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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 346 - Fovea Maledetta

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Fovea Maledetta
Nome principale sloveno
Numero catasto 346
Numero catasto storico 822VG
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Sgonico / Zgonik
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 110051 - Sgonico
Tipo posizione Aggiornamento Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS differenziale
Latitudine Gauss-Boaga 5065431,0
Longitudine Gauss-Boaga 2420011,0
Latitudine WGS-84 45° 44' 6,0028" (45,73500079)
Longitudine WGS-84 13° 42' 53,0445" (13,71473457)
Latitudine UTM WGS-84 5065408,2
Longitudine UTM WGS-84 400005,1
Quota ingresso 198
Data esecuzione posizione 31-12-1999
Affidabilità posizione Corretto
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 130
Autore posizione Manzoni Marco
Gruppo appartenenza RIP.REG. - Riposizionamento Regionale
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 148
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 152
Dislivello totale 152
Quota fondo 46
Vincolo paesaggistico Non definito
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso L'abisso si apre sul fianco Nord di un'ampia e profonda dolina situata a SE dell'ex casello ferroviario di Bristie.
Descrizione dei vani interni della cavità Il nome di Fovea Maledetta venne attribuito alla cavità dai primi esploratori del Club Touristi Triestini, a causa del terreno accidentato che si doveva percorrere per raggiungerla.
L'imbocco misura circa 20m x 30m ed è diviso a pochi metri di profondità da un ponte naturale che unisce le pareti riccamente coperte da muschi. Il pozzo d'accesso inizialmente ha una forma allungata con gli assi di 15m x 40m circa; più sotto le pareti si restringono, formando, alla profondità di circa 60m, un ampio canalone inclinato, in parte occupato da detriti di varie dimensioni. Il canalone-ripiano sbocca sulla verticale sottostante che ha una sezione molto irregolare e complessa ed è divisa, a circa 40m dal fondo, da un enorme ponte naturale.
Alla base del pozzo profondo 130m c'è una china detritica che termina su di un ripiano d'argilla, mentre in alcune caverne laterali le concrezioni abbondano, rivestendo anche il suolo. Alcuni livelli visibili sulle pareti testimoniano che questa zona viene talvolta allagata e quindi vi è il dubbio che la cavità sia in qualche modo in relazione con l'acqua di fondo; è stato riferito infatti da alcuni visitatori che durante intense e prolungate precipitazioni lo sfasciume calcareo che copre il fondo lasciava filtrare una forte corrente d'aria. Non è quindi da escludere che i detriti abbiano occultato un passaggio verso vani più profondi, i quali, data la quota molto bassa del fondo, potrebbero raggiungere il livello di base, come avviene per il vicino Abisso dei Cristalli (781/3960VG), dove segni di allagamenti sono ancora più evidenti.
Oltre il ponte suddetto, si sviluppa un pozzo parallelo, raggiungibile con pendoli o traversi, caratterizzato da diversi ripiani, da uno dei quali, a circa 80m di profondità, si diparte una breve diramazione: superato un pozzetto sormontato da un ampio camino, essa porta ad un piccolo laghetto. In questo ramo è presente una discreta attività idrica, costituita dallo stillicidio proveniente, attraverso il camino, dalla dolina sovrastante.
Il nuovo ramo che porta alla profondità di 152m, scoperto nel 1988, inizia, superata un'impegnativa strettoia, dal ripiano inclinato che si trova a 105m di profondità. La strettoia, del diametro di circa 45cm, è lunga circa 3m e presenta un gomito verso la fine. Oltre, un pozzo immette in una breve ma fangosa galleria, che a sua volta sbocca in un'ampia spaccatura, orientata grossomodo E-W. A questo punto si può scendere subito, raggiungendo così un fondo circa 25m più in basso, oppure si può traversare sulla sinistra, e con una breve arrampicata raggiungere una finestra, oltre la quale sprofonda un pozzo di 17m, alla cui base un laghetto, che ospita alcune concrezioni, tocca la massima profondità. Traversando ancora ed effettuando altre arrampicate, è possibile raggiungere un ramo asciutto e senza circolazione d'aria (che invece si poteva avvertire nel tratto precedente), il quale chiude poco più avanti.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 31-12-1988
Foto
Data dello scatto: 03-02-2013

Tipo inquadratura: Ingresso

Autore foto: Miglia Andrea

Gruppo di appartenenza: FANTE - Gruppo Speleologico Monfalconese Amici del Fante

Data dello scatto: 03-02-2013

Tipo inquadratura: Interno

Autore foto: Miglia Andrea

Gruppo di appartenenza: FANTE - Gruppo Speleologico Monfalconese Amici del Fante