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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 357 - Grotta G.E.I.

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Grotta G.E.I.
Nome principale sloveno
Numero catasto 357
Numero catasto storico 1077VG
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta Si
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Trieste
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 110154 - Basovizza
Tipo posizione Aggiornamento Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS
Latitudine Gauss-Boaga 5053548,5
Longitudine Gauss-Boaga 2430847,4
Latitudine WGS-84 45° 37' 46,386" (45,62955167)
Longitudine WGS-84 13° 51' 22,1921" (13,85616448)
Latitudine UTM WGS-84 5053525,7
Longitudine UTM WGS-84 410841,1
Quota ingresso 393
Data esecuzione posizione 11-09-2009
Affidabilità posizione Corretto
Stato ingresso Agibile
Dimensione stimata ingresso 3.0 x 0.6
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 24
Autore posizione Mikolic Umberto
Gruppo appartenenza CGEB - Commissione Grotte Eugenio Boegan
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 75
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 33
Dislivello totale 33
Quota fondo 360
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni Prosecuzioni inaccessibili
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso L'ingresso della grotta, costituito da una stretta fenditura, si apre sul fondo di uno scavo rettangolare, nel Bosco Bazzoni.
Descrizione dei vani interni della cavità Nel 1922 i Giovani Esploratori Italiani (G.E.I.) scoprirono e rilevarono questa grotta, che così prese il loro nome.
Superato qualche metro malagevole, si sbocca in un pozzo cilindrico, fortemente incrostato, che scende perfettamente verticale. Alla base di questo si notano gli imbocchi di tre gallerie, una delle quali può esser raggiunta con una difficile arrampicata, mentre sotto alla stessa si apre la seconda caverna, quasi interamente invasa da una massa di detriti che scende da Ovest.
Il ramo principale si sviluppa verso Est, con un salto che porta in un'ampia caverna. Da qui inizia una galleria ascendente, occupata da una lingua detritica che si risale per una ventina di metri incontrando un cunicolo che, dopo un breve allargamento, diviene intransitabile.
All'epoca della sua scoperta la cavità doveva avere un aspetto diverso dall'attuale, in quanto le concrezioni adesso appaiono quasi ovunque gravemente danneggiate, o addirittura distrutte. Decisamente singolare l'enorme quantità di detriti a spigoli vivi e di piccole dimensioni penetrati alle due estremità della grotta da vani ignoti, forse un tempo in relazione con la superficie.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 10-10-1965
Foto
Data dello scatto: 03-03-2016

Tipo inquadratura: Targhetta o numero identificativo

Autore foto: Perini Luciano

Gruppo di appartenenza: GSSG - Gruppo Speleologico S. Giusto

Data dello scatto: 03-03-2016

Tipo inquadratura: Ingresso con numero identificativo

Autore foto: Perini Luciano

Gruppo di appartenenza: GSSG - Gruppo Speleologico S. Giusto

Data dello scatto: 03-03-2016

Tipo inquadratura: Esterno

Autore foto: Perini Luciano

Gruppo di appartenenza: GSSG - Gruppo Speleologico S. Giusto