Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - Aquila
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - Testo
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - Home
Proteo
Proteo
entra/registrati
Il catasto grotte
Elenco grotte
Ricerca semplice
Ricerca su mappa
Segnala cavità
Aggiorna cavità
Conversione coordinate

Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia

Home » Il catasto grotte

Cavità n° 3896 - Fontanin del Fratte

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Fontanin del Fratte
Nome principale sloveno
Numero catasto 3896
Numero catasto storico 2176FR
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Prealpi Carniche
Provincia Pordenone
Comune Claut
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 047113 - Claut
Tipo posizione
Metodo rilevamento GRAFICO -> Riconoscimento su carta
Latitudine Gauss-Boaga 5125299,0
Longitudine Gauss-Boaga 2330263,0
Latitudine WGS-84 46° 15' 16,4017" (46,25455602)
Longitudine WGS-84 12° 32' 17,705" (12,5382514)
Latitudine UTM WGS-84 5125276,6
Longitudine UTM WGS-84 310259,6
Quota ingresso 1000
Data esecuzione posizione
Affidabilità posizione
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso
Profondità pozzo d'accesso
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 1012
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo 396
Dislivello negativo
Dislivello totale 396
Quota fondo 1000
Vincolo paesaggistico Non definito
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni Prosecuzioni inaccessibili
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso La cavità s'apre sul fianco del costone roccioso che delimita ad W il Col della Ciasa. L'ingresso si raggiunge per mezzo del sentiero che costeggia il torrente Pinchiadona (del quale il Fontanin ne costituisce la sorgente) e che porta alla Cima della Lastrutta e, quindi, alla Forcella Tramontin.
Descrizione dei vani interni della cavità Una caratteristica notevole della cavità è costituita, all'altezza della baita "Fratte di Sotto", dal grande canalone che, a detta degli abitanti del luogo, è stato approfondito fino alle dimensioni attuali in una sola notte, durante le alluvioni del 1966, dall'acqua che usciva in grandissima quantità dall'imboccatura. Una conferma di questo si può riscontrare non appena raggiunto l'ingresso; qui ci sono, infatti, alcune pozze d'acqua a livello costante, in tutti i periodi dell'anno, che fanno senz'altro pensare ad una risorgiva "di troppo pieno". Altre caratteristiche sono la presenza, per tutta la lunghezza della cavità, di una forte corrente d'aria e l'inclinazione quasi esclusivamente positiva.
Dopo le pozze d'acqua si superano i primi scivoli e si raggiunge una prima sala alla sommità della quale si dipartono due cunicoli. Il primo, sulla sinistra, dopo una biforcazione, chiude quasi subito. L'altro, invece, s'allarga in una grande galleria, molto inclinata ("il laminatoio"), che giunge dopo circa 50m in una sala con il fondo costituito da numerosi ciottoli ed altro materiale di riporto ammucchiato dall'acqua durante i regimi di piena. Da qui la cavità prosegue con un'ampia galleria che conduce ad un restringimento dovuto ad una notevole quantità di materiale di riporto conglomerato in argilla; in questo punto è presente una consistente corrente d'aria. Continuando si giunge ad una saletta oltre la quale si sviluppa uno stretto cunicolo, anch'esso liberato da un'ostruzione, che porta nell'ampia "Sala dell'Unione", dalla quale si dipartono tre rami. Il primo, a destra, chiude dopo circa 30m. Il secondo, a sinistra, è costituito da una stretta fessura inclinata che porta ad un ramo secondario; questo si connette, 100m dopo, sul ramo principale. Il terzo cunicolo, al centro, si raggiunge salendo per circa 18m la parete della Sala dell'Unione (al momento dell'esplorazione armata in scaletta). Da qui inizia una caratteristica condotta vadosa, approfonditasi tra sottili scaglie di roccia sub-orizzontali, che più avanti si restringe per formare un meandro; questo giunge ad una saletta il cui soffitto è decorato da grossi nodi di selce. Qui, uno stretto passaggio conduce alla base di un camino alla sommità del quale si entra in una stretta fessura inclinata che, dopo circa 10m, giunge in un cunicolo più ampio, sulla destra. Si prosegue superando delle brevi diramazioni, alcune a destra, altre a sinistra, fino a raggiungere una saletta dove sembra che la condotta finisca. A questo punto, una strettoia sulla sinistra, convoglia la corrente d'aria fino ad un cunicolo semiostruito da un grosso masso. Dopo la saletta seguente, un'ennesima strettoia, bagnata sul fondo da alcune pozze d'acqua, conduce ad un susseguirsi di alcune salette e cunicoli, fino ad un'ostruzione dovuta ad un masso incastrato. Superato tale punto si entra in una sala più ampia seguita subito da un'altra che è caratterizzata da alcuni massi incastrati in precario equilibrio sul soffitto. Più avanti, in alto a sinistra, parte il cunicolo terminale che è costituito da una condotta caratterizzata da due strettoie ed una pozza d'acqua profonda un metro, dalla cui superficie la volta dista circa 50cm. Nella sua parte finale, oltre ad uno stretto cunicolo che procede sulla destra parallelamente al principale, ed è con questo in comunicazione attraverso tre aperture, la cavità presenta due fessure impraticabili, profonde, secondo una sommaria valutazione, dai 30 ai 40m. Il cunicolo principale termina in una fessura impraticabile su calcare vivo.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 31-12-1982