quota ingresso 24
Data esecuzione posizione 12-03-2011
Affidabilità posizione Corretto
Stato ingresso Artificiale
Dimensione stimata ingresso 1m x 1,5m
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 14
Autore posizione Colus Andrea
Gruppo appartenenza SSC LINDNER - Società di Studi Carsici Antonio Federico Lindner
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 83.5
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 34.6
Dislivello totale 34.6
Quota fondo -10.6
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso No
Prosecuzioni Non visibili prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso Da Monfalcone si segue la strada che porta al casello autostradale. Alcune centinaia di metri prima dello svincolo, si incontra sulla sinistra una strada forestale spesso nascosta da fitta vegetazione che costeggia la linea ferroviaria. Percorrendo per circa 200 metri questa stradina, si incontra sul bordo sinistro della stessa l'ingresso formato da un tubo di cemento chiuso da una grada metallica fissata con un lucchetto. Le chiavi sono in possesso della Società di Studi Carsici A.F.Lindner.




Descrizione dei vani interni della cavità La grotta s'apre con un P14 che porta ad un ripido cono detritico. Dopo pochi metri, a SE, s'arriva ad un laghetto che allo scandaglio ha dimostrato una profondità di 6-7m. Nel versante opposto, invece, s'arriva ad un secondo laghetto che è stato scandagliato fino ad 11m di profondità. Le uniche concrezioni sono di tipo coralloide e sono localizzate presso il primo laghetto; qui sono stati anche osservati numerosi gamberetti ed un pesce di circa 5cm, ben pigmentato. Gli esploratori ritengono sia probabile che il livello dei laghi vari al variare delle maree.
Tutta la grotta è impostata su una faglia orientata N 45°W- S45°E.
NOTA
Il primo tratto del pozzo è degradato dallo scoppio delle mine utilizzate per scavare la trincea per far transitare i binari dello svincolo ferroviario. La discesa, quindi, va effettuata con cautela onde evitare il distacco di massi instabili all'ingresso.

DESCRIZIONE:ESPLORAZIONE SUBACQUEA
Si accede comodamente alla parte sommersa della cavità immergendosi alla base del pozzo d'accesso (punto 10 del rilievo). Il fondo, costituito da detriti grossolani si trova a 6m di profondità. Una condotta forzata impostata lungo un giunto d'interstrato porta acqua al sistema da una direzione di 45°. La galleria è agevole nei primi metri, poi si restringe presentando numerose lame di roccia. Questa termina (punto 17 del rilievo) con dei massi franati ad una profondità di 1,7m. Tra i massi filtra acqua all'ingresso.
Dal punto 11 del rilievo, seguendo il flusso dell'acqua ci si trova a percorrere una stretta galleria la cui parte superiore raggiunge il pelo libero dell'acqua: viene così a formarsi un piccolo laghetto non raggiungibile per via aerea (punto 19 del rilievo). Il fondo della galleria è fangoso. Assialmente la galleria termina allargandosi in un ramo senza circolazione d'acqua; una stretta fessura verticale (punto 13 del rilievo) non è praticabile. L'uscita dell'acqua del sistema avviene attraverso una condotta forzata, anch'essa impostata sul giunto d'interstrato, con una morfologia erosiva estremamente marcata: è molto bassa, ingombra di lame e di difficile accesso (12m).Dal punto 11 del rilievo risalendo la corrente, si scende una ripida china detritica raggiungendo un altro vano dove la profondità è di 11m. A 7,5m di profondità c'è una condotta bassa e larga che porta acqua alla cavità ma, dopo pochi metri diviene impraticabile. A 9m di profondità c'è una condotta forzata che si congiunge al sistema dopo una brusca curva. La galleria, all'inizio, ha sezione allungata in senso verticale ed è agevole; dopo una decina di metri si abbassa senza allargarsi rendendo problematica la prosecuzione, intralciata anche da lame piuttosto ingombranti. Un vano un po' più ampio garantisce la possibilità di girarsi per uscire dalla galleria; questa è stata esplorata per una trentina di metri e per 4m di profondità.
Interessante è notare, al punto 11 del rilievo, la presenza di concrezioni stalattitiche in avanzata fase d'erosione. Simili strutture non si riscontrano in altri punti.
La visibilità è di circa 7m, la temperatura dell'acqua è di 13,4°C.
Sono presenti numerosi gamberetti ipogei del genere Troglocaris. Nel corso dell'esplorazione si è incontrata un'anguilla con colorazione normale e tre pesci simili per forma ai gobidi, completamente depigmentati.
La strumentazione usata per il rilievo, se ben usata, consente errori di profondità +/- 0,3m e di +/-15° per la direzione.

STUDIO IDROLOGICO DELLE ACQUE
La ricerca ha dimostrato che le acque che arriva in questa cavità provengono sicuramente dagli spandimenti meridionali del canale Sablici che scorre più a monte. Le caratteristiche chimiche, infatti, delle due acque, sono praticamente uguali nel tempo.

Al termine dei lavori per la realizzazione della strada ferrata, gli scavi sono stati chiusi e la cavità è resa agibile tramite un tubo di cemento profondo 12,38 m. che permette l'acceso ad un vano artificiale semi circolare dalla base cementata. In questo pavimento è stata realizzata una botola rettangolare che permette l'accesso alla parte naturale della cavità. E' stata fatta la revisione grafica solo della parte aerea del rilievo in quanto è la sola ad essere stata interessata da modifiche sostanziali. Il livello idrico dei due laghetti interni ( comunicanti nella parte sommersa), subisce variazioni in basse al livello della marea. Durante le misurazioni fisiche delle acque interne, del 26 maggio 2009, è stata individuata nell'acqua una nutrita colonia di gamberetti completamente de pigmentati ed insensibili alle fonti luminose. Accertato che non si tratta di Niphargus, sono stati prelevati due esemplari che sono in fase di studio entomologico per l'identificazione della specie. Sono stati informati del ritrovamento gli speleologi del gruppo Amici del Fante, che stanno facendo misurazioni delle acque in un'altra grotta del monfalconese. Da una più attenta osservazione, anche loro hanno individuato in questa seconda cavità ( si presume ) la stessa specie di crostacei.

Rilievo Completo - Effettuato in data: 16-07-1988
Foto
Tipo inquadratura: Ingresso

Data dello scatto: 12-03-2011

Tipo inquadratura: Ingresso con numero identificativo

Autore foto: Colus Andrea

Gruppo di appartenenza: SSC LINDNER - Società di Studi Carsici Antonio Federico Lindner

Data dello scatto: 12-03-2011

Tipo inquadratura: Targhetta o numero identificativo

Autore foto: Colus Andrea

Gruppo di appartenenza: SSC LINDNER - Società di Studi Carsici Antonio Federico Lindner