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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 1607 - Grotta presso Casera Glava

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Grotta presso Casera Glava
Nome principale sloveno
Numero catasto 1607
Numero catasto storico 620FR
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta Si
Area geografica Prealpi Giulie
Provincia Udine
Comune Savogna
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 050152 - Monte Glava
Tipo posizione Aggiornamento Posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS
Latitudine Gauss-Boaga 5118324,0
Longitudine Gauss-Boaga 2407659,0
Latitudine WGS-84 46° 12' 32,4127" (46,20900353)
Longitudine WGS-84 13° 32' 36,9948" (13,54360967)
Latitudine UTM WGS-84 5118300,5
Longitudine UTM WGS-84 387654,2
Quota ingresso 1375
Data esecuzione posizione 11-02-2005
Affidabilità posizione Corretto
Stato ingresso Agibile
Dimensione stimata ingresso 1,5 x 2,5m
Tipo ingresso Fessura
Profondità pozzo d'accesso
Autore posizione Bosco Fabrizio
Gruppo appartenenza GS VALLI - Gruppo Speleologico Valli del Natisone
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 413
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 81
Dislivello totale 81
Quota fondo 1294
Vincolo paesaggistico
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni Segnalate prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso Per raggiungere la grotta si può partire da Montemaggiore e seguire il sentiero segnato dalla Guardia di Finanza che sale verso NE risalendo la valle del Rug Scrila fino alla quota di circa 1200m, presso la località Ledina, e quindi preseguire sul versante sinistro in direzione Nord, diagonalmente, per tracce di sentiero, puntando al margine delle lastronate calcaree a circa 1400m di quota, oppure si può scendere una cinquantina di metri dalla strada di guerra di Luice, che costeggia le arrotondate sommità a Sud del Monte Glava. La cavità si apre al margine della zona di lastronate crepacciate.
Descrizione dei vani interni della cavità La cavità si apre con due profonde solcature convergenti, al cui fondo, raggiungibile scendendo una ripida china, una bassa volta, con incisa nella roccia la data 1852, costituisce l'ingresso di una galleria, lunga una cinquantina di metri e inizialmente stretta, la quale si sviluppa lungo un'evidente faglia. La galleria termina all'orlo di un pozzo profondo 26m con il quale si era fermata l'esplorazione del De Gasperi. Questi riportò il rilievo ed una sezione della galleria (evidenziandone le peculiarità tettoniche) nella sua opera "Grotte e voragini del Friuli", affermando che al fondo del pozzo inesplorato doveva scorrere un copioso corso d'acqua. La cavità però non era stata allora inserita nel Catasto del Friuli.
Il pozzo è stato reso agibile con un duro lavoro di pulizia dell'orlo del pozzo, semiostruito nei primi cinque metri da blocchi incastrati e lame di roccia pericolanti. Al fondo un salto di 3m conduce ad una strettoia che probabilmente è possibile superare, oltre la quale sono state gettate alcune pietre cadute per alcuni metri. Dalla parte opposta della base del pozzo una bassa galleria di interstrato, lunga circa 150m, conduce alla base di un camino, alto una decina di metri e facilmente risalibile, il quale termina in alto con una strettoia, in parte disostruita dalle pietre incastrate, oltre la quale si intravede una prosecuzione.
Nel luglio 1980 il rilievo è stato completato e la grotta risulta avere uno sviluppo totale di 413m ed una profondità di 81m.
Uno scivolo perenne di neve conduce ad una galleria intervallata da salette con abbondanti depositi di materiale clastico e da camini, alcuni dei quali riconducono alla superficie.
Nei pressi del pozzo di 26m la grotta è strutturata a meandro. Dalla saletta alla base del pozzo si dipartono due meandri, il primo dei quali risale per 180m un dislivello di 33m, è percorso da un rivoletto d'acqua che prosegue anche nel ramo discendente e nel punto più interno è tappato da neve. Il secondo meandro è raggiungibile tramite un salto di 4m ed una stretta fessura sotto cascata, oltre la quale il meandro è molto alto e stretto. L'andamento tortuoso e la pendenza del condotto creano delle pozze d'acqua e delle salette; il ramo termina in un basso cunicolo ostruito da materiale di frana, tra il quale si intravede l'acqua di un probabile sifone.
La temperatura nella grotta è rigida.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 31-07-1980
Foto
Data dello scatto: 14-12-2013

Tipo inquadratura: Ingresso con numero identificativo

Autore foto: Balutto Alceo

Gruppo di appartenenza: GS VALLI - Gruppo Speleologico Valli del Natisone

Data dello scatto: 14-12-2013

Tipo inquadratura: Targhetta o numero identificativo

Autore foto: Balutto Alceo

Gruppo di appartenenza: GS VALLI - Gruppo Speleologico Valli del Natisone

Tipo inquadratura: Ingresso

Autore foto: Bosco Fabrizio

Gruppo di appartenenza: GS VALLI - Gruppo Speleologico Valli del Natisone