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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 285 - Abisso Carlini

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Abisso Carlini
Nome principale sloveno
Numero catasto 285
Numero catasto storico 846VG
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Sgonico
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 110063 - Borgo Grotta Gigante
Tipo posizione
Metodo rilevamento GRAFICO -> Riconoscimento su carta
Latitudine Gauss-Boaga 5062540,0
Longitudine Gauss-Boaga 2422640,0
Latitudine WGS-84 45° 42' 33,6992" (45,70936088)
Longitudine WGS-84 13° 44' 56,7502" (13,74909728)
Latitudine UTM WGS-84 5062517,2
Longitudine UTM WGS-84 402634,0
Quota ingresso 248
Data esecuzione posizione
Affidabilità posizione 1° gruppo riposizionamento regionale su CTR 1:5000 (1999)
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 14
Autore posizione Premiani Furio
Gruppo appartenenza GSSG - Gruppo Speleologico S. Giusto
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 22
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 111
Dislivello totale 111
Quota fondo 137
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni Prosecuzioni inaccessibili
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso Lo stretto ingresso della grotta si apre presso il limite della località chiamata "Campo delle Vipere" che si trova ad oriente del paese di Prosecco, al di là della Strada Statale n. 202, non lontano dal maxi- pollaio di Prosecco e precisamente tra questo e il Mobilificio Lanza.
Descrizione dei vani interni della cavità L'abisso venne scoperto nell'anno 1897 da Antonio Covacich, valente operaio del Club Touristi Triestini ed alla grotta venne dato il nome di "Pozzo Covacich", in segno di stima e riconoscimento per l'impegno e il coraggio dimostrati in molte difficili esplorazioni. Nel 1936 alla grotta fu attribuito erroneamente il nuovo numero 3251 ed il nome di "Abisso Carlini" e come tale il rilievo fu pubblicato su "Il Timavo". La cavità è conosciuta tuttora con questo nome, mentre è del tutto ignorata l'antica e più appropriata denominazione.
L'ingresso della grotta porta ad una successione di cinque pozzi. I primi due sono divisi da un piccolo ripiano e nel secondo la parete è rotta da una grande nicchia complessa che si può raggiungere con qualche difficoltà. Il terzo salto si mantiene stretto per una quindicina di metri e prima di toccare il fondo è possibile raggiungere una finestra dalla quale scende il quarto pozzo, sormontato da un altissimo camino. In esso si incontrano a varie altezze dei massi incastrati e nella parte inferiore, dove le pareti si avvicinano progressivamente, la discesa è ostacolata non poco dal pietrame sospeso; dopo una strozzatura malagevole si giunge in un vano fangoso con grandi quinte di roccia. Qui c'è un ultimo pozzetto che prima dopo sei metri era chiuso da sassi ed argilla; nel 1957 la Commissione Grotte ne intraprese la disostruzione, incontrando un breve vuoto dopo due metri di scavo. Le ridotte dimensioni del pozzo ed il continuo pericolo di frane consigliarono l'abbandono del tentativo.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 07-10-1956