Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - Aquila
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - Testo
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - Home
Proteo
Proteo
entra/registrati
Il catasto grotte
Elenco grotte
Ricerca semplice
Ricerca su mappa
Segnala cavità
Aggiorna cavità
Conversione coordinate

Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

Home » Il catasto grotte

Cavità n° 148 - Grotta del Pettirosso

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Grotta del Pettirosso
Nome principale sloveno
Numero catasto 148
Numero catasto storico 260VG
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Carso Triestino
Provincia Trieste
Comune Duino-Aurisina / Devin - Nabrežina
Tipo carta
Carta CTRN 1:5.000 110013 - San Pelagio
Tipo posizione
Metodo rilevamento STRUMENTALE -> GPS differenziale
Latitudine Gauss-Boaga 5068093,0
Longitudine Gauss-Boaga 2416630,0
Latitudine WGS-84 45° 45' 30,4465" (45,75845735)
Longitudine WGS-84 13° 40' 14,5989" (13,67072193)
Latitudine UTM WGS-84 5068070,2
Longitudine UTM WGS-84 396624,2
Quota ingresso 121
Data esecuzione posizione
Affidabilità posizione 2° gruppo riposizionamento regionale GPS (2000)
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso
Profondità pozzo d'accesso
Autore posizione Manzoni Marco
Gruppo appartenenza RIP.REG. - Riposizionamento Regionale
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 19
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 1
Dislivello totale 1
Quota fondo 120
Vincolo paesaggistico Non definito
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Descrizione dei vani interni della cavità La caverna è conosciuta con il nome di Grotta del Pettirosso, mentre per gli indigeni è la Vlasca Jama. La spettacolare dolina che la ospita, denominata Aisa, ha i fianchi che scendono verticalmente da ogni lato e, verso Nord, un alto muraglione sorregge la Strada Statale 202 che sfiora il vasto sprofondamento.
Da questa parte la parete calcarea rientra ed accenna a formare un antro che però si presenta ostruito da un'enorme massa di pietrame, in parte caduto durante la costruzione della strada soprastante.
Il Moser, che operò assiduamente nella zona tra Duino e S.Croce, fu probabilmente il primo ad interessarsi alla cavità. Al noto ricercatore seguì un numero imprecisabile di altri scavatori privati, i lavori dei quali non furono mai condotti con criteri di serietà e metodo scientifico, avendo unicamente lo scopo di rintracciare qualche oggetto integro ed esteticamente pregevole.
Il suolo si presenta costellato di buche e fosse e tra la terra di scarto non è difficile raccogliere qualche coccio o pezzi di selce lavorata. Contrariamente ad altre grotte preistoriche della zona, la Grotta del Pettirosso è molto umida in tutte le stagioni per la presenza di un notevole stillicidio, forse dovuto al notevole spessore di roccia soprastante la caverna. Appare comunque probabile che nella dolina antistante, dove indubbiamente la comunità soggiornava più a lungo, deve trovarsi la parte più interessante del giacimento preistorico.
Rilievo Completo - Effettuato in data: 16-11-1986
Foto
Tipo inquadratura: Ingresso