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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 395 - Abisso ad E della Stazione di Aurisina

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Abisso ad E della Stazione di Aurisina
Nome principale sloveno
Numero catasto 395
Numero catasto storico 1489VG
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Duino-Aurisina / Devin - Nabrežina
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 110013 - San Pelagio
Tipo posizione Aggiornamento Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS
Latitudine Gauss-Boaga 5067206,0
Longitudine Gauss-Boaga 2417821,0
Latitudine WGS-84 45° 45' 2,3504" (45,75065289)
Longitudine WGS-84 13° 41' 10,3899" (13,68621943)
Latitudine UTM WGS-84 5067183,2
Longitudine UTM WGS-84 397815,2
Quota ingresso 156
Data esecuzione posizione 10-12-2011
Affidabilità posizione
Stato ingresso Agibile
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 65
Autore posizione De Filippo Claudio
Gruppo appartenenza GC - Grotta Continua
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 4
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 64
Dislivello totale 64
Quota fondo 92
Vincolo paesaggistico Non definito
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso Questo profondo pozzo, scoperto, esplorato e rilevato dal Battelini nel 1924, si trova sul lato SE di una dolina che ospita una ricchissima vegetazione, situata al limite del complesso del Sanatorio di Aurisina.
Descrizione dei vani interni della cavità Esplorato dal Battelini ai tempi del Duemila Grotte, questo abisso di 64 metri di profondità fu poi ignominiosamente adibito per ben 37 anni (1933-1970) allo smaltimento degli scarichi fognari del vicino “Sanatorio” di Aurisina e ne fu persa ogni traccia.
Nonostante la profondità coincida quasi perfettamente con quanto indicato nel vecchio rilievo (attualmente un paio di metri in meno, sempre che le misurazioni dell'epoca fossero esatte…), la morfologia della grotta risulta in determinati punti piuttosto differente: subito sotto all'imbocco, ad esempio, non vi è traccia nè della breve parte orizzontale con la nicchia nè del masso ivi incastrato, per cui il “baratro” dal tombino precipita direttamente in verticale; gli ambienti, con l'eccezione della parte iniziale, sono ben più larghi e comodi, mentre la famosa lama di roccia di trentacinque metri che ostacolava la discesa da -15 a -50 è in gran parte scomparsa, essendone rimasto solamente un impressionante moncone alto una dozzina metri a metà pozzo… (e forse i due metri di detrito in più riscontrati al fondo della cavità). Nel corso dell'esplorazione non è stata purtroppo notata alcuna possibilità di ulteriori prosecuzioni. Semisepolto in una rientranza della parete, durante la discesa è stato notato un elmetto italiano del 1915-18.
Rilievo Completo - 200 - Effettuato in data: 26-06-2011
Foto
Tipo inquadratura: Interno

Autore foto: Sulich Antonio

Gruppo di appartenenza: GC - Grotta Continua

Tipo inquadratura: Interno

Autore foto: Sulich Antonio

Gruppo di appartenenza: GC - Grotta Continua

Tipo inquadratura: Interno

Autore foto: Natelli Edoardo

Gruppo di appartenenza: GC - Grotta Continua

Tipo inquadratura: Ingresso

Autore foto: Natelli Edoardo

Gruppo di appartenenza: GC - Grotta Continua

Data dello scatto: 26-06-2011

Tipo inquadratura: Interno

Autore foto: Sulich Antonio

Gruppo di appartenenza: GC - Grotta Continua

Descrizione inquadratura: Elmetto italiano della prima guerra all'interno dell'abisso