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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 405 - Caverna Generale Ricordi

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Caverna Generale Ricordi
Nome principale sloveno
Numero catasto 405
Numero catasto storico 1064VG
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta Si
Area geografica Carso Goriziano
Provincia Gorizia
Comune Doberdò del Lago
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 088152 - Monfalcone-Stazione
Tipo posizione Aggiornamento Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS differenziale
Latitudine Gauss-Boaga 5074145,0
Longitudine Gauss-Boaga 2409274,0
Latitudine WGS-84 45° 48' 42,3841" (45,81177335)
Longitudine WGS-84 13° 34' 29,1991" (13,57477753)
Latitudine UTM WGS-84 5074122,2
Longitudine UTM WGS-84 389268,4
Quota ingresso 59
Data esecuzione posizione 31-12-2001
Affidabilità posizione 3° gruppo riposizionamento regionale GPS (2001)
Stato ingresso Agibile
Dimensione stimata ingresso 3m x 1,5m
Tipo ingresso Galleria
Profondità pozzo d'accesso
Autore posizione Non specificato
Gruppo appartenenza TALPE - Jamarski klub Kraški krti/Gruppo Speleologico Talpe del Carso
Autore posizione Manzoni Marco
Gruppo appartenenza RIP.REG. - Riposizionamento Regionale
Autore posizione Rucavina Paolo
Gruppo appartenenza RIP.REG. - Riposizionamento Regionale
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 120
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 31
Dislivello totale 31
Quota fondo 28
Vincolo paesaggistico No
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata Si
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso La Strada Statale n.55, subito a Sud di Jamiano, fa un'ampia curva ed è attraversata dall'oleodotto: la grotta si apre sul fondo di una dolina, a breve distanza da una mulattiera parallela alla S.S.n.55, tra il km 3 e il km 4.
Descrizione dei vani interni della cavità La Caverna Generale Ricordi è uno dei più interessanti fenomeni sotterranei del Carso monfalconese, sia per il considerevole sviluppo che per le caratteristiche di imponente inghiottitoio fossile.
La cavità è costituita da una lunga galleria percorribile facilmente, nella parte finale della quale c'è un piccolo salto che, prestando attenzione, si può superare con l'aiuto di una corda. La caverna inizia con una galleria in lieve pendenza, orientata N-S, alta 2m e larga 2,5m. Dopo una quindicina di metri, la grotta devia verso SW e mantiene costantemente questo orientamento fino al fondo. Da questo punto fino alla sala interna il suolo è attrezzato con degli scalini, più o meno grezzi, costruiti durante la guerra, e lungo il percorso si incontrano anche tre muri divisori, costruiti invece in epoca recente. A circa 30m dall'ingresso, dalla volta si innalza un grande camino, in parte concrezionato ed in parte corroso e in una nicchia laterale si può ammirare una bella colonna addossata alla parete, mentre, a breve distanza, un'alta colonna unisce la volta con il suolo della galleria. Proseguendo si raggiunge la sala interna, lunga 17m, larga 4m ed alta, in certi punti, fino a 8m. Il suolo qui è particolarmente fangoso e le pareti sono spesso ricoperte da un velo di fango nerastro. In fondo alla sala si trova un muro, facilmente superabile, oltre il quale si sviluppa la parte più naturale e aspra di tutta la grotta. I vani qui, rispetto al tratto precedente sono più irregolari e concrezionati. Una strettoia porta infine ad un salto di circa 4m, sotto il quale, sul lato NW, uno strettissimo cunicolo, superato nel 1976 solo per un tratto, porta ad un pozzetto che comunque non dovrebbe essere più profondo di un paio di metri. Più avanti la caverna si chiude con una stretta frattura, molto frastagliata, che si restringe sempre più.
Da punto di vista speleogenetico la cavità si può classificare come un inghiottitoio fossile diretto.
Come sopra accennato, durante la prima guerra mondiale la grotta era stata trasformata, con ingegnosi e monumentali adattamenti, in un comodo e capiente rifugio militare, illuminato elettricamente e dotato di varie comodità che rendevano confortevole il soggiorno. L'esercito italiano sistemò nella grotta un Comando al quale era preposto il Generale Ricordi, che trovò la morte proprio nei pressi dell'imbocco della cavità ed al quale perciò la grotta fu dedicata. Dopo la rotta di Caporetto, gli austriaci presero nuovamente possesso della grotta, fino al termine del conflitto, ed una lapide posta all'ingresso riporta la scritta "P.T.M.Fillinger", a ricordo di un comandante nemico.
La cavità, ora agibile, negli anni '70 era stata chiusa perchè vi si trovavano alcuni sismografi posti dall'Università di Trieste.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 17-03-1990
Foto
Data dello scatto: 22-01-2011

Tipo inquadratura: Ingresso con numero identificativo

Autore foto: Benedetti Gianni

Gruppo di appartenenza: FSRFVG - Federazione Speleologica Regionale FVG

Data dello scatto: 22-01-2011

Tipo inquadratura: Targhetta o numero identificativo

Autore foto: Benedetti Gianni

Gruppo di appartenenza: FSRFVG - Federazione Speleologica Regionale FVG

Tipo inquadratura: Ingresso

Autore foto: Comar Maurizio

Gruppo di appartenenza: SSC LINDNER - Società di Studi Carsici Antonio Federico Lindner

Tipo inquadratura: Esterno

Autore foto: Comar Maurizio

Gruppo di appartenenza: SSC LINDNER - Società di Studi Carsici Antonio Federico Lindner

Descrizione inquadratura: scritta storica
Tipo inquadratura: Ingresso con numero identificativo

Gruppo di appartenenza: CAT - Club Alpinistico Triestino

Tipo inquadratura: Interno

Gruppo di appartenenza: CAT - Club Alpinistico Triestino