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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 23 - Grotta Noè

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Grotta Noè
Nome principale sloveno
Numero catasto 23
Numero catasto storico 90VG
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Duino-Aurisina
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 110054 - Santa Croce di Trieste
Tipo posizione Aggiornamento Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS differenziale
Latitudine Gauss-Boaga 5066739,0
Longitudine Gauss-Boaga 2419006,0
Latitudine WGS-84 45° 44' 47,8488" (45,74662467)
Longitudine WGS-84 13° 42' 5,5727" (13,70154798)
Latitudine UTM WGS-84 5066716,2
Longitudine UTM WGS-84 399000,1
Quota ingresso 197
Data esecuzione posizione 31-12-2000
Affidabilità posizione 2° gruppo riposizionamento regionale GPS (2000)
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 59.4
Autore posizione Manzoni Marco
Gruppo appartenenza RIP.REG. - Riposizionamento Regionale
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 566
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 123
Dislivello totale 123
Quota fondo 74
Vincolo paesaggistico No
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Descrizione dei vani interni della cavità Il nome della grotta è quello del primo visitatore, il filologo Enrico Noè che vi discese nel 1878.
Per la grandiosità della voragine d'accesso e la spettacolare bellezza di alcuni tratti delle gallerie sottostanti, la cavità è molto nota e alcune sue rappresentazioni fotografiche sono apparse in varie riviste e pubblicazioni. La grotta di conseguenza è frequentatissima e accade spesso che nella sua discesa si impegnano anche speleologi con una scarsa preparazione e addirittura persone prive di qualsiasi esperienza. Infatti sono accaduti vari incidenti, alcuni dei quali mortali e con le sue sei vittime la cavità ha purtroppo un tragico primato che tuttavia non scoraggia le visite più avventate.
Data la frequenza delle visite nella grotta non ci sono più alcune formazioni calcitiche, distrutte o asportate, e sono scomparse alcune esili stalagmiti, alte alcuni metri, che sono invece visibili nelle fotografie delle prime esplorazioni dell'inizio del secolo. Sono presenti vaschette sia sempre piene che asciutte.
Trascurando un piccolo pozzo individuato nella galleria maggiore, non sono state scoperte altre prosecuzioni. La cavità rappresenta indubbiamente il relitto di un grande sistema sotterraneo scavato da un corso d'acqua di notevoli proporzioni.

AGGIORNAMENTO:
nel 1991, a 14m dall'orlo dell'ingresso, è stato individuato un piccolo foro che, allargato con un lavoro di scavo, ha permesso di accedere ad un nuovo ramo che viene quasi ad essere una cavità a sè stante. Questo foro si apre sul lato Sud del pozzo, cioè dalla parte opposta a quella dove normalmente viene effettuata la discesa, in una zona ancora ricca di vegetazione.
Il ramo inizialmente è costituito da un cunicolo di una quindicina di metri che nella parte centrale risulta essere molto basso e fangoso. Successivamente la cavità si sviluppa su due livelli: quello superiore costituito da due cavernette sovrastate da qualche alto camino, quello inferiore formato da un corridoio che torna indietro verso il pozzo d'accesso ma che, probabilmente per poco, non sbocca sullo stesso.
E' stato anche individuato, nella parete SE del pozzo d'accesso, un altro piccolo ramo che, con due finestrelle ed un breve cunicolo, immette in una stanzetta interna con depositi di guano.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 12-12-1992
Foto
Data dello scatto: 04-05-2008

Tipo inquadratura: Interno

Gruppo di appartenenza: GSSG - Gruppo Speleologico S. Giusto

Tipo inquadratura: Esterno