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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 1930 - Abisso Gianni Cesca

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Abisso Gianni Cesca
Nome principale sloveno
Numero catasto 1930
Numero catasto storico 4650VG
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta Si
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Sgonico / Zgonik
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 110051 - Sgonico
Tipo posizione Aggiornamento Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS differenziale
Latitudine Gauss-Boaga 5064922,0
Longitudine Gauss-Boaga 2420576,0
Latitudine WGS-84 45° 43' 49,8072" (45,73050199)
Longitudine WGS-84 13° 43' 19,5568" (13,72209911)
Latitudine UTM WGS-84 5064899,2
Longitudine UTM WGS-84 400570,1
Quota ingresso 213
Data esecuzione posizione 11-08-1999
Affidabilità posizione Corretto
Stato ingresso Agibile
Dimensione stimata ingresso 2,10 x 1,10m
Tipo ingresso Pozzetto
Profondità pozzo d'accesso 2
Autore posizione Sgambati Alessandro
Gruppo appartenenza RIP.REG. - Riposizionamento Regionale
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 175
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 143
Dislivello totale 143
Quota fondo 70
Vincolo paesaggistico Non definito
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni Prosecuzioni certe (accessibili)
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso L'Abisso Gianni Cesca si apre a fianco del sentiero di campagna che da Gabrovizza porta alla Grotta dell' Alce (89/62VG). Raggiunto un casello della ferrovia e oltrepassate le rotaie del treno si incontra un bivio: proseguendo a destra si raggiunge la Grotta Ercole (31/6VG), mentre a sinistra, seguendo il sentiero che conduce alla borgata di S.Croce, dopo una decina di minuti si raggiunge una dolina, delimitata da un muretto, che si trova piuttosto distante, a destra. Sul pianoro vicino si apre la Grotta dell'Alce.
Descrizione dei vani interni della cavità Sul fianco del pozzetto iniziale (2m x 1m), si apre un piccolo meandro che dà accesso ad un pozzo di circa 9m; dalla base di tale pozzo un passaggio basso, nel quale sono stati rinvenuti resti umani frammisti ad abbondanti ossa di animali ed a frammenti di ceramiche preistoriche, dà adito ad un altro piccolo meandro che, quasi immediatamente, sprofonda in un pozzo di 34m fiancheggiato da gallerie in parte sfondate.
Per giungere su questo pozzo sono stati necessarie sei giornate di scavi e quattro puntellamenti. Seguendo verso Ovest la frana che ingombra il passaggio basso di cui si è detto sopra, si giunge in una camera il cui fondo è costituito da un pozzo, parallelo a quello di 34m, il quale dopo aver attraversato due gallerie, finisce in un'ampia caverna; essa è raggiungibile più comodamente lasciando il pozzo di 34m dopo esser scesi per una ventina di metri. Il P.34 è interrotto, a 6m dal fondo, da un ponte di massi incastrati: da qui verso Est si può, con una breve arrampicata, raggiungere una china detritica che scende da una caverna nella quale i fenomeni clastici si manifestano in modo particolarmente interessante.
Verso Ovest si può invece percorrere la parte alta di una galleria sfondata, dalle tipiche morfologie dovute all'azione di un corso d'acqua. Dal fondo del P.34, dopo una brevissima china detritica, si giunge sul fondo della galleria sopra descritta, nel quale si apre l'imbocco del pozzo di 90m. Il luogo è piuttosto pericoloso in quanto soggetto a frane, le quali comunque sono attualmente puntellate. Il pozzo, inizialmente piuttosto stretto, tende ad assumere proporzioni sempre maggiori e, dopo 20m, incominciano a presentarsi varie finestre di diverse dimensioni, comunicanti con pozzi paralleli; quelle del lato Nord si affacciano su un pozzo che immettendosi nel P.90 si esaurisce ad una decina di metri dal fondo di quest'ultimo; le altre finestre comunicano con un sistema di vani, dal comodo accesso, fermandosi su di un ripiano a 32m dal fondo. Da qui un pozzo di 18m porta sul fondo di un grandissimo camino, le cui pareti si innalzano verticali perdendosi nel buio. A pochi passi da questo punto un'altra finestra torna ad immettersi nel pozzo di 90m; affiancato al primo grande camino ve n'è un secondo, di dimensioni simili. Da una camera situata nella parete Est si può scendere un fangosissimo pozzo di 7m; l'argilla e le concrezioni ostruiscono i vani sottostanti dopo pochi metri. Scendendo fino al fondo del P.90, battuto nella sua ultima parte da un intenso stillicidio dovuto al fatto che questo pozzo è situato sotto il fondo di una dolina, si può trovare riparo in una nicchia che si apre nella parete Nord. Da qui scende un cunicolo scavato in parte nell'argilla, il quale si affaccia su di un vano, che è rimasto per ora inesplorato in quanto vi si scaricano i detriti provenienti dal P.90.
Sul fondo della nicchia una strettoia dà accesso ad una interessante camera, in cui ogni proseguimento è bloccato da frane e concrezioni. Sul lato Ovest del fondo è situato l'ingresso di un angusto cunicolo, tuttora inesplorato.
Salendo infine su una cengia di detriti sul lato Sud del fondo si giunge ad un pozzo di 4m, sul cui fondo, fra i detriti, si apre un pozzo inesplorato di una decina di metri.

NOTA:
Gianni Cesca fu validissimo uomo di punta nelle più importanti esplorazioni del periodo aureo della speleologia triestina.


NOTA DEL 25-09-2000
l'imbocco del P.90 è franato ed è stato parzialmente disostruito pur rimanendo instabile.
(Patrik Trincasa SAS)
Rilievo Completo - Effettuato in data: 31-01-1971
Foto
Data dello scatto: 20-09-2013

Tipo inquadratura: Ingresso con numero identificativo

Autore foto: Podgornik Ferruccio

Gruppo di appartenenza: CAT - Club Alpinistico Triestino

Data dello scatto: 20-09-2013

Tipo inquadratura: Targhetta o numero identificativo

Autore foto: Podgornik Ferruccio

Gruppo di appartenenza: CAT - Club Alpinistico Triestino

Data dello scatto: 09-02-2013

Tipo inquadratura: Ingresso

Gruppo di appartenenza: FANTE - Gruppo Speleologico Monfalconese Amici del Fante

Data dello scatto: 09-02-2013

Tipo inquadratura: Esterno

Gruppo di appartenenza: FANTE - Gruppo Speleologico Monfalconese Amici del Fante

Descrizione inquadratura: Targa