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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 4 - Grotta di S. Giovanni d'Antro

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Grotta di S. Giovanni d'Antro
Nome principale sloveno
Numero catasto 4
Numero catasto storico 43FR
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta Si
Area geografica Prealpi Giulie
Provincia Udine
Comune Pulfero
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 067022 - Pulfero
Tipo posizione Aggiornamento Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS
Latitudine Gauss-Boaga 5111985,0
Longitudine Gauss-Boaga 2402095,0
Latitudine WGS-84 46° 9' 3,718" (46,15103278)
Longitudine WGS-84 13° 28' 23,11" (13,47308612)
Latitudine UTM WGS-84 5111961,7
Longitudine UTM WGS-84 382090,2
Quota ingresso 350
Data esecuzione posizione 10-12-2004
Affidabilità posizione Da verificare
Stato ingresso Agibile
Dimensione stimata ingresso 8m x 5m
Tipo ingresso Galleria
Profondità pozzo d'accesso
Autore posizione Aviani Umberto
Gruppo appartenenza CSSGDA - Centro Speleologico S. Giovanni d'Antro
Autore posizione Bosco Fabrizio
Gruppo appartenenza CSSGDA - Centro Speleologico S. Giovanni d'Antro
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 4000
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo 96
Dislivello negativo
Dislivello totale 96
Quota fondo 350
Vincolo paesaggistico Non definito
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni Prosecuzioni certe (accessibili)
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Descrizione dei vani interni della cavità Conosciuta da moltissimi anni, la Grotta di San Giovanni d'Antro era già stata utilizzata in epoca romana, come confermano gli embrici e i laterizi ritrovativi. La caverna e le sue vicinanze vennero in seguito fortificate, ed in tale castello si crede sia stato tenuto prigioniero dal re Liutprando il duca Pemmone dopo la sua cacciata da Cividale. Più tardi veniva costruita la Chiesa e nel 1001 la scalinata di pietra che vi conduce.
L'attuale aspetto delle opere murarie che chiudono l'ingresso della cavità si deve all'opera dell'architetto Andrea di Lack che vi costruì l'abside gotica-carinziana nel 1477.
La grotta è una lunga risorgiva temporanea che si addentra nel monte, al contatto fra la brecciola calcarea ed i sottostanti strati di marne, in direzione N.N.O.. In tempo di forti piogge, è percorsa da un cospicuo corso d'acqua e numerosi laghetti, presenti anche in periodo di magra, rendono un po' difficoltosa la visita della cavità. In questi ultimi anni è stata attrezzata turisticamente: un comodo sentiero è stato costruito fino al bivio, circa 280 metri dall'ingresso ed è illuminato da un impianto di luce elettrica.
Nel corso delle più recenti esplorazioni sono stati completati alcuni dei "rami delle vaschette" a cui si sono aggiunti quelli allagati del ruscello finale ed alcuni cunicoli che si ricollegano al ramo principale dopo aver descritto un intricato dedalo. E' stata trovata una terza comunicazione fra il vecchio "ramo principale" e quelli scoperti nel 1974: alla base del "camino finale", infatti, esiste uno stretto passaggio che sbuca in un ramo attivo inferiore ai "rami degli insetti" e che si ricollega a questi tramite un pozzo-camino. Sono stati anche rilevati alcuni piccoli rami laterali.

AGGIORNAMENTO CENTRO SPEL. S. GIOVANNI D'ANTRO 2004:
Verificata la non coerenza tra rilievo planimetrico e spaccato , onde evitare di collegare in modo non appropriato le nuove prosecuzioni, si è dovuto procedere a rifare dallì'inizio il rilievo . Questa prima revisione comprende: Ramo iniziale, Ramo destro, Sala Lazzarini, Ramo Lazzarini, Rami delle vaschette, Labirinto dell'eremita, Ramo del secondo ruscello, Ramo delle diramazioni . Mancano e sono in fase di riesplorazione e rilievo , la Sala Tellini e i Rami delle vaschette . La riesplorazione di tutti i rami, compreso quello turistico, ha portato alla scoperta di nuovi rami, più o meno significativi . L'unico ramo interamente nuovo è il Ramo del secondo ruscello che è stato rilevato per uno sviluppo di 42 metri . Questo angusto ramo è percorso da un ruscello, per cui per la continuazione dell'esplorazione, dobbiamo attendere periodi di particolare siccità . Sono stati inoltre risaliti il Camino Lazzarini per 29 metri e il Camino della speranza, a lato del Ramo delle vaschette, per 46 metri, oltre all'esplorazione di numerosi pozzi nel Ramo delle diramazioni .
Rilievo Completo - Effettuato in data: 10-12-2004
Foto
Data dello scatto: 09-02-2009

Tipo inquadratura: Esterno

Autore foto: Bosco Fabrizio

Gruppo di appartenenza: GS VALLI - Gruppo Speleologico Valli del Natisone

Data dello scatto: 19-05-2012

Tipo inquadratura: Ingresso con numero identificativo

Autore foto: Faidutti Angelo

Gruppo di appartenenza: FJ - Associazione Speleologica Forum Julii Speleo

Data dello scatto: 19-05-2012

Tipo inquadratura: Esterno

Autore foto: Faidutti Angelo

Gruppo di appartenenza: FJ - Associazione Speleologica Forum Julii Speleo

Data dello scatto: 19-05-2012

Tipo inquadratura: Targhetta o numero identificativo

Autore foto: Faidutti Angelo

Gruppo di appartenenza: FJ - Associazione Speleologica Forum Julii Speleo