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Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia

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Cavità n° 142 - Fontanon del Riu Neri

Opzioni cavità:

Nomi e numeri catastali
Nome principale Fontanon del Riu Neri
Nome principale sloveno
Numero catasto 142
Numero catasto storico 114FR
Numero totale ingressi 1

Posizione ingresso principale
Presenza targhetta No
Area geografica Prealpi Carniche
Provincia Udine
Comune Socchieve
Tipo carta 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000 048012 - Monte Trentesin
Tipo posizione
Metodo rilevamento GRAFICO -> Riconoscimento su carta
Latitudine Gauss-Boaga 5136429,0
Longitudine Gauss-Boaga 2345507,0
Latitudine WGS-84 46° 21' 31,4224" (46,35872845)
Longitudine WGS-84 12° 43' 54,2435" (12,7317343)
Latitudine UTM WGS-84 5136406,2
Longitudine UTM WGS-84 325503,5
Quota ingresso 722
Data esecuzione posizione
Affidabilità posizione
Stato ingresso
Dimensione stimata ingresso
Tipo ingresso
Profondità pozzo d'accesso
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico 1280
Sviluppo spaziale
Estensione
Volume
Metodo calcolo volume
Dislivello positivo 13
Dislivello negativo 217
Dislivello totale 230
Quota fondo 505
Vincolo paesaggistico Non definito
Stato della cavità
Esplorazione in corso
Prosecuzioni Prosecuzioni inaccessibili
Cavità distrutta
Ostruzioni interne
Cavità attrezzata
Introvabile
Descrizione
Breve descrizione del percorso d'accesso Il sentiero che da Socchieve conduce a Forni di Sotto costeggia la sinistra del Tagliamento: giunti agli Stavoli del Plan si deve varcare il fiume su una passerella e quindi un viottolo conduce in breve agli Stavoli Fontanon, presso i quali sbocca il Fontanon di Riu Neri.
Descrizione dei vani interni della cavità Conosciuto da moltissimi anni, il Fontanon di Riu Neri è una grossa sorgente temporanea, a getto intermittente ed irregolare, che sbocca da una grotticella detta "La Rimine", sulla destra del Riu Neri, affluente di destra del Tagliamento, presso gli Stavoli Fontanon.
La cavità è scavata negli strati della dolomia bituminosa del Retico ed è costituita da una galleria in discesa lunga 35m che termina in un laghetto-sifone da cui provengono le acque in caso di piena.
Nel 1963 un gruppo di sommozzatori tentò di forzare il sifone dovendo però desistere, dopo aver percorso una quarantina di metri di gallerie, di fronte ad alcune strettoie ritenute impraticabili.

AGGIORNAMENTO del 1973:
il Gruppo Grotte dell'Associazione XXX Ottobre riprese le ricerche nel 1973, nella convinzione che l'esplorazione della grotta non dovesse ritenersi conclusa.
Due sommozzatori, durante il primo tentativo, scoprirono nel laghetto iniziale una terza galleria sommersa che dopo qualche metro si trasformava in uno stretto cunicolo discendente il quale, dopo 30m, raggiungeva una profondità di 10m. Tale cunicolo sboccava in una caverna sommersa di dimensioni notevoli: questa scoperta dette la certezza di aver trovato il percorso principale dell'acqua e quindi di essere molto vicini alla soluzione del problema.
Le ulteriori esplorazioni però portarono alla scoperta di una notevole quantità di fenomeni molto particolari i quali rendono la rappresentazione della cavità talmente complessa da dover prevedere ancora almeno un'ulteriore campagna di ricerche, prima di poter avere le basi sufficienti per poter condurre uno studio sull'evoluzione della cavità.
La grotta nella parte nuova si sviluppa per i primi 350m in direzione N-S, coprendo un dislivello in salita di circa 35m dalla quota minima del sifone. Il punto di massima quota (punto 5), dal quale si dipartono due rami ben distinti, si trova quindi ad un livello di 13m più alto rispetto l'ingresso della cavità. La lunghezza del tratto sommerso varia da 47m a 60m, secondo il livello delle acque. La galleria (dal punto 2 al punto 5) nella sua parte emersa si presenta di tipo efforativo ed è ricca di formazioni di ogni tipo, dalle marmitte alle cortine stalattitiche.
I bacini d'acqua sono numerosi e due di essi sono attraversabili soltanto a nuoto. In questa galleria, come pure nella parte sommersa, è assente qualsiasi forma di sedimento e di deposito graviclastico.
Dalla caverna situata a quota 735m (punto 5) si diparte una salita di 7m che continua con una galleria interstrato lunga più di 70m che discende gradualmente di 7m in direzione WNW, ricchissima di concrezioni filiformi lunghe anche più di un metro. Il fondo di questa galleria è coperto da sedimenti sabbiosi e la volta va man mano abbassandosi sino a rendere alquanto disagevole la progressione.
Il ramo principale prosegue in discesa con una serie di caverne di direzione N-S, intercalate da pozzi e gallerie ripide in direzione W-E. Dopo circa 100m si raggiunge, a quota 690m, un sifone il cui livello si trova 12m più in basso di quello del sifone d'entrata. Superato questo sifone la galleria prosegue per circa 60m in leggera salita per poi sprofondare in un vasto pozzo la cui profondità è stata valutata 30m.
Lungo questa galleria (dal punto 5 al punto 9), sono frequenti i sedimenti fangosi sulle pareti ed i depositi alluvionali nei tratti in salita verso l'esterno. Sia la prima (dal punto 2 al punto 5) che la seconda galleria(dal punto 5 al punto 9) sono percorse da modesti ruscelli, di direzione evidentemente opposta, i quali si gettano nei rispettivi sifoni.
Lo sviluppo totale raggiunto è di circa 640m. Sono state necessarie tre uscite per l'ubicazione dell'ingresso, tre uscite per le immersioni ed infine due uscite per le ricognizioni nell'alta Val Viellia.

AGGIORNAMENTO del 1989:
oltrepassati il primo sifone ed il primo laghetto (punto 4) è stato superato il sifone sospeso, con una riemersione nei pressi del laghetto successivo che si raggiunge con uno stretto passaggio semisifonante; dal laghetto si segue una galleria a pozzo fino a 7m di profondità, per riemergere in una caverna occupata da un lago di circa 5m di diametro. L'acqua è limpida ed è stata lasciata in posto una sagola di 70m.
Dalla caverna parte una vasta e bassa galleria che con percorso tortuoso sbuca nella sala alla sommità del primo pozzo. Nello stesso ambiente un modesto arrivo d'acqua forma un piccolo laghetto poco profondo, occupato da numerosi massi di crollo; il passaggio sommerso, breve ma stretto, è stato superato in apnea e si è rivelato alquanto problematico al ritorno, non essendo possibile procedere se non a gambe in avanti (è consigliabile una bombola). Si prosegue quindi per un centinaio di metri in una condotta di modeste dimensioni, percorsa dall'acqua fino ad un ambiente più vasto che la interseca: si tratta di un camino con un ulteriore arrivo che si perde fra i massi. Un passaggio basso e semiallagato permette di riprendere la condotta per altri 50m circa. Si giunge così ad un piccolo risalto e ad una fessura, superata la quale si giunge in una cavernetta e successivamente all'imbocco di un pozzo stimato circa 8m e non sceso; probabilmente qui ci si trova in corrispondenza di uno dei vasti camini presenti sulla via del fondo.
NOTA: sono state usate due bombole da 5 litri ciascuna, all'inglese(passaggi stretti).
Rilievo Completo - Effettuato in data: 29-10-1989