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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 2317 - Grotta a SE di Aurisina Stazione

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Grotta a SE di Aurisina Stazione
Nome principale sloveno
Numero catasto 2317
Numero catasto storico 4749VG
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Duino-Aurisina / Devin - Nabrežina
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 110054 - Santa Croce di Trieste
Tipo posizione
Metodo rilevamento GRAFICO -> Riconoscimento su carta
Latitudine Gauss-Boaga 5066995,0
Longitudine Gauss-Boaga 2418085,0
Latitudine WGS-84 45° 44' 55,6555" (45,7487932)
Longitudine WGS-84 13° 41' 22,7655" (13,68965709)
Latitudine UTM WGS-84 5066972,2
Longitudine UTM WGS-84 398079,2
Quota ingresso 156
Data esecuzione posizione
Affidabilità posizione Corretto
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso Pozzetto
Profondità pozzo d'accesso 3.6
Autore posizione Marini Dario
Gruppo appartenenza CGEB - Commissione Grotte Eugenio Boegan
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 18
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 39
Dislivello totale 39
Quota fondo 117
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni Prosecuzioni inaccessibili
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso Per raggiungere la cavità bisogna prendere la strada che dai pressi del passaggio a livello di Aurisina si dirige verso la grande dolina nella quale si trova la pista di plastica. Dopo un centinaio di metri si raggiunge un bivio dal quale si diparte un'altra stradicciola che conduce verso il casello ferroviario nei cui pressi si apre la Grotta Noè (23/90VG). Una decina di metri prima di questo bivio bisogna abbandonare la strada piegando a destra e costeggiando un basso muretto a secco; quindi, dopo una cinquantina di metri, si arriva al bordo di una dolinetta abissale. Piegando ancora a destra e scavalcando il muretto si trova un lieve accenno di solco lungo una decina di metri, profondo pochi decimetri e largo in media 3m, sul cui lato Nord si apre l'ingresso subcircolare della grotta in oggetto.
Descrizione dei vani interni della cavità In origine l'ingresso misurava pochi centimetri di diametro e fu allargato con breve scavo.
La cavità è interessante per l'alternarsi di morfologie senili e giovanili. Ciò è ben visibile nel pozzetto terminale, profondo 7m, il quale è costituito da un fuso impostato su frattura, le cui pareti ricche di lame rocciose, sono bagnate da un continuo ed abbondante stillicidio. Si può dire che tutte le acque che circolano nella cavità vanno a scaricarsi in questo pozzetto.
Il pozzo di 8m, che si apre fra i massi della prima cavernetta, è completamente concrezionato da drappi, stalattiti e colate.
Durante le prime esplorazioni al vertice di tale pozzo fu notato un cunicolo dalla morfologia a condotta forzata, il quale però non prosegue in quanto è intasato per due terzi da colate calcitiche.
Durante i lavori di ampliamento dell'ingresso del pozzetto terminale sono stati fatti inavvertitamente precipitare alcuni detriti che, una decina di metri più in basso, hanno creato un fondo artificiale, oltre il quale è stato stimato che la cavità prosegue verticalmente ancora per una ventina di metri; quindi, data anche la corrente d'aria che sale dai detriti, sarebbe opportuno eseguire un lavoro di disostruzione.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 05-02-1973