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Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 2930 - Grotta Edi Vascotto

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Grotta Edi Vascotto
Nome principale sloveno
Numero catasto 2930
Numero catasto storico 5006VG
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Monrupino / Repentabor
Tipo carta
Carta CTRN 1:5.000 110062 - Monrupino
Tipo posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS
Latitudine Gauss-Boaga 5063372,4
Longitudine Gauss-Boaga 2426225,5
Latitudine WGS-84 45° 43' 2,4451" (45,71734585)
Longitudine WGS-84 13° 47' 41,9628" (13,79498966)
Latitudine UTM WGS-84 5063349,5
Longitudine UTM WGS-84 406219,5
Quota ingresso 345
Data esecuzione posizione
Affidabilità posizione 4° gruppo riposizionamento regionale GPS (2005)
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso Pozzetto
Profondità pozzo d'accesso 2
Autore posizione Premiani Furio
Gruppo appartenenza GSSG - Gruppo Speleologico S. Giusto
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 115
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 34
Dislivello totale 34
Quota fondo 311
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso Partendo dal quadrivio nel centro di Rupingrande, si prende la strada che va in direzione S. Dopo 250m c'è una curva a destra; oltrepassata questa, si prende una strada sulla sinistra che sale verso il colle sovrastante. Quando il sentiero ha raggiunto la sua massima altezza e comincia a scendere, si oltrepassa il muretto e si risale la collina una cinquantina di metri.
L'ingresso è individuabile dal basso, osservando il deposito del materiale di scavo.
Descrizione dei vani interni della cavità Sceso il primo saltino, si striscia lungo uno scivolo in terra e materiale organico in decomposizione, per giungere, attraverso una strettoia, al P12. Alla base del pozzo si giunge in una caverna, caratterizzata da colate calcitiche alte anche 15m e da enormi stalattiti ed esili cannule che pendono dal soffitto. Al centro della sala si trova un'imponente colonna del diametro di 3m.
Dalla caverna, in direzione E, passando sotto un'enorme concrezione e quindi risalendo un banco calcitico, si giunge ad una strettoia, lunga 4m, che porta al P12,6, pozzo completamente tappezzato da fiorescenze multiformi. Un camino, risalito in gran parte, porta verso l'esterno. Sul fondo si trova una cavernetta con innumerevoli concrezionamenti coralloidi e sottili e candidi cannelli. Segue quindi un pozzetto di 5m che termina con un cumulo di materiali crollati dalle pareti.
Dalla caverna, in direzione NW, invece, lungo una china franosa, si giunge ad un saltino di 2,5m. Da qui, dopo pochi metri, si arriva ai piedi di un'enorme colata calcitica sopra la quale, all'altezza di 8m, si nota una finestra. Una volta raggiunta questa, si prosegue scendendo un saltino di 3m che dà accesso ad un angusto meandro con due diramazioni: una a fondo cieco, mentre l'altra scende in una condotta inclinata di 45°, lunga 8m. Si arriva quindi in una cavernetta ben concrezionata, si scende il P12 e si giunge ad una caverna ampia 16 X 8m. Qui, verso E, s'incontra un pozzetto di 2,5m, sul fondo del quale si può proseguire ancora per 7m incontrando però, in breve, un tappo d'argilla.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 29-05-1975
Foto
Tipo inquadratura: Ingresso