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Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 3574 - Grotta dell'Edera

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Grotta dell'Edera
Nome principale sloveno
Numero catasto 3574
Numero catasto storico 5143VG
Numero totale ingressi 1

Scopritori
Data scoperta 31-12-1970
Scopritore Non specificato -

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Duino-Aurisina / Devin - Nabrežina
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 110013 - San Pelagio
Tipo posizione
Metodo rilevamento GRAFICO -> Riconoscimento su carta
Latitudine Gauss-Boaga 5067892,0
Longitudine Gauss-Boaga 2418623,0
Latitudine WGS-84 45° 45' 24,9972" (45,75694366)
Longitudine WGS-84 13° 41' 46,9831" (13,69638419)
Latitudine UTM WGS-84 5067869,2
Longitudine UTM WGS-84 398617,2
Quota ingresso 230
Data esecuzione posizione
Affidabilità posizione 1° gruppo riposizionamento regionale su CTR 1:5000 (1999)
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso
Profondità pozzo d'accesso
Autore posizione Non specificato
Gruppo appartenenza GK - Geokarst
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 13
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 8
Dislivello totale 8
Quota fondo 222
Vincolo paesaggistico Si
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso La grotta dell'Edera si trova nei pressi delle fornaci d'Aurisina e s'apre, in una dolina, nei calcari del Cretacico Superiore, nelle vicinanze di una profonda cava di calcite.
Descrizione dei vani interni della cavità Si tratta di una caverna non molto fonda e larga una decina di metri. Gli scavi misero in luce un deposito formato in prevalenza da terriccio scuro, con poche pietre, che tendeva a diventare argilloso negli strati più profondi. Nella parte superficiale del riempimento, insieme a materiali romani, si rinvennero pure una lama di coltello e una cuspide di giavellotto in ferro. Pochi frammenti di ceramiche del tipo castelliere segnavano il deposito dell'età del ferro. Il successivo deposito dell'età del bronzo ha dato qualche esempio di ceramica decorata a falsa cordicella, un colatoio e cuspidi di selce. L' eneolitico era contraddistinto da ceramiche decorate a Besenstrich, numerosi manufatti di selce tra cui un bifacciale foliato. Al neolitico appartengono vasi a tulipano impostati su piede cavo e decorati ad incisioni; un vaso presenta un graffito a scacchiera mentre un altro è dipinto con macchioline puntiformi disposte a più file. Segue quindi il deposito con industrie mesolitiche che è stato esplorato su una ristretta superficie, tuttavia sufficiente per dimostrare che esistono strette analogie nelle caratteristiche e nella sequenza stratigrafica con il deposito della Grotta Azzurra di Samatorza. Lo scavo sotto il livello mesolitico, per 4m di profondità, in un poderoso deposito d'argilla rossa e grossi blocchi, ha dato esito negativo.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 11-04-1981