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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 2472 - Pozzo 2° sul Monte Robon

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Pozzo 2° sul Monte Robon
Nome principale sloveno
Numero catasto 2472
Numero catasto storico 1130FR
Numero totale ingressi 3

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Alpi Giulie
Provincia Udine
Comune Tarvisio
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 050034 - Monte Cergnala
Tipo posizione Aggiornamento Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS differenziale
Latitudine Gauss-Boaga 5137910,5
Longitudine Gauss-Boaga 2405855,1
Latitudine WGS-84 46° 23' 5,7032" (46,38491756)
Longitudine WGS-84 13° 30' 55,7353" (13,51548204)
Latitudine UTM WGS-84 5137886,7
Longitudine UTM WGS-84 385850,6
Quota ingresso 1910
Data esecuzione posizione 31-08-2000
Affidabilità posizione 2° gruppo riposizionamento regionale GPS (2000)
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 158
Autore posizione Manzoni Marco
Gruppo appartenenza RIP.REG. - Riposizionamento Regionale
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 112
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 235
Dislivello totale 235
Quota fondo 1675
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni Pozzo non disceso
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso La grotta si apre a destra del sentiero che da Sella Robon conduce sul Monte Robon, a circa 50 m dal bivacco Modonutti Savoia.
Descrizione dei vani interni della cavità La grotta si apre con tre ingressi; per scendere è consigliato usufruire dell'ingresso principale, ovvero quello largo circa 5 m, in modo da evitare, almeno in parte, il ghiaione che proviene dal fondo degli altri due pozzi d'accesso. In questo tratto e in qualche punto più in basso, sono presenti bombe inesplose. Alla base del pozzo c'è un primo cumulo di neve e ghiaccio che, alla profondità di 57 m viene a creare una strozzatura che di solito è occlusa di neve. Infatti, tale passaggio, trovato aperto nel 1974, non si è più riaperto fino al 1989, anno eccezionale per lo scarso innevamento. Passato questo restringimento, si scende circa 16 m e si incontra un altro cumulo di neve; per giungere alla base di questo secondo pozzo bisogna scendere altri 15 m circa in una specie di canale formato tra il deposito di ghiaccio e la parete. Il terzo pozzo è interrotto da un terrazzo di neve abbastanza grande e, pochi metri sotto, c'è una nicchia dove è possibile sostare comodamente. Segue un pozzo di circa 30 m, nel quale si innesca un camino, che porta alla profondità di 158 m. Un grosso cumulo di neve occupa per metà il fondo del pozzo; un'apertura di modeste dimensioni permette di scendere il pozzo successivo che è caratterizzato dalla presenza di un torrentello che, in condizioni normali, non rende complicata la discesa. Alla sua base, in salita, oltrepassata una strettoia tra i massi, si giunge in una caverna con le dimensioni massime di 8 x 25 m che è sovrastata da due camini, scendendo invece il pozzo di 17,5 m si giunge, dopo aver percorso un corridoio largo tre metri, ad un laghetto nella sabbia. Nella parte finale il corridoio e la caverna sono collegati con un pozzo di circa 30 m che a metà presenta una finestra con un altro pozzo, ancora da esplorare. A metà del corridoio si estende invece una diramazione impostata su una faglia con un ultimo pozzo di 13,5 m alla base del quale si sviluppa un meandro soffiante largo 10 cm.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 30-09-1989
Foto
Tipo inquadratura: Ingresso

Descrizione inquadratura: 2° ingresso