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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 311 - Ciamarade di Ciampeis

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Ciamarade di Ciampeis
Nome principale sloveno
Numero catasto 311
Numero catasto storico 98FR
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Alpi Carniche
Provincia Udine
Comune Prato Carnico
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 031062 - Prato Carnico
Tipo posizione
Metodo rilevamento GRAFICO -> Riconoscimento su carta
Latitudine Gauss-Boaga 5153790,0
Longitudine Gauss-Boaga 2352030,0
Latitudine WGS-84 46° 30' 59,4141" (46,51650392)
Longitudine WGS-84 12° 48' 36,7786" (12,81021627)
Latitudine UTM WGS-84 5153766,8
Longitudine UTM WGS-84 332026,7
Quota ingresso 655
Data esecuzione posizione
Affidabilità posizione
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso
Profondità pozzo d'accesso
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 10.2
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo
Dislivello totale
Quota fondo 655
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso La grotta si trova sul versante meridionale della Val Pesarina, di fronte al cimitero di Prato Carnico, poco lontano dalla frazione Pradumbli.
Descrizione dei vani interni della cavità Una leggenda raccolta da L. Gortani racconta che nella Ciamarade di Ciampeis i Pagàns di Pradumbli, che infestavano la regione, avrebbero nascosto i frutti delle loro rapine.
Franco Anelli, dopo averla esplorata nel 1931, la descrisse nel seguente modo: "La Chiamarate, ampiamente descritta da F.Fratini, consiste in una bassa cavernetta poco estesa, percorsa da un ruscello dalle acque limpidissime e fredde che sgorgano all'esterno poco lontano, unendosi ad altre sorgenti. La cavità, che si apre con un basso ingresso, è scavata in un calcare spugnoso, tufaceo, incrostato da spesse concrezioni calcitiche sul fondo e lungo le pareti. La grotta un tempo doveva essere parzialmente ostruita da formazioni stalattitiche, oggi interamente distrutte ed asportate.
Sembra poco probabile la notizia raccolta da L. Gortani, secondo la quale la grotta, un tempo, doveva misurare mezzo chilometro di lunghezza. Se per l'origine della cavità attuale è molto verosimile l'ipotesi del Frattini, secondo la quale la grotta si sarebbe formata dal successivo deporsi di incrostazioni di carbonato calcareo-tufaceo sull'abbondante vegetazione circostante, tuttavia non possono essere provati i dettagli enunciati dall'autore, come il crollo parziale dell'originaria volta".
Rilievo Completo - Effettuato in data: 30-05-1971