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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 2091 - Voragine di Piano Macchi

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Voragine di Piano Macchi
Nome principale sloveno
Numero catasto 2091
Numero catasto storico 830FR
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Alpi Carniche
Provincia Udine
Comune Paluzza
Tipo carta < 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 018163 - Passo di Monte Croce Carnico
Tipo posizione Aggiornamento Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS differenziale
Latitudine Gauss-Boaga 5163190,0
Longitudine Gauss-Boaga 2363485,0
Latitudine WGS-84 46° 36' 13,6894" (46,60380261)
Longitudine WGS-84 12° 57' 22,5922" (12,95627561)
Latitudine UTM WGS-84 5163166,4
Longitudine UTM WGS-84 343481,7
Quota ingresso 1779
Data esecuzione posizione 20-05-2012
Affidabilità posizione Corretto
Stato ingresso Agibile
Dimensione stimata ingresso 6 x 4
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 14
Autore posizione Potleca Michele
Gruppo appartenenza GC - Grotta Continua
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 15
Sviluppo spaziale 1085
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 23
Dislivello totale 23
Quota fondo 1756
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni Prosecuzioni possibili
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso La grotta si trova nel piano Macchi a pochi metri dal sentiero CAI numero 401.
Descrizione dei vani interni della cavità Per accedere alla cavità è necessario scendere in corda il pozzo d'accesso di 14 metri, comodo, largo e sano. Alla base ci si ritrova su una china detritica discendente fatta di grossi massi su cui giacciono un paio di grosse travi (p. 02): probabilmente sono quel che resta di una possente scala a pioli risalente all'inizio del secolo. E' semplice immaginare i pastori della vicina casera scendere per rifornirsi d'acqua grazie ai depositi di neve che sono tuttora presenti gran parte dell'anno eccetto nei caldi mesi estivi. Seguendo la china detritica ci si immette in una galleria discendente con il suolo alquanto instabile fino a raggiungere la parete del fondo che fa da sostegno all'ecatombe di massi soprastanti: qui fra i massi di frana da un lato e la liscia parete dall'altro ci si infila nella strettoia verticale di un paio di metri (p. 06) che immette nella "Sala Marcinelle"(p. 10). Percorrendo il tratto verticale è fondamentale evitare il contatto con la frana perché risulta sempre instabile nonostante i tentativi di assicurarla. Dalla Sala Marcinelle si diparte in salita un ramo ascendente che porta a pochi metri dalla superficie (p. 8n), ma la via maestra principale prosegue in discesa in galleria dal pavimento cosparso di massi di frana anche di notevoli dimensioni che, nel periodo freddo si ricoprono completamente di uno strato di ghiaccio rendendo penosa la progressione. Dopo una ventina di metri si giunge in una sala di discrete dimensioni da cui si accede a 2 brevi rami laterali di cui un meandro ascendente che termina sotto dei massi instabili (p. 11h). Rimanendo invece nel tratto principale si prosegue la discesa in una galleria di ampie dimensioni che dopo una ventina di metri immette in antiche condotte freatiche di metri 3 per 4 col fondo inciso da un solco di erosione vadosa (p. 13 - 14). Si prosegue quindi in risalita per una trentina di metri per poi ritrovarsi di nuovo in un tratto orizzontale della galleria che immetterà poi nel pozzetto interno da 10 metri (p. 19). A lato del percorso principale numerosi pertugi immettono in by pass secondari o consentono il congiungimento ai rami più profondi: si raccomanda attenzione per l'instabilità dei massi in numerosi passaggi. Alla base del pozzetto la galleria prosegue nuovamente in salita per fermarsi poi in una Sala di crollo denominata "Sala collettori". Dalla sala si dipartono 2 camini di cui uno di una quarantina di metri (p. 24g), un pozzetto laterale di 9 metri dal fondo argilloso (p. 25q) e uno strettissimo meandro in risalita (p. 25g). Alla base della Sala si intravede un passaggio che conduce ai rami inferiori della cavità (p. 25). Dopo aver disceso una galleria discendente di dimensioni più contenute (p. 28), si sbocca in un ambiente dalle dimensioni ampie dove son evidenti i recenti disturbi tettonici che hanno creato frane e depositi clastici (p. 30 - 31). Rimanendo sempre alti sulla destra è possibile imboccare un ramo cieco di una cinquantina di metri (p. 31i) restando sulla destra, ma scendendo di un paio di metri, è possibile imboccare un pozzo di 7 metri (p. 33) fra grossi blocchi di roccia che porta ad un reticolo profondo. Si può scendere in arrampicata con la dovuta attenzione. Lungo i tratti verticali che si susseguono si incontrano delle brevi diramazioni laterali, poi si passa una frana che poggia su di un unico masso che occlude parzialmente la verticalità (estrema cautela! - p. 37). Alla base dei vari salti si diparte un meandro sub orizzontale che si abbassa progressivamente da 2 metri di altezza (p. 48) ad un tratto di soli 40 cm intersecando infine una galleria di modeste dimensioni discendente, il “Trivio” (p. 49). A sinistra in discesa la galleria termina dopo qualche metro (p. 49c), mentre alla destra in risalita la galleria prosegue per oltre 50 metri per finire su 2 rami ciechi ascendenti dalla caratteristica forma di "Y". Tutto il tratto è pervaso da forti circolazioni d'aria. Ritornando alla sala in cui si sbocca scendendo dalla Sala Collettori si può procedere "verso sinistra" in ambienti di crollo e frane fino ad imboccare un nuovo tratto di galleria di 1,6 metri di altezza: prima di percorrerla, sulla sinistra in alto un passaggio ascendente detto "By Pass" (31c) riporta alla base del pozzetto disceso in precedenza nella galleria principale (p. 20). Percorrendo la galleria bassa dopo un trentina di metri si imbocca una condotta "doppia e parallela" (alta e bassa) percorribile in entrambi i rami (p. 31c5). Passata la condotta si risale un arrivo per una decina di metri per poi imboccare un breve salto verticale di 7 metri: qui è necessaria una corda (p. 31c7a). Alla base del pozzetto si incontra dal lato discendente una piccola stanzetta laterale cieca occlusa da massi, mentre proseguendo in orizzontale si interseca un altro pozzo/arrivo: se lo si risale (con corda) si ritorna al punto 17 della galleria principale. Proseguendo naturalmente verso valle si percorre invece la lunga condotta finale dal diametro di circa 2 metri lungo le cui pareti si dipartono numerosi rami ascendenti e discendenti di varia lunghezza. Passata una evidente svolta a sinistra si arriva nel tratto terminale della galleria occlusa da una vasta frana (p. 34z). Poco prima del tratto ascendente sulla destra è presente pozzetto di 14 metri.
Rilievo Completo - 1:1000 - Effettuato in data: 16-10-2011
Foto
Data dello scatto: 07-08-2011

Tipo inquadratura: Ingresso

Autore foto: Sulich Antonio

Gruppo di appartenenza: GC - Grotta Continua

Descrizione inquadratura: Pozzo d'ingresso
Data dello scatto: 31-03-2012

Autore foto: Potleca Michele

Gruppo di appartenenza: GC - Grotta Continua

Descrizione inquadratura: Attacco del pozzo di 10 metri sulle gallerie alte
Data dello scatto: 16-10-2011

Tipo inquadratura: Interno

Autore foto: Potleca Michele

Gruppo di appartenenza: GC - Grotta Continua

Descrizione inquadratura: Il pozzo interno di 7 metri
Data dello scatto: 31-03-2012

Autore foto: Potleca Michele

Gruppo di appartenenza: GC - Grotta Continua

Descrizione inquadratura: Gallerie alte
Data dello scatto: 17-07-2011

Tipo inquadratura: Interno

Autore foto: Guarniero Stefano

Gruppo di appartenenza: GC - Grotta Continua

Descrizione inquadratura: Un piccolo salto nelle gallerie alte durante la prima esplorazione del luglio 2011
Data dello scatto: 31-03-2012

Tipo inquadratura: Interno

Autore foto: Potleca Michele

Gruppo di appartenenza: GC - Grotta Continua