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Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 4223 - Abisso del Ciclamino

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Abisso del Ciclamino
Nome principale sloveno
Numero catasto 4223
Numero catasto storico 5343VG
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Duino-Aurisina / Devin - Nabrežina
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 110013 - San Pelagio
Tipo posizione
Metodo rilevamento GRAFICO -> Riconoscimento su carta
Latitudine Gauss-Boaga 5069654,0
Longitudine Gauss-Boaga 2417223,0
Latitudine WGS-84 45° 46' 21,3307" (45,77259185)
Longitudine WGS-84 13° 40' 40,8486" (13,67801349)
Latitudine UTM WGS-84 5069631,2
Longitudine UTM WGS-84 397217,2
Quota ingresso 249
Data esecuzione posizione
Affidabilità posizione
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 5
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 20
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 70
Dislivello totale 70
Quota fondo 179
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni Prosecuzioni inaccessibili
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso L'ingresso della cavità si trova ai bordi di un Karren, in una dolina sita in località San Pelagio.
NOTA
L'orifizio iniziale era parzialmente ostruito e probabilmente, in passato, fungeva da tana a qualche animale considerate le innumerevoli ossa trovate durante gli scavi.
Descrizione dei vani interni della cavità Dalla base del salto iniziale (P4,6) si prosegue superando una strettoia oltre la quale si trova un vano discendente che porta ad un P18. Poco prima di giungere sul fondo di questo si nota, sulla parete W, un camino alto una decina di metri caratterizzato, sulle pareti, da frequenti intercalazioni fossilifere.
Sul fondo del P18, in direzione E, s'apre, tra le concrezioni, una finestra oltre la quale sprofonda un P7. Dalla base di questo si diramano due vie. Una termina dopo poco con una fessura impraticabile che dà su un salto stimato profondo una ventina di metri. L'altra, invece, porta ad un P8 che termina su un sifone di argilla. Superato questo si arriva ad una galleria lunga 9m caratterizzata dalla presenza d'innumerevoli vasche scavate nella roccia viva e piene d'acqua contenente alcuni frammenti di ossidi di ferro. Alla fine di tale galleria si giunge all'imbocco, ampio circa 1m, del P15. Questo, verso il fondo, si restringe sempre più fino a divenire impraticabile.
Tutti i vani presentano delle belle e varie concrezioni, talune anche d'elevata grandezza.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 26-07-1984