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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 1463 - Abisso Enrico Davanzo

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Abisso Enrico Davanzo
Nome principale sloveno
Numero catasto 1463
Numero catasto storico 601FR
Numero totale ingressi 2

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Alpi Giulie
Provincia Udine
Comune Chiusaforte
Tipo carta 1:25.000
Carta CTRN 1:5.000 050024 - Stretti
Tipo posizione Prima Posizione
Metodo rilevamento GRAFICO -> Riconoscimento su carta
Latitudine Gauss-Boaga 5137284,0
Longitudine Gauss-Boaga 2400187,0
Latitudine WGS-84 46° 22' 41,8863" (46,37830174)
Longitudine WGS-84 13° 26' 31,044" (13,44195668)
Latitudine UTM WGS-84 5137260,3
Longitudine UTM WGS-84 380182,6
Quota ingresso 1910
Data esecuzione posizione 31-12-1965
Affidabilità posizione Da verificare
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso Pozzo
Profondità pozzo d'accesso 15
Autore posizione Casale Adelchi
Gruppo appartenenza CGEB - Commissione Grotte Eugenio Boegan
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 1640
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo
Dislivello negativo 737
Dislivello totale 737
Quota fondo 1173
Vincolo paesaggistico Non definito
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni Segnalate prosecuzioni
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Appartenente al complesso Complesso del Col delle Erbe
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso
i due ingressi della grotta si aprono sul versante Nord del Col delle Erbe (Gruppo del Monte Canin).
Descrizione dei vani interni della cavità Una successione di pozzi per complessivi 130m, conduce alla prima di una serie di lunghe gallerie a meandro, collegate da alcuni salti.
Durante l'esplorazione sono state seguite due vie che iniziano alla profondità di 220m.
La prima, denominata "ramo fossile" è interessata da notevoli fenomeni di crollo e termina con una grande frana alla profondità di 446m; la seconda, denominata "ramo attivo" è costituito nella prima parte da un meandro lungo circa 650m ed è stata esplorata fino alla profondità di 552m. (segue storia esplorazioni)

(tratto da Cova, Stocchi - 1973)
l'ingresso inferiore è una piccola spaccatura dal fondo fortemente inclinato che dopo alcuni metri conduce al primo pozzo profondo 55m, interrotto da vari ripiani; alla base di questa prima verticale una stretta fessura immette nel pozzo successivo, di 70m, il quale solitamente è asciutto, sul fondo del quale si innesta il ramo proveniente dall'ingresso alto.
Successivamente un meandro in forte discesa lungo una ventina di metri conduce all'orlo di un salto di 4m. Procedendo su comode cenge in salita dopo circa 20m si incontra un piano detritico e a partire da questo punto bisogna avanzare a mezza altezza in un facile meandro, seguendo la via più logica, sino a giungere sopra un pozzo profondo una quindicina di metri; sceso il pozzo, il quale presenta un imbocco alquanto stretto e franoso, ci si porta su una cengia a sinistra. Si prosegue quindi per il meandro fattosi ora più largo e sfruttando minuscoli appoggi, ci si alza di circa 5m sino a giungere ad un nuovo meandro, fossile. In questo tratto lo stillicidio è molto abbondante in caso di piena e nel periodo di disgelo.
Si segue per una sessantina di metri il meandro fossile, intervallato da facili saltini; si raggiunge così l'orlo di un pozzo di 17m, interrotto da due ripiani; seguono altri 15m di meandro, fino all'imbocco di un altro pozzo, profondo 19m, sotto il quale, alla profondità di 226m, vi è una saletta.
Proseguendo per pochi metri si giunge sull'orlo di un vasto pozzo, profondo 32m. Traversando sulla destra si imbocca il "Ramo Fossile", mentre per raggiungere il fondo della cavità bisogna scendere il pozzo stesso, nell'ultima parte del quale spesso è presente l'acqua. Si imbocca quindi il "Grande Meandro", il tratto più impegnativo della grotta. Si percorrono circa 50m piuttosto malagevoli, sino a giungere ad uno slargo: in questo punto confluisce l'acqua proveniente dalla base del pozzo "35"; si prosegue per altri 70m, molto stretti, fino ad una saletta circolare e quindi altri 50m portano in un nuovo slargo. I successivi 80m sono più comodi e calandosi progressivamente si raggiunge il fondo del meandro per seguirlo ancora per 60m sino ad incontrare una grande lama di roccia, in corrispondenza della quale si deve risalire fino alla condotta sommitale; la si segue per 100m e si raggiunge una caverna fossile. (campo 2).
Per proseguire verso il fondo bisogna ripercorrere all'indietro la condotta sino al punto in cui essa sprofonda nuovamente nel meandro; qui bisogna calarsi per una decina di metri e procedere seguendo le solite tracce per circa 80m. Oltrepassata una zona franosa, si giunge sull'orlo di una salto di circa 6m; a lato una cascata precipita in una marmitta; si traversa in parete e si prosegue scendendo progressivamente per altri 75m. In questo tratto bisogna usare cautela su alcune arrampicate piuttosto esposte. Si incontra nuovamente il fondo e dopo altri 35m si giunge alla fine del "Grande Meandro".
La grotta continua con un ampio pozzo profondo 50m oltre il quale due salti di 7m portano al fondo, dove si incontra l'acqua che precipita in cascata per buona parte del pozzo. La vastità dell'ambiente consente di scendere sempre all'asciutto. Una fessura verticale lunga 60m, molto malagevole a causa delle sue pareti viscide e completamente prive di appigli il fondo della quale è occupato da profonde pozze di acqua stagnante.

La grotta continua poi con un meandro della lunghezza di circa 100m, completamente fossile, al quale segue un pozzo profondo 10m e dopo 7m di discesa si prosegue direttamente per il meandro, senza scendere fin sul fondo del pozzo, arrivando sull'orlo di un saltino di 5m, immediatamente sotto il quale si trova un altro salto, profondo circa 10m. Si risale per pochi metri lungo una cengia e quindi si scende un pozzo di 8m. Una traversata molto esposta di 15m porta ad affrontare una discesa di 17m e quindi la risalita di una ripida china detritica; è necessario fare molta attenzione al pozzo sottostante, di 40m, il quale costituisce l'attuale ramo attivo. Si deve scendere invece dall'altra parte della china detritica, alla fine della quale una finestra si affaccia su un pozzo fossile di 27m. Scesi 3m si traversa sulla destra e si scende in una spaziosa caverna, a quota -500.
Scesi dal pozzo di 27m, si imbocca una comoda fessura sulla sinistra e, facendo attenzione, si scende in arrampicata per un paio di metri su materiale di crollo fino a giungere sull'orlo di un pozzo profondo 10m, sul fondo del quale di ritrova l'acqua abbandonata a quota -450. Seguendo per pochi metri un comodo meandro si raggiunge l'orlo del pozzo successivo, profondo 13m; seguono alcuni metri di facili arrampicate e, in una piccola cavernetta, si apre il pozzo seguente, di 10m; il pozzo è diviso in due da un grande ponte naturale, a sinistra del quale vi è una cavernetta che dà su un salto di 5m; una strettoia raggiungibile con un'arrampicata immette in un pozzo profondo 11m. Si passa attraverso una fessura tra un grande masso ed il soffitto fino a giungere sulla sommità di un ampio meandro.
La parte della cavità da -500 a questo punto è estremamente pericolosa in caso di piena ed anche in periodo di magra è impossibile evitare l'acqua.
Scesi sul fondo del meandro si prosegue per una cinquantina di metri fino a giungere sull'orlo di un pozzo profondo 22m, sotto il quale vi è una cavernetta; superata una facile arrampicata scende un nuovo salto di 4m al quale segue un'ampia galleria di 25m, in forte discesa, percorsa da un discreto corso d'acqua, che precipita quindi in un nuovo pozzo di 30m, nel quale è possibile evitare l'acqua scendendo traversando leggermente in discesa sulla destra e aggirando quindi uno spigolo. Si arriva cosi ad un piano inclinato dal quale con un'arrampicata di 7m si raggiunge una grande caverna ingombra di massi. Inerpicandosi su questi si perviene all'imbocco dell'ampio pozzo di 54m. Dopo circa 10m di discesa si incontra un ampio ripiano formato da materiale di crollo; il resto del pozzo è per metà in parete e per metà nel vuoto. Dalla base del salto si scende, tra massi sparsi, fino ad una grande galleria a pressione lunga circa 25m, che finisce su un saltino di 6m. La base del pozzetto è occupata da un profondo laghetto lungo una decina di metri, per attraversare il quale è indispensabile l'uso del canotto. Oltre, una galleria di una ventina di metri, interrotta da un altro laghetto conduce al lago-sifone terminale, il punto più profondo della cavità, 737m. (descrizione in sospeso)
Rilievo Pianta - Effettuato in data: 31-12-1972