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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 1825 - Abisso del Monte Lovinzola

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Abisso del Monte Lovinzola
Nome principale sloveno
Numero catasto 1825
Numero catasto storico 770FR
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Prealpi Carniche
Provincia Udine
Comune Enemonzo
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 048044 - Assais
Tipo posizione
Metodo rilevamento GRAFICO -> Riconoscimento su carta
Latitudine Gauss-Boaga 5137918,0
Longitudine Gauss-Boaga 2359885,0
Latitudine WGS-84 46° 22' 32,4179" (46,37567165)
Longitudine WGS-84 12° 55' 4,7639" (12,91798998)
Latitudine UTM WGS-84 5137894,9
Longitudine UTM WGS-84 339881,3
Quota ingresso 1545
Data esecuzione posizione
Affidabilità posizione
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 23
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 38
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 103
Dislivello totale 103
Quota fondo 1442
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni Segnalate prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso L'abisso si apre un centinaio di metri a monte della Casera Lovinzola di Sopra, sul versante Nord-Est del Monte Lovinzola, nel gruppo del Verzegnis; l'ingresso, al lato del quale si apre un altro pozzo che però è cieco, è costituito da una fessura lunga 15m e larga al massimo 2m, coperta parzialmente da erbe e cespugli.
Descrizione dei vani interni della cavità Sul lato Sud-Ovest del pozzo, a pochi metri dall'ingresso, si trova un ripiano sormontato da un masso che forma una specie di ponte di roccia; dalla parte centrale della fessura, invece, si scende per 23m fino ad un ripiano costituito da una china detritica piuttosto ripida ed instabile. Questo primo pozzo nel periodo invernale viene ostruito dalla neve che può essere rinvenuta anche all'inizio della stagione estiva.
Per accedere alla verticale successiva conviene spostare l'attacco delle scale sulla parete destra, alla fine di una stretta cengia; si evitano così i pericolosi attriti che si incontrerebbero altrimenti.
Dopo circa 20m di discesa il pozzo è interrotto da un ripiano formato, come quello precedente, da blocchi di roccia sormontati da una ripida china detritica. Allo stesso livello di questo terrazzo, una lama di roccia divide il pozzo in due parti; dopo 8m il pozzo si riunifica e assume nuovamente una forma allungata, fino a quando viene interrotto a 77m di profondità da un nuovo ripiano. Scendendo ulteriormente si incontra un ulteriore salto di 8m, seguito dopo un breve piano inclinato da un pozzetto di 5m, che porta in una saletta circolare il cui fondo è coperto da uno spesso strato di neve; due metri sopra il fondo una finestra comunica con un nuovo pozzetto che può essere facilmente disceso in arrampicata. Nell'ultima saletta della grotta, di forma allungata ed occupata da una ripida china detritica, si aprono due ridottissime fessure inaccessibili.
Lungo tutto l'abisso, ma in particolare nella sua parte finale, spuntano dalle pareti grossi ciottoli di selce, che una volta staccati contribuiscono ad aumentare il riempimento detritico della cavità.
Nel 1984 la grotta è stata esplorata dal Gruppo Grotte Novara fino alla profondità di 64m: la parte finale non è stata visitata a causa di un tappo di ghiaccio.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 31-08-1984