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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 362 - Voragine presso Bozje Polje

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Voragine presso Bozje Polje
Nome principale sloveno
Numero catasto 362
Numero catasto storico 852VG
Numero totale ingressi 1

Scopritori
Data scoperta 31-12-1923
Scopritore Battelini - Rodolfo
Gruppo scopritore CGEB - Commissione Grotte Eugenio Boegan

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta Si
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Sgonico / Zgonik
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 110052 - Prosecco
Tipo posizione Aggiornamento Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS
Latitudine Gauss-Boaga 5063451,8
Longitudine Gauss-Boaga 2421282,0
Latitudine WGS-84 45° 43' 2,545" (45,7173736)
Longitudine WGS-84 13° 43' 53,2887" (13,73146908)
Latitudine UTM WGS-84 5063429,0
Longitudine UTM WGS-84 401276,0
Quota ingresso 230
Data esecuzione posizione 03-03-2012
Affidabilità posizione Corretto
Stato ingresso Agibile
Dimensione stimata ingresso 10m x 2,5m
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 5.5
Autore posizione Non specificato
Gruppo appartenenza GSSG - Gruppo Speleologico S. Giusto
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 32
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 12
Dislivello totale 12
Quota fondo 218
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Descrizione dei vani interni della cavità Questa cavità fu scoperta nel 1923 da Rodolfo Battelini, il quale rilevò una profondità di 10m ed affermò che nel futuro sarebbe stata destinata sicuramente a scomparire a causa dello spietramento dei campi vicini.
Nel 1958 il pozzo d'accesso risultava esser profondo appena 5.5m in quanto la grotta era stata usata per gettarvi pietre e blocchi di calcestruzzo durante la costruzione dell'autostrada Tarvisiana (l'attuale superstrada) che passa a due metri dal suo ingresso. Questo si apre in una fenditura lunga 10m sopra la quale poggiano due massi e si può scendere dal lato Nord, anche se con qualche difficoltà, giungendo su una china di pietre minute miste a terriccio che porta ad un'apertura nella parete occidentale, la quale dà adito ad una caverna dal soffitto forato da acuti brevi camini e ingombra di grosso pietrame. Una piccola colonna divide in due fori l'ingresso di un cunicolo che sfocia in un piccolo vano sormontato da un breve camino, mentre a ridosso della parete meridionale scende un pozzetto di 2m con il fondo intasato da detriti. Sulle sue pareti si notano colate calcitiche che si immergono profondamente nei detriti e, provando a gettare un sasso negli interstizi tra i massi più grandi, si è stimato che il pozzo continua per un tratto non trascurabile. Sarebbe quindi interessante eseguire uno scavo.
Quanto descritto è ciò che è rimasto di una cavità certo molto più vasta e si dice anzi che un tempo questa si estendesse parecchio dove adesso corre la superstrada; comunque la parte più profonda della grotta è posta sotto il piano della superstrada.

Rilievo Completo - Effettuato in data: 05-08-1958
Foto
Data dello scatto: 03-03-2012

Tipo inquadratura: Ingresso con numero identificativo

Autore foto: Non specificato

Gruppo di appartenenza: GSSG - Gruppo Speleologico S. Giusto

Data dello scatto: 03-03-2012

Tipo inquadratura: Targhetta o numero identificativo

Autore foto: Non specificato

Gruppo di appartenenza: GSSG - Gruppo Speleologico S. Giusto