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Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 3917 - Riparo di Monrupino

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Riparo di Monrupino
Nome principale sloveno
Numero catasto 3917
Numero catasto storico 5210VG
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Monrupino / Repentabor
Tipo carta
Carta CTRN 1:5.000 110062 - Monrupino
Tipo posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS
Latitudine Gauss-Boaga 5062115,9
Longitudine Gauss-Boaga 2427316,6
Latitudine WGS-84 45° 42' 22,2689" (45,70618581)
Longitudine WGS-84 13° 48' 33,2859" (13,80924607)
Latitudine UTM WGS-84 5062093,0
Longitudine UTM WGS-84 407310,5
Quota ingresso 301
Data esecuzione posizione
Affidabilità posizione 4° gruppo riposizionamento regionale GPS (2005)
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso
Profondità pozzo d'accesso
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 3.2
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 2.5
Dislivello totale 2.5
Quota fondo 298.5
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso Piccola cavità formata dallo strapiombo di una bassa parete rocciosa situata al fondo, lato SE, di una dolina.

NOTA
Questo vano non avrebbe i requisiti per essere definito "grotta", tuttavia è stato catastato per il particolare interesse conferitogli dai ritrovamenti archeologici. Lo stesso è avvenuto per altri due ripari sotto roccia (4988 e 5144VG) che sono caratterizzati da stratigrafie di eccezionale importanza.
Descrizione dei vani interni della cavità Il giacimento venne scoperto fortuitamente nel 1973 dal Centro Studi Carsici durante uno scavo eseguito alla base della parete nell'intento di individuare un'eventuale cavità ostruita. All'apparire dei primi reperti venne avvisata la Soprintendenza di Trieste, sotto il cui controllo i lavori continuarono fino al 1974 con l'apertura di una trincea di 3X4m, spinta fino a 5m di profondità.
La successione dei livelli incontrati è la seguente:
epoca romana e dei castellieri - trovati scarsi resti che testimoniano che il riparo venne frequentato solo occasionalmente.
età del bronzo - trovati numerosi manufatti, tra i quali si segnalano varie cuspidi di freccia in selce ed una ricavata dalla valva di un mitilo.
neolitico - strato ricchissimo nel quale sono stati scoperti un migliaio di frammenti di vasi a tulipano con piede cavo, uno dei quali intero, decorati con incisioni a triangoli e rombi; inoltre, sono venute alla luce due gambette di vasi antropomorfi di tipo balcanico. Molta l'industria litica, formata in prevalenza da lame ritoccate, alcune usate come elementi di falcetto; si è trovato pure un bel lisciatoio di arenaria con un solco centrale per la levigatura delle ossa di cui si sono scoperti 37 strumenti.
Al di sotto fu trovato un letto di ceneri e quindi molte schegge d'osso. Durante gli scavi dell'epoca fu inoltre intaccato un probabile livello mesolitico che poggiava su un deposito di argilla rossa e pietrisco sotto il quale v'era un accumulo di massi franati.
Le numerose ossa di animali, oggetto di uno studio particolare, hanno consentito di delineare un quadro abbastanza ampio della fauna presente nei vari periodi e quindi delle abitudini alimentari dell'uomo dell'epoca. Tra queste, identificato il consumo di frutti di mare dei quali ne sono presenti quattro tipi diversi.
Da rilevare, infine, una falange di piede umano rinvenuta in uno degli strati superiori.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 30-12-1982
Foto
Tipo inquadratura: Ingresso