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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 2588 - Abisso Marino Vianello

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Abisso Marino Vianello
Nome principale sloveno
Numero catasto 2588
Numero catasto storico 1249FR
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Alpi Giulie
Provincia Udine
Comune Chiusaforte
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 050024 - Stretti
Tipo posizione
Metodo rilevamento GRAFICO -> Riconoscimento su carta
Latitudine Gauss-Boaga 5137614,0
Longitudine Gauss-Boaga 2400675,0
Latitudine WGS-84 46° 22' 52,8842" (46,38135671)
Longitudine WGS-84 13° 26' 53,5771" (13,44821585)
Latitudine UTM WGS-84 5137590,3
Longitudine UTM WGS-84 380670,6
Quota ingresso 1840
Data esecuzione posizione
Affidabilità posizione Corretto
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 35
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 3145
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 585
Dislivello totale 585
Quota fondo 1255
Vincolo paesaggistico Non definito
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni Segnalate prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Appartenente al complesso Complesso del Col delle Erbe
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso L'ingresso misura circa 1m di diametro ed è situato sul fondo di una piccola dolina erbosa, ai piedi di un basso larice contorto, al cospetto di un anfiteatro di paretine (alte circa 7m) contornate da folti pini mughi. Questo punto è leggermente spostato a W all'inizio dei "regolari" pianori che portano alla cupola dello "Spric". L'ingresso principale è contrassegnato con la sigla rossa "L18 SAG '75".
Descrizione dei vani interni della cavità RAMO DEL FONDO
Dopo i primi tre pozzi, in pratica un unico salto diviso da brevi ripiani, si incontra una strettoia che sbocca nel P42, ampio e battuto - in caso di precipitazioni esterne o scioglimento della neve - da una fastidiosa cascata. Dalla base del pozzo, si risalgono in arrampicata circa 5m fino a raggiungere una breve condotta del diametro di circa 1m; ignorando la logica prosecuzione (che porta alle diramazioni più vecchie e meno profonde del sistema), dopo un paio di metri si discende un salto di 3m che si apre sulla destra e ci si immette nello stretto e viscido "Meandro dei Tormenti". Dopo circa 150m il soffitto si allarga e si dirama in due cunicoli perpendicolari; bisogna prendere quello di destra che porta, dopo 60m, superando l'orifizio di un pozzo cieco di 42m, in una cavernetta in salita che consente la posizione eretta. Si supera la fessura profonda 10m che si apre sul pavimento e ci si immette in un comodo meandro che prosegue, abbassandosi sempre più, fino a giungere in una piccola stanza sovrastata da un ampio e altissimo camino. Si prosegue per il cunicolo che si apre sulla parete opposta e si scendono circa 4m in arrampicata. Giunti ad uno slargo battuto da abbondante stillicidio e caratterizzato da un masso in bilico sull'orlo di un salto, ci si innalza sulla condotta di un evidente meandro stretto sul fondo. Dopo 80m questo si sprofonda in una fessura che si apre sulla parete sinistra (in ordine di discesa) di una stanza, dando origine al pozzo di 85m. Alla base di questo, non lontano dall'arrivo della corda, fra i grandi massi di crollo, si scende un salto di 9m, dalle pareti alquanto instabili, si prende un meandro in discesa e quindi si scende un salto di 10m. Attraversata un'ampia caverna di crollo, ci si immette in un meandro, si scende un salto di 8m e, alla base, attraversata una stretta fessura, si scende ancora un pozzetto di 7m. Si entra quindi in una grande sala, si prosegue in un meandro umido e molto alto e, abbassandosi nei punti più comodi, si raggiunge la base di questo (circa 15m).
Con due salti consecutivi di 10 e 18m si giunge in una caverna; sulla parete più bassa di questa, a circa 2,5m dal fondo, si prende un "tubo" di roccia che porta ad un ulteriore meandro. Ci si abbassa fino alla base di questo e si giunge ad un pozzo di 23m al quale seguono tre salti successivi di 3,6 e 6m e l'ampio pozzo di 40m. Alla base di questo si prende uno stretto meandro che conduce ad un ulteriore salto di 7m; da qui, facendo un'arrampicata di 4m su parete molto viscida, si raggiunge la spaccatura che dà inizio al "Pozzo dei Pendoli" (70m). Due salti di 9m ed uno di 15m portano all'imbocco del "Meandro Amico" dove bisogna prendere, al primo bivio, la prosecuzione di destra. Se invece si prosegue diritti, si giunge ad un salto di 14m che porta al 1° sifone (-580m).
Proseguendo invece sulla via del fondo, dopo 220m, ci si innalza nella condotta e, ad un trivio si imbocca la galleria di centro o di destra (quella di sinistra è cieca) e, giunti ad una grande spaccatura che taglia perpendicolarmente la galleria, si gira a destra fino ad arrivare ad un lercio sifone di fango nero.
Qui, almeno durante il periodo dell'esplorazione, è stata posta, su salto di 6m, una corda fissa che è necessario risalire per giungere nella "Galleria del Braille" che, dopo circa 160m si getta con un saltino di profondità variabile a seconda del regime idrico (15m all'ultima esplorazione), nel 2° ed ultimo sifone a -585m di profondità.

COMPLESSO DEL COL DELLE ERBE, GROTTE COLLEGATE: 1487,1463, 1471, 1969, 2378, 4380, 7113, 7117, 2588, 4371, 2967, 2969, 5591, 2598
Rilievo Pianta - Effettuato in data: 31-12-1975